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SPUR aggiunge oltre 40 membri alla sua coalizione per i contenuti e l’IA

The SPUR Coalition afferma di aver accolto oltre 40 nuovi membri, tra cui The New York Times, AFP, The Economist e The Atlantic. L’ampliamento porta il gruppo guidato dagli editori a oltre 80 membri in più di 20 Paesi, mentre sviluppa stand

SPUR aggiunge oltre 40 membri alla sua coalizione per i contenuti e l’IA

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

«Non possiamo limitarci a sperare che vada tutto bene quando si tratta delle aziende di IA e del futuro dell’editoria».

David Buttle, cofondatore e portavoce, The SPUR Coalition

Si aggiungono oltre 40 nuovi membri

The SPUR Coalition ha annunciato il 13 ottobre di aver accolto oltre 40 nuovi membri, tra cui The New York Times, Agence France-Presse, The Atlantic, The Observer e The Economist. Secondo l’annuncio della coalizione, le nuove adesioni portano il gruppo a oltre 80 membri in più di 20 Paesi. Tra i membri originari figurano BBC, Financial Times, Guardian Media Group, Mediahuis, Sky News, Telegraph Media Group, Associated Press e CMA Media.

Il nuovo gruppo di aderenti comprende anche associazioni dei media nazionali e regionali, come la National Association of Newspapers del Brasile, Alianza de Medios del Messico e ADEPA dell’Argentina. Tra gli altri nuovi membri figurano realtà che vanno da ITV News e The Canadian Press a Quanta Magazine e International News Media Association. La coalizione riunisce quindi singoli editori, agenzie di stampa e organizzazioni che rappresentano aziende dei media, non soltanto proprietari di giornali.

Uno standard per rendicontare l’uso dei contenuti giornalistici da parte dell’IA

L’obiettivo dichiarato di SPUR è sviluppare standard e sistemi tecnici condivisi che consentano agli editori di monitorare come i prodotti di IA utilizzano i loro contenuti e di sostenere le trattative sulle licenze. La coalizione afferma di voler fare delle licenze l’unica via praticabile per l’uso, da parte dei modelli di IA, di contenuti dei media protetti dal diritto d’autore. È un suo obiettivo programmatico, non un’affermazione secondo cui la coalizione possa attualmente obbligare le aziende di IA ad acquisire licenze per i contenuti.

Il gruppo ha pubblicato la prima versione del suo standard aperto Content Telemetry Standard il 2 ottobre. Lo standard definisce termini comuni con cui gli agenti di IA e chi sviluppa modelli possono segnalare quando i contenuti degli editori vengono recuperati, usati come base per una risposta, citati, mostrati o diventano oggetto di interazione su una piattaforma di terzi. SPUR afferma di stare inoltre sviluppando strumenti per aiutare le aziende di IA ad adottare il protocollo e di collaborare con partner del settore alla sua implementazione e a prove di fattibilità.

La misurazione non risolve la questione delle licenze

La rendicontazione dell’uso potrebbe dare agli editori maggiore visibilità su dove compaiono i loro contenuti nei sistemi di IA, ma uno standard di rendicontazione, da solo, non stabilisce autorizzazioni, pagamenti né meccanismi di applicazione. SPUR stessa descrive lo standard di telemetria come un mezzo per registrare e comunicare l’uso dei contenuti, con l’obiettivo di facilitare le trattative sulle licenze e il monitoraggio. La coalizione afferma che tra i prossimi lavori figurano il perfezionamento dello standard e la valutazione di come si applichi agli usi dell’IA esistenti ed emergenti.

La distinzione conta perché SPUR non è un’organizzazione per la gestione collettiva delle licenze: i suoi membri mantengono il controllo dei propri rapporti commerciali con le aziende di IA. L’annuncio di ottobre afferma che la coalizione ha avviato i suoi primi gruppi di lavoro con partecipanti provenienti da tutto il mercato. Per ora, la sua proposta concreta consiste in un numero crescente di membri di diversi Paesi e in un metodo condiviso per descrivere come i sistemi di IA trattano i contenuti giornalistici, non in un organismo centrale che negozi accordi né in una garanzia che le piattaforme adottino lo standard.

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