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I riassunti delle tesi di dottorato scritti con l’IA sono associati a una minore occupazione nel mondo accademico
Un documento di lavoro rileva che il testo generato dall’IA è diventato più comune nei riassunti delle tesi di dottorato statunitensi nelle discipline STEM ed è associato ai percorsi professionali dei laureati. Gli autori avvertono che i ri

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Testo generato dall’IA è comparso nel 29,4% dei riassunti delle tesi di dottorato statunitensi nelle discipline STEM depositate nei primi cinque mesi del 2026, rispetto all’1,7% del 2023. Un nuovo documento di lavoro del National Bureau of Economic Research rileva inoltre che chi ha conseguito un dottorato con una tesi contenente testo scritto dall’IA ha meno probabilità di intraprendere una carriera nella ricerca accademica e più probabilità di lavorare nell’industria o in posizioni non tenure-track.
I risultati provengono da uno studio di Daniel P. Gross, Dror Shvadron e Hansen Zhang, che esamina un censimento pressoché completo delle tesi di dottorato statunitensi in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica dal 2019 al 2026. Pubblicato in ottobre, il documento è un lavoro preliminare e non è stato sottoposto a revisione paritaria. I risultati descrivono un legame tra la presenza rilevata di testo scritto dall’IA e gli esiti professionali; non dimostrano che l’uso dell’IA abbia indotto i dottori di ricerca a lasciare il mondo accademico.
I riassunti mostrano una forte crescita del testo segnalato
I ricercatori hanno valutato i riassunti delle tesi con Pangram, un servizio di rilevamento del testo generato dall’IA. La quota segnalata è salita al 18,8% nel 2025, per poi raggiungere il 29,4% tra le tesi depositate da gennaio a maggio 2026. L’analisi ha classificato i riassunti come scritti dall’IA o meno, senza distinguere tra testi generati interamente e testi prodotti in parte con l’IA.
L’uso variava in base alla disciplina e al percorso formativo dei dottori di ricerca. I riassunti delle tesi in matematica e informatica registravano il tasso più alto, pari al 36%. Circa il 41% delle tesi di chi aveva studiato in paesi non anglofoni conteneva testo generato dall’IA nel riassunto, contro il 23% delle tesi di chi aveva studiato in paesi anglofoni.
Il divario occupazionale è un’associazione, non un verdetto
Per studiare i percorsi professionali, gli autori hanno collegato i dati sulla formazione dei dottori di ricerca ai profili lavorativi su LinkedIn. Tra coloro che avevano conseguito la laurea di primo livello negli Stati Uniti, chi aveva un riassunto generato dall’IA aveva il 17% di probabilità in meno di lavorare nel mondo accademico e il 16% di probabilità in più di lavorare nell’industria rispetto ai colleghi i cui riassunti non erano stati segnalati. Nature ha riferito che il rapporto con l’occupazione accademica era meno marcato tra chi aveva completato gli studi universitari di primo livello fuori dagli Stati Uniti.
«Tra i dottori di ricerca dello stesso programma e della stessa coorte, coloro le cui tesi contengono testo scritto dall’IA hanno meno probabilità di intraprendere una carriera nella ricerca accademica e più probabilità di accedere a posizioni non tenure-track o nell’industria. Questa tendenza è più marcata tra gli studenti provenienti dagli Stati Uniti.»
Daniel P. Gross, Dror Shvadron e Hansen Zhang, autori del documento di lavoro del NBER
Gli autori scrivono inoltre:
«Nel momento in cui l’IA può aumentare la produttività della ricerca, sembra dunque anche sostituire una parte potenzialmente importante del lavoro attraverso il quale si sviluppano le competenze scientifiche.»
Daniel P. Gross, Dror Shvadron e Hansen Zhang, autori del documento di lavoro del NBER
Confrontare dottori di ricerca dello stesso programma e della stessa coorte aiuta a tenere conto delle differenze tra istituzioni e anni di conseguimento del titolo, ma la tendenza osservata resta di natura osservazionale. Non permette di stabilire se l’uso dell’IA influisca sulle scelte professionali successive, se gli studenti già orientati verso l’industria usino l’IA in modo diverso o se altri fattori incidano su entrambe le decisioni.
Supporto alla scrittura e formazione alla ricerca
I risultati sollevano una domanda precisa per i programmi di dottorato: quanto contribuisce la scrittura della tesi alla formazione che intendono offrire? Nature ha citato Ang Liu, ingegnere alla University of New South Wales, secondo cui l’IA può essere d’aiuto quando gli studenti lavorano in ambiti in cui esistono già conoscenze sostanziali, mentre l’incertezza rende più importante una rigorosa formazione alla ricerca.
Il documento rende noto anche che gli autori hanno usato Claude Fable 5.1 per redigere una prima versione della discussione dei risultati empirici e di parte dell’appendice sui dati, per poi rivedere ampiamente a mano il testo generato dall’IA. Questa dichiarazione non chiarisce che cosa significhi l’associazione con gli esiti occupazionali, ma affianca l’uso dell’IA da parte dei ricercatori stessi all’esame, condotto nello studio, della scrittura delle tesi di dottorato.