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Gli editori di USA Today fanno causa a OpenAI per l’addestramento dei modelli e le risposte di ChatGPT
USA Today Co. e gli editori di 19 testate hanno fatto causa a OpenAI a New York l’8 ottobre 2026. Sostengono che la società abbia usato i loro articoli giornalistici per addestrare i propri modelli e li abbia riproposti nelle risposte del c

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
«Le comunicazioni interne di OpenAI confermano che la società ha preso deliberatamente di mira i contenuti giornalistici e sapeva che i suoi modelli erano stati costruiti per riprodurli».
USA Today, in una dichiarazione citata da MLex
USA Today Co. e gli editori di 19 testate hanno intentato una causa per violazione del diritto d’autore contro OpenAI l’8 ottobre 2026, accusando la società di aver usato i loro articoli giornalistici per addestrare i propri modelli e di aver riproposto quei contenuti nelle risposte agli utenti di ChatGPT. La causa è stata depositata presso il tribunale distrettuale federale per il distretto meridionale di New York. I ricorrenti chiedono oltre 250 milioni di dollari di risarcimento e un’ordinanza che vieti le presunte violazioni.
Le accuse degli editori restano tali: non sono fatti accertati. La causa mette in discussione due usi collegati dei contenuti giornalistici: la loro inclusione nei materiali usati per addestrare sistemi di IA e la comparsa di contenuti degli articoli nelle risposte fornite agli utenti.
19 testate partecipano alla causa
I ricorrenti affermano che i loro diritti d’autore tutelano i contenuti di 19 testate, tra cui USA TODAY, The Arizona Republic, il Detroit Free Press e l’Indy Star. Il gruppo comprende anche testate locali come The Tennessean e The Columbus Dispatch: la causa si estende così oltre il quotidiano nazionale, fino al portafoglio di testate regionali della società.
USA Today Co. sostiene che OpenAI abbia copiato senza autorizzazione centinaia di migliaia di articoli e altri materiali. Secondo la denuncia, l’uso non si è limitato all’addestramento: gli editori affermano che OpenAI ha anche riproposto i loro articoli nelle risposte agli utenti di ChatGPT. A loro avviso, queste risposte minacciano il valore del loro giornalismo originale e il pubblico che esso attira.
Gli editori contestano sia l’addestramento sia le risposte
L’attenzione della denuncia alle risposte del chatbot aggiunge alla controversia un aspetto distinto dalla questione se i materiali protetti dal diritto d’autore possano essere usati per addestrare un modello. Gli editori sostengono che le risposte generate possano fornire contenuti giornalistici in una forma che sostituisce la lettura dell’articolo originale. Questo solleva interrogativi su quanto materiale restituisca un sistema, se le sue risposte rimandino gli utenti agli editori e quale effetto commerciale abbiano.
Questi interrogativi si affiancano alla controversia sull’addestramento. I ricorrenti sostengono che OpenAI abbia usato i loro materiali senza licenza; nei primi resoconti sul deposito della causa, la società non aveva risposto pubblicamente a questa denuncia. La causa non stabilisce se gli usi contestati violino il diritto d’autore o possano beneficiare di una difesa giuridica.
250 milioni di dollari di risarcimento e la richiesta di bloccare l’uso
Gli editori chiedono un risarcimento superiore a 250 milioni di dollari e domandano al tribunale di fermare le condotte che descrivono come violazioni. La risposta di OpenAI contribuirà a chiarire come la società contesterà le accuse, ma l’esito della causa dipenderà anche dalle prove degli editori su quali materiali siano stati usati, come siano entrati nello sviluppo dei modelli e che cosa ChatGPT restituisca agli utenti.
La causa si aggiunge ad altre azioni legali intentate dagli editori contro l’uso di opere protette dal diritto d’autore da parte delle società di IA. In controversie di questo tipo, le società tecnologiche hanno sostenuto che l’addestramento possa costituire fair use perché trasforma il materiale di partenza in qualcosa di nuovo; la questione giuridica dipende dai fatti e dagli usi specifici in esame.
Per ora, nessun tribunale si è pronunciato sulle rivendicazioni di USA Today Co. La questione immediata è se gli editori riusciranno a dimostrare che il presunto uso dei loro contenuti da parte di OpenAI per l’addestramento e nelle risposte agli utenti abbia oltrepassato il confine tra l’uso di contenuti giornalistici e la violazione del diritto d’autore.