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Amazon: 100 moratorie sui data center potrebbero danneggiare gli Stati Uniti nella corsa all’IA

Secondo Matt Garman, CEO di Amazon Web Services, negli Stati Uniti sono allo studio più di 100 moratorie sui data center. Amazon ha accompagnato l’avvertimento con un piano quinquennale di investimenti nelle comunità per oltre 1 miliardo di

Amazon: 100 moratorie sui data center potrebbero danneggiare gli Stati Uniti nella corsa all’IA

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

In un post pubblicato il 2 ottobre sul blog aziendale, Matt Garman, CEO di Amazon Web Services, ha sostenuto che l’opposizione locale ai data center potrebbe danneggiare l’economia e la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Ha affermato che nel Paese sono allo studio più di 100 moratorie sui data center, presentando le controversie sui nuovi impianti come parte della competizione globale sull’intelligenza artificiale. Amazon ha accompagnato l’avvertimento con un piano quinquennale di investimenti nelle comunità e un elenco di impegni operativi.

Garman presenta le moratorie locali come un rischio nazionale

«Se queste misure venissero adottate, gli Stati Uniti potrebbero firmare da soli la propria sconfitta in questa corsa, e le conseguenze durerebbero per generazioni», ha scritto Garman nel post di Amazon. Ha inoltre affermato che vi sono «numerose segnalazioni» di Paesi che diffondono deliberatamente disinformazione sui data center per rallentarne la costruzione negli Stati Uniti. Il post non indica quali siano questi Paesi né fornisce esempi delle presunte campagne.

Il numero di moratorie citato da Garman è presentato come una stima di Amazon: il post non precisa quali giurisdizioni siano incluse né spiega come sia stata calcolata la cifra. La posizione dell’azienda arriva mentre diventano sempre più visibili le controversie locali sull’elettricità, l’acqua, il terreno e i generatori di emergenza necessari ai grandi impianti. Il post di Amazon affronta queste preoccupazioni soprattutto contestando affermazioni diffuse e presentando la propria versione degli effetti dei data center.

Amazon promette oltre 1 miliardo di dollari alle comunità vicine

Secondo l’azienda, il nuovo programma Built Together aggiungerà oltre 1 miliardo di dollari di investimenti nelle comunità statunitensi nell’arco di cinque anni, oltre al più di 1 miliardo di dollari che afferma di aver destinato alle comunità nei tre anni precedenti. Amazon sostiene che residenti e organizzazioni locali contribuiranno a scegliere le priorità di spesa, tra cui istruzione, formazione professionale, accessibilità economica dell’energia, progetti idrici e servizi locali. L’azienda precisa che le nuove risorse si aggiungono ai programmi già esistenti per le comunità.

Amazon stima che, nell’arco di cinque anni, più di 300.000 studenti delle comunità che ospitano data center potranno conseguire gratuitamente titoli di studio o certificati presso i community college, con l’azienda che coprirà i costi non finanziati dagli aiuti economici. Prevede di aprire altri 16 centri di formazione pratica, oltre ai tre già operativi e ai sei in fase di sviluppo, e afferma che entro la fine del 2028 questi centri potrebbero preparare fino a 100.000 lavoratori all’anno. L’azienda punta inoltre a migliorare l’efficienza energetica di più di 300 scuole ed edifici comunitari e di oltre 30.000 abitazioni, dichiarando che gli interventi mirano a ridurre le bollette energetiche del 20-40%.

Gli impegni riguardano tariffe, trasparenza e generatori di emergenza

Amazon afferma che collaborerà con le aziende elettriche e le autorità di regolamentazione affinché le tariffe che paga coprano i costi dell’energia e degli interventi sulla rete richiesti dai suoi data center. Si impegna inoltre a pubblicare ogni anno i dati sui consumi energetici, sull’efficienza energetica, sull’uso dell’acqua, sull’efficienza idrica e sulla quota di energia elettrica proveniente da fonti prive di emissioni di carbonio. L’azienda afferma che i nuovi siti useranno generatori di emergenza conformi agli standard EPA Tier 4 sulle emissioni o a norme equivalenti.

Un altro impegno pone fine all’uso, da parte di Amazon, di accordi di riservatezza con le agenzie governative sui suoi progetti di data center. L’azienda afferma che condividerà i progetti fin dalle prime fasi, organizzerà incontri aperti al pubblico e inviterà le comunità a esprimere le proprie opinioni. Il post presenta l’elenco come una dichiarazione formale di pratiche che Amazon afferma di seguire già, anziché come un accordo con le autorità pubbliche dotato di un meccanismo esterno per farlo rispettare.

Gli investimenti nelle comunità non chiudono il dibattito locale

L’annuncio di Amazon assegna una cifra consistente alle sue iniziative rivolte alle comunità, ma la tesi centrale resta quella dell’azienda: la costruzione di data center serve ampi interessi economici e nazionali, mentre alle obiezioni locali si può rispondere con investimenti e standard operativi. Il post contesta anche le preoccupazioni sull’uso dell’acqua, sui prezzi dell’elettricità e sull’inquinamento, facendo leva su dati e spiegazioni forniti dall’azienda. Queste affermazioni, da sole, non chiariscono quali effetti un determinato progetto abbia sulle bollette delle utenze di una cittadina, sulla sua disponibilità d’acqua o sui residenti nelle vicinanze.

Gli impegni comprendono promesse concrete sui finanziamenti, sulla pubblicazione dei dati e sugli standard dei generatori, insieme a un netto avvertimento sulle conseguenze del blocco dei progetti. Amazon afferma che pubblicherà ogni anno i dati operativi, ma il post non indica una data per il primo rapporto.

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