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Gli editori ampliano l’uso dell’IA, ma i dipendenti si oppongono

Dipendenti di HarperCollins, Simon & Schuster e Hachette raccontano a WIRED che gli editori usano l’IA per l’ufficio stampa, il marketing e altre attività, mentre i lavoratori esprimono preoccupazione per la pressione sul lavoro e il monito

Gli editori ampliano l’uso dell’IA, ma i dipendenti si oppongono

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Il 6 ottobre, l’amministratore delegato di Simon & Schuster Greg Greeley ha comunicato ai dipendenti che l’azienda aveva esaminato un prodotto di IA per monitorare la produttività, ma non aveva deciso di adottarlo. La comunicazione è arrivata dopo che i dipendenti avevano iniziato a raccogliere firme per una lettera aperta contro il software. Tre giorni dopo, WIRED ha riferito che lavoratori di Simon & Schuster, HarperCollins e Hachette descrivevano un uso sempre più diffuso dell’IA nelle attività editoriali.

Più di due dozzine di lavoratori del settore editoriale hanno raccontato a WIRED che le aziende usano strumenti tra cui ChatGPT e Claude per redigere testi promozionali e per la quarta di copertina, scrivere email agli agenti letterari, sviluppare materiali di marketing e realizzare immagini di copertina. I lavoratori hanno parlato in forma anonima, per timore di mettere a rischio il proprio posto. Le loro testimonianze mostrano una controversia che va oltre le parole stampate: i dipendenti descrivono anche pressioni ad adottare questi strumenti e il timore di software che potrebbero monitorare il loro lavoro o sostituirli.

Gli strumenti di IA entrano nei reparti editoriali

Secondo un dipendente di HarperCollins, i dirigenti dell’azienda hanno acquistato licenze Claude, ma si sono presto resi conto di aver bisogno di aiuto per capire come usarle. L’azienda ha quindi chiesto a dipendenti di livello sia junior sia senior di fare da «AI Champions», con sessioni mensili di brainstorming per individuare possibili applicazioni. Un dipendente ha raccontato a WIRED che i colleghi che, durante una riunione primaverile, avevano sollevato questioni legali, etiche e ambientali si sono sentiti liquidati.

I dipendenti di Simon & Schuster hanno partecipato a un workshop con rappresentanti di OpenAI, ha riferito uno dei partecipanti. Durante il workshop è stato suggerito di usare ChatGPT per scrivere email agli agenti letterari, una pratica che, secondo i lavoratori, è comparsa anche presso HarperCollins e Hachette. Secondo dipendenti citati da WIRED, nel maggio 2024 Simon & Schuster ha organizzato un concorso tra i dipendenti per trovare casi d’uso dell’IA, mettendo in palio 10.000 dollari per il primo classificato e 5.000 dollari per ciascuno dei due classificati successivi.

I testi promozionali sono tra gli usi citati più spesso dai lavoratori. Gli editori pubblicano questi materiali sui siti dei rivenditori e su quelli di recensioni, sulle quarte di copertina e nelle presentazioni rivolte a librai, giornalisti e critici. Meg Reid, direttrice editoriale della casa editrice indipendente Hub City Press, ha detto a WIRED che questo cambiamento potrebbe distinguere gli editori appartenenti a gruppi societari, in cerca di maggiore efficienza, dalle case editrici più piccole, che considerano centrale il contributo umano al proprio lavoro.

I dipendenti di Simon & Schuster si oppongono al monitoraggio

Il motivo immediato dello scontro in Simon & Schuster è una sperimentazione, di cui è stata data notizia, del prodotto Blueprint di Skan AI. I dipendenti hanno iniziato a raccogliere firme per una lettera aperta a Greeley, chiedendogli di impegnarsi a non introdurre il software, né prodotti simili, nei processi di lavoro dell’azienda. I lavoratori hanno espresso preoccupazione per la sorveglianza e per la possibilità che strumenti usati per mappare i processi di lavoro possano servire ad automatizzare le mansioni.

Nella comunicazione del 6 ottobre, Greeley ha detto che l’azienda aveva esaminato Blueprint, ma che «non è stata presa alcuna decisione di usare Blueprint o qualsiasi altro strumento di monitoraggio della produttività o di analisi dei processi di lavoro». Ha aggiunto di non aver visto documenti relativi a questa esplorazione preliminare prima che i dipendenti esprimessero le loro preoccupazioni. WIRED ha riferito che, secondo quanto avevano compreso i dipendenti, la sperimentazione era stata avviata apparentemente su sollecitazione di KKR, che ha acquistato Simon & Schuster nel 2023.

I lavoratori collegano l’adozione dell’IA anche ai tagli al personale e all’aumento dei carichi di lavoro. Un dipendente del settore editoriale ha descritto gruppi di lavoro ridotti a cinque o sei persone che si occupano di un numero di libri all’incirca doppio o triplo. Questa testimonianza non dimostra che gli strumenti di IA abbiano sostituito i dipendenti mancanti; dà conto della preoccupazione dei lavoratori che la dirigenza li spinga a ricorrere all’automazione, lasciando a gruppi più piccoli una mole di lavoro maggiore.

Gli editori indicano limiti diversi

Hachette ha dichiarato di sostenere l’uso dell’IA per le attività operative quando gli strumenti aiutano i libri a raggiungere più lettori, ma di non sostenerne gli usi creativi, compresa la comunicazione con autori e partner. Wibke Grutjen, direttrice globale del marketing e della comunicazione di Simon & Schuster, ha detto che i dipendenti hanno accesso a un numero limitato di strumenti di IA aziendali e che usarli non è obbligatorio. HarperCollins non ha risposto alla richiesta di commento di WIRED.

I manoscritti riservati sono un’altra fonte di preoccupazione. Alcuni agenti letterari hanno detto a WIRED di temere che gli editori possano inserire le opere inedite degli autori nei sistemi di IA per produrre lettere di rifiuto o descrizioni promozionali. Un agente ha detto che i contratti ora includono clausole che vietano di far elaborare il materiale da un LLM; un dipendente di HarperCollins ha riferito che l’ufficio legale dell’azienda aveva detto ai responsabili di non incollare manoscritti integrali in un modello a circuito aperto.

Un’indagine mostra un divario crescente nell’adozione

Un rapporto di settembre del Book Industry Study Group e di BookNet Canada offre una misura più ampia del cambiamento. Tra i 771 partecipanti, il 63% ha dichiarato che la propria organizzazione usava l’IA nel 2026, rispetto al 48% nel 2025, mentre l’uso individuale è sceso dal 46% al 38%. L’adozione da parte delle organizzazioni non significa necessariamente un uso senza restrizioni: secondo il rapporto, il 49% delle organizzazioni dei partecipanti aveva una politica ufficiale o linee guida sull’IA, rispetto al 31% dell’anno precedente.

L’indagine e le testimonianze dei dipendenti descrivono due aspetti della stessa tensione: gli editori formalizzano l’uso dell’IA a livello aziendale, mentre i singoli lavoratori diventano più cauti. Emma Dries, agente presso Triangle House Literary ed ex editor di HarperCollins e Penguin Random House, ha detto a WIRED: «Abbiamo bisogno che gli editori dicano chiaramente che cosa viene usato e quando». In Simon & Schuster, i dipendenti hanno rivolto questa richiesta direttamente alla dirigenza attraverso la lettera aperta.

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