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L’UE apre una consultazione sugli standard di prestazione dei centri dati

La Commissione europea ha avviato una consultazione di 12 settimane sugli standard minimi di prestazione per i centri dati nell’Unione europea. I contributi serviranno a orientare una proposta legislativa prevista per il secondo trimestre d

L’UE apre una consultazione sugli standard di prestazione dei centri dati

AI.info Team ·

Bruxelles chiede come dovrebbero funzionare i centri dati

Il 21 settembre 2026 la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica di 12 settimane sugli standard minimi di prestazione per i centri dati nell’Unione europea, dando inizio ai lavori su norme che potrebbero fissare requisiti validi per l’intero settore in materia di prestazioni energetiche e ambientali.

Imprese, autorità pubbliche, ricercatori e altri soggetti interessati possono presentare prove e osservazioni fino al 14 dicembre 2026. La Commissione afferma che le risposte contribuiranno ai lavori preparatori per una proposta legislativa prevista per il secondo trimestre del 2027. La consultazione non introduce ancora standard vincolanti.

L’annuncio rientra in un più ampio pacchetto sull’efficienza energetica dei centri dati, che comprende anche i lavori per un sistema europeo comune di classificazione e un’etichetta.

La revisione nasce dalle pressioni su energia, acqua e rete elettrica

La Commissione collega la consultazione all’espansione della capacità dei centri dati necessaria per i servizi cloud, l’intelligenza artificiale e altri sistemi digitali. Questa crescita fa aumentare la domanda di elettricità e raffreddamento, mettendo al contempo sotto pressione le reti, i bilanci di carbonio e le risorse idriche.

Secondo i dati pubblicati dalla Commissione nella pagina dedicata all’energia dei centri dati, il consumo globale di elettricità dei centri dati è pari a circa 415 terawattora, ossia all’incirca l’1,5% del consumo annuo mondiale. La stessa pagina cita proiezioni secondo cui il consumo potrebbe salire a 945 terawattora entro il 2030, soprattutto a causa del calcolo accelerato ad alta intensità energetica utilizzato per l’IA.

L’UE si è inoltre posta l’obiettivo di triplicare la propria capacità dei centri dati entro il 2035. Secondo la Commissione, gli impianti in grado di adeguare i consumi elettrici alle condizioni della rete, utilizzare energia rinnovabile o a basse emissioni di carbonio e recuperare il calore di scarto potrebbero contribuire a ridurre i costi del sistema e a migliorare la stabilità della rete.

Le norme di rendicontazione esistenti forniscono la base informativa

Gli standard proposti si baseranno su requisiti già introdotti dalla direttiva sull’efficienza energetica. La rifusione del 2023 ha introdotto l’obbligo di rendicontazione pubblica per i centri dati con una domanda di potenza superiore a 500 kilowatt, fornendo alla Commissione un insieme di informazioni a livello dell’UE sull’uso dell’energia e sulle prestazioni ambientali.

Il regolamento delegato (UE) 2024/1364 ha stabilito elementi armonizzati per la rendicontazione e la prima fase di un sistema comune di classificazione dell’Unione. I lavori preparatori della Commissione intendono avvalersi di questi sistemi di rendicontazione e classificazione per rendere confrontabili le prestazioni tra i Paesi e definire requisiti applicabili in modo coerente.

La Commissione afferma che eventuali requisiti futuri dovrebbero essere tecnicamente realizzabili, economicamente proporzionati e gestibili sul piano amministrativo. Lo studio a supporto dei lavori è stato concepito per evitare duplicazioni rispetto alle misure esistenti a livello dell’UE o nazionale.

Prima l’etichetta di classificazione, poi le soglie minime

La Commissione ha pubblicato il pacchetto sull’efficienza energetica dei centri dati lo stesso giorno in cui ha avviato la consultazione. Il sistema di classificazione mira a migliorare la trasparenza sull’uso di energia e acqua e a rendere più facile il confronto tra impianti che operano nella stessa regione.

Il sistema dovrebbe inoltre monitorare fattori come l’uso di energie rinnovabili, le emissioni di carbonio, il riutilizzo del calore di scarto e l’efficienza dei collegamenti al sistema elettrico. Una distinta consultazione della Commissione sulla bozza delle norme di classificazione si è svolta dal 26 marzo al 23 aprile 2026.

La sequenza è rilevante per gli operatori. Un sistema comune di rendicontazione e classificazione fornirebbe ai responsabili delle politiche un metodo di misurazione condiviso prima che la Commissione decida quali livelli di prestazione, se ve ne saranno, dovranno diventare obbligatori.

Lo studio della Commissione proseguirà fino al 2028

La Commissione ha commissionato a VM Europe, Viegand Maagøe, Borderstep e VHK uno studio a supporto dei lavori sugli standard. Lo studio è iniziato alla fine di gennaio 2026 e dovrebbe durare circa 24 mesi.

La metodologia combina l’analisi dei primi due cicli di rendicontazione previsti dalla direttiva sull’efficienza energetica con studi precedenti, interviste alle parti interessate, sondaggi e workshop tematici. La Commissione ha invitato i soggetti interessati a registrarsi per i prossimi incontri e a contribuire alla raccolta di prove.

La scadenza più vicina è il 14 dicembre 2026. L’eventuale introduzione di norme vincolanti sulle prestazioni richiederebbe una successiva proposta legislativa e il relativo processo decisionale dell’UE.

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