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La Virginia sottopone l’IA e i data center alla supervisione statale
La governatrice Abigail Spanberger ha presentato il Quadro per la responsabilità dei data center della Virginia e firmato l’ordine esecutivo 22, ponendo nuova enfasi sulla trasparenza, sui costi energetici, sulle tutele ambientali, sull’esa

AI.info Team ·
La Virginia sta rafforzando il controllo sulle infrastrutture che sostengono l’intelligenza artificiale, mentre la governatrice Abigail Spanberger afferma che lo Stato deve restare all’avanguardia nel settore. Il 18 settembre 2026, Spanberger ha presentato un Quadro per la responsabilità dei data center valido in tutto lo Stato e ha firmato l’ordine esecutivo 22, collegando le autorizzazioni per i data center all’accessibilità dei costi energetici, alle tutele ambientali, alla partecipazione locale e alle politiche per la forza lavoro.
La mossa mette in diretta tensione due istanze politiche: la Virginia vuole gli investimenti e la capacità di calcolo legati all’IA, ma ora le autorità statali affermano che gli sviluppatori devono rendere conto del loro impatto sulle bollette elettriche, sull’acqua, sul territorio, sulla qualità dell’aria e sulle comunità vicine. L’ufficio della governatrice descrive il quadro come il più completo impegno del Paese per la responsabilità dei data center. I gruppi ambientalisti hanno accolto con favore l’annuncio, mentre l’applicazione dei requisiti più ampi del quadro dipenderà in parte da una proposta di legge per la sessione dell’Assemblea generale del 2027.
«Negli anni prima che entrassi in carica, i data center sono arrivati in Virginia e lo Stato non aveva un piano chiaro e coordinato per affrontare il loro impatto sui cittadini della Virginia: sulle bollette elettriche, sull’acqua, sul territorio, sull’aria o sulla qualità della vita», ha detto Spanberger nell’annuncio. «Questo cambia da oggi». — Abigail Spanberger, governatrice della Virginia
L’ordine esecutivo 22 interviene per primo
L’ordine esecutivo rende immediatamente operative diverse misure. Le agenzie, i dipartimenti, i consigli, le commissioni, le autorità e i dipendenti del ramo esecutivo sottoposti alla supervisione della governatrice non possono più stipulare accordi di riservatezza per progetti di data center commerciali, né imporli, secondo quanto riportato nell’annuncio della governatrice.
L’ordine incarica inoltre lo Stato di creare un primo Kit di pianificazione dei data center e coinvolgimento delle comunità per gli enti locali, accelerare i lavori sulle norme relative al rumore dei data center e svolgere una revisione delle attività di generazione di riserva a diesel e di altro tipo. L’obiettivo dichiarato è dare alle comunità accesso anticipato alle informazioni e maggiore influenza sui progetti che possono avere effetti sulle case, sulle scuole, sulle strade e sulle utenze delle zone vicine.
L’ordine esecutivo 22 istituisce anche la Task Force della Virginia sull’intelligenza artificiale. Tra i temi di cui si occuperà figurano la perdita di posti di lavoro, la riservatezza dei dati e la cybersicurezza: in questo modo, i rischi sociali e operativi dell’IA rientrano nello stesso impegno politico statale dedicato alle infrastrutture fisiche necessarie per far funzionare i sistemi di IA.
Le autorizzazioni locali sostituirebbero l’insediamento automatico
Il quadro propone di eliminare l’approvazione automatica per i data center e di richiedere l’approvazione locale per qualsiasi struttura che utilizzi più di 25 megawatt di potenza. Invoca inoltre strumenti più efficaci a disposizione degli enti locali nella negoziazione di accordi con gli sviluppatori a beneficio delle comunità, la fine dei sussidi statali ai data center nei programmi di sviluppo dei siti e l’esclusione delle future grandi strutture dalla procedura accelerata di autorizzazione della Virginia.
La legge della Virginia assegna già agli enti locali nuovi compiti di valutazione per le strutture ad alto consumo energetico. Ai sensi del Codice della Virginia aggiornato, una struttura per la quale si prevede un fabbisogno di almeno 100 megawatt deve essere sottoposta a una valutazione del sito prima che possano essere approvati una modifica della zonizzazione, una deroga speciale o un permesso per uso speciale. La valutazione deve esaminare gli effetti del rumore sulle abitazioni e sulle scuole nel raggio di 500 piedi; gli enti locali possono inoltre valutare gli impatti sull’acqua, sull’agricoltura, sui parchi, sui siti storici e sui terreni forestali.
La legge mantiene in capo alla Commissione statale per le società la competenza sulla regolamentazione delle aziende di servizi pubblici. Le valutazioni locali non trasferiscono né sostituiscono la giurisdizione della commissione: la valutazione dei siti e la supervisione del sistema elettrico restano quindi parti distinte del processo.
Costi energetici e alimentazione di riserva al centro dell’attenzione
Il quadro chiede alle aziende di servizi pubblici di attribuire ai data center una quota più equa dei costi di generazione, trasmissione e distribuzione. Invoca inoltre impegni finanziari più solidi da parte degli sviluppatori, per ridurre il rischio che progetti speculativi si assicurino terreni, capacità della rete e infrastrutture pubbliche senza poi essere realizzati.
Queste proposte si basano su misure già adottate dalla Virginia. All’inizio di quest’anno, la governatrice ha esortato la Commissione statale per le società a imporre ai data center di sostenere i costi delle infrastrutture di trasmissione costruite esclusivamente per le loro attività. L’ufficio della governatrice ha dichiarato che la decisione potrebbe far risparmiare centinaia di milioni di dollari alle famiglie, alle piccole imprese e agli altri utenti che pagano le bollette.
Il nuovo piano punta anche a limitare la generazione di energia a gas naturale in loco, ridurre le emissioni dei generatori di riserva e dare priorità nell’accesso alla rete alle strutture che investono nell’energia pulita. Chiede l’introduzione di standard per l’efficienza energetica, il consumo d’acqua, l’impatto sul territorio e l’alimentazione di riserva, oltre a controlli più rigorosi in caso di violazione dei requisiti sull’uso dell’acqua.
«Se la Virginia vuole essere all’avanguardia nell’intelligenza artificiale e in altre tecnologie emergenti, dobbiamo realizzare l’energia, le infrastrutture, la forza lavoro e le tutele necessarie per farlo nel modo giusto, senza costringere le famiglie e le piccole imprese a pagarne il prezzo», ha dichiarato il delegato Cliff Hayes nel comunicato della governatrice.
Cinque condizioni per la crescita dei data center
Il quadro organizza le sue politiche attorno a cinque requisiti: coinvolgimento trasparente delle comunità, tutela ambientale, riduzione dei costi energetici per i cittadini della Virginia, sostegno all’energia pulita e all’affidabilità della rete, e condizioni migliori per i lavoratori.
Le misure rivolte ai lavoratori comprendono la priorità alle assunzioni locali, la promozione di obiettivi di formazione professionale, la preferenza per le imprese della Virginia negli acquisti e negli appalti, il sostegno ai programmi di apprendistato e la promozione di standard per gli appaltatori responsabili. Il piano chiede inoltre, ove possibile, accordi sul lavoro per i progetti e miglioramenti delle infrastrutture legati alle esigenze economiche locali.
I gruppi ambientalisti hanno sostenuto questo orientamento. Connor Kish, direttore della sezione della Virginia del Sierra Club, ha dichiarato che l’organizzazione sosteneva l’ordine esecutivo e la piattaforma politica proposta, definendoli l’azione esecutiva più incisiva mai intrapresa dalla Virginia sugli impatti ambientali dei data center. Jay Ford, responsabile delle politiche per la Virginia della Chesapeake Bay Foundation, ha affermato che il quadro potrebbe contribuire ad affrontare gli effetti della crescita incontrollata dei data center sulle acque e sui terreni della Virginia. Nate Benforado, avvocato senior del Southern Environmental Law Center, ha definito l’annuncio promettente e ambizioso.
La task force sull’IA ha ora un mandato statale
La task force della Virginia sull’IA esaminerà rischi che vanno oltre quelli legati alle strutture che consumano elettricità. L’ufficio della governatrice indica la perdita di posti di lavoro, la riservatezza e la cybersicurezza come preoccupazioni iniziali, mentre il delegato Hayes ha affermato che il gruppo dovrebbe contribuire a garantire che i sistemi potenti siano testati, verificati e distribuiti responsabilmente.
Il 18 settembre l’ordine esecutivo 22 non istituisce un’autorità di regolamentazione permanente dell’IA. Istituisce invece la task force e avvia il lavoro amministrativo, mentre l’amministrazione prepara altre proposte per i legislatori. Le disposizioni sui data center che richiedono modifiche legislative saranno esaminate dall’Assemblea generale nel 2027.
La prossima prova per la Virginia è dunque concreta, non retorica: capire se lo Stato saprà tradurre le norme sulla trasparenza, la valutazione locale, la ripartizione dei costi delle aziende di servizi pubblici e la supervisione dell’IA in decisioni applicabili prima che i nuovi progetti ottengano l’approvazione. Le prime modifiche immediate sono il divieto degli accordi di riservatezza, il kit per la pianificazione con le comunità, i lavori sulle norme relative al rumore e la revisione della generazione di riserva; il quadro più ampio attende ancora un intervento legislativo.