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Almeno otto Stati fanno causa a OpenAI per la sicurezza di ChatGPT
Il procuratore generale dell’Arkansas Tim Griffin ha fatto causa a OpenAI, sostenendo che abbia tratto in inganno i consumatori sulla sicurezza di ChatGPT. Secondo l’Arkansas, quello stesso giorno altri otto Stati, tra cui lo Utah, hanno in

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Il procuratore generale dell’Arkansas Tim Griffin ha intentato una causa contro OpenAI il 14 ottobre, sostenendo che l’azienda abbia detto ai residenti dell’Arkansas che ChatGPT era sicuro, nascondendone al contempo rischi e limiti significativi. Secondo il comunicato dell’Arkansas, quello stesso giorno i procuratori generali di altri otto Stati hanno intentato cause simili; l’annuncio dell’Iowa ne nomina sette, senza includere lo Utah. Le accuse non sono ancora state definite in tribunale.
«Le conseguenze di quella rassicurazione sono vite perdute e persone danneggiate.»
Tim Griffin, procuratore generale dell’Arkansas
L’Arkansas sostiene che le dichiarazioni sulla sicurezza nascondessero rischi noti
Secondo la dichiarazione di Griffin, alcuni consumatori, tra cui minorenni, hanno usato ChatGPT per ottenere istruzioni su come farsi del male, anche su come togliersi la vita. La dichiarazione descrive inoltre casi in cui gli utenti hanno aggirato le misure di sicurezza di OpenAI e generato risposte che, secondo l’azienda, quelle misure erano progettate per impedire. La causa sostiene che questi esempi sollevino dubbi sul fatto che i consumatori abbiano ricevuto un quadro accurato delle protezioni di ChatGPT.
L’Arkansas contesta violazioni dell’Arkansas Deceptive Trade Practices Act, tra cui l’aver fornito consapevolmente informazioni false, adottato pratiche ingannevoli e omesso fatti rilevanti con l’intento che i consumatori facessero affidamento su tali omissioni. Lo Stato contesta anche violazioni del Children’s and Teens’ Online Privacy Protection Act. Queste accuse riguardano la raccolta consapevole di informazioni personali di bambini e adolescenti, la loro conservazione più a lungo di quanto ragionevolmente necessario e la mancata comunicazione e acquisizione del consenso per la raccolta dei dati.
La causa comprende anche pretese fondate sul diritto consuetudinario, tra cui negligenza, responsabilità oggettiva per difetto di progettazione, responsabilità oggettiva per mancata avvertenza, arricchimento senza causa e pregiudizio alla collettività. Si tratta di accuse formulate dallo Stato, non di accertamenti secondo cui OpenAI avrebbe violato la legge.
Gli altri Stati hanno intentato cause separate
Il comunicato dell’Arkansas indica Iowa, Kansas, Nebraska, West Virginia, Arizona, Idaho, Montana e Utah. L’annuncio diffuso lo stesso giorno dall’Iowa nomina gli stessi Stati, tranne lo Utah. Hanno intentato cause simili, ma si tratta di azioni separate, non di un’unica causa promossa da più Stati. Le accuse dei funzionari statali in materia di tutela dei consumatori e sicurezza dei minori sono ora all’esame dei tribunali dei rispettivi Stati.
Le accuse dell’Arkansas riguardano sia il modo in cui ChatGPT risponde agli utenti sia le informazioni che OpenAI avrebbe raccolto dai minorenni. Lo Stato sostiene che gli utenti potessero aggirare le misure di sicurezza che avrebbero dovuto impedire risposte dannose e che i consumatori non fossero stati informati accuratamente dei rischi del prodotto. Le accuse relative alla privacy contestano, separatamente, le modalità di raccolta dei dati di bambini e adolescenti, la durata della loro conservazione e il fatto che fossero state fornite le comunicazioni e acquisito il consenso.
L’Arkansas chiede informazioni sui rischi e limiti allo sviluppo
Lo Stato chiede a un tribunale di dichiarare che OpenAI ha violato le due leggi dell’Arkansas e di vietare ulteriori violazioni, compresa la raccolta dei dati dei minorenni. Chiede inoltre informazioni chiare e ben visibili sui rischi rilevanti di ChatGPT, risarcimenti per i consumatori interessati e sanzioni civili.
L’Arkansas chiede anche un’ingiunzione che vieti ulteriori test di IA avanzata e la creazione di modelli capaci di migliorarsi ricorsivamente finché non saranno predisposte misure di sicurezza adeguate. La richiesta va oltre le attuali protezioni di ChatGPT e riguarda anche lo sviluppo futuro di alcuni modelli. È un provvedimento che lo Stato ha chiesto al tribunale di disporre, non una restrizione già imposta da un giudice.
La causa affianca a questi limiti richiesti le accuse relative alle dichiarazioni rivolte ai consumatori, alle pratiche di gestione dei dati e ai presunti danni agli utenti, tra cui minorenni. Le cause separate intentate negli altri Stati costituiscono iniziative legali parallele, ma ciascuna resta un’azione autonoma.