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OpenAI punta a raccogliere 30 miliardi di dollari con una valutazione di 1,4 bilioni
OpenAI cerca almeno 30 miliardi di dollari di nuovi finanziamenti a una valutazione, secondo quanto riportato, di 1,4 bilioni di dollari, mentre rinvia una possibile IPO. Il round proposto supererebbe la valutazione post-money di 852 miliar

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
«Non abbiamo fretta di procedere con un’IPO. Anzi, penso che, alla luce di tutto ciò che sta accadendo sul fronte della sicurezza, questo sarebbe un momento poco opportuno per quotarci in borsa.»
Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI
OpenAI cerca almeno 30 miliardi di dollari dagli investitori a una valutazione, secondo quanto riportato, di circa 1,4 bilioni di dollari. Il piano di raccolta darebbe alla società che produce ChatGPT nuovi capitali mentre rinvia il debutto in borsa a breve termine. Le trattative sono in una fase iniziale e i termini potrebbero cambiare, secondo quanto riportato. La valutazione proposta esclude i nuovi capitali.
Una valutazione molto più alta degli 852 miliardi di marzo
L’obiettivo di 1,4 bilioni di dollari segnerebbe un forte aumento rispetto all’ultimo finanziamento concluso da OpenAI. Il 31 marzo, la società ha dichiarato di aver chiuso un round con 122 miliardi di dollari di capitali impegnati, a una valutazione post-money di 852 miliardi di dollari. La nuova cifra sarebbe superiore di 548 miliardi di dollari, anche se il confronto non è perfettamente omogeneo: la valutazione di marzo includeva i capitali appena raccolti, mentre l’obiettivo di 1,4 bilioni di dollari riportato non li include.
Secondo quanto riportato, a spingere le trattative è l’interesse degli investitori. Bloomberg aveva riferito in precedenza, a settembre, che OpenAI stava valutando un round a una valutazione superiore a 1,2 bilioni di dollari: il nuovo obiettivo rappresenterebbe quindi un ulteriore aumento rispetto a quella cifra. Nessuno dei due importi corrisponde a un’operazione conclusa o a un prezzo concordato con gli investitori.
Il finanziamento sostituisce un’IPO a breve termine
Il round proposto viene descritto come un finanziamento ponte, che fornirebbe capitali mentre OpenAI rinvia la quotazione in borsa. Il 12 settembre Altman ha dichiarato che la società non si sarebbe quotata nel 2026, citando preoccupazioni legate alla sicurezza e alla tempistica di un’IPO. Il nuovo finanziamento permetterebbe alla società di raccogliere capitali privatamente, anziché dipendere da una quotazione a breve termine.
OpenAI ha presentato in via riservata una richiesta di IPO a giugno, ma le dichiarazioni pubbliche di Altman indicano una tempistica diversa. La società non ha annunciato una nuova data per l’IPO. Un grande round privato potrebbe farle guadagnare tempo, lasciando però gli investitori dei mercati pubblici senza le informazioni che accompagnano una richiesta pubblica di quotazione.
La crescita dei ricavi alla prova di una valutazione elevata
Le trattative per il finanziamento arrivano mentre l’attività di OpenAI si espande. Il 29 settembre Axios ha riferito che il ritmo annualizzato dei suoi ricavi si avvicina a 70 miliardi di dollari, in aumento di oltre il 70% dall’inizio del terzo trimestre, con vendite alle imprese più che raddoppiate da luglio. Il ritmo annualizzato proietta su un anno i ricavi recenti; non equivale ai ricavi già conseguiti nell’arco di un anno intero.
Con 70 miliardi di dollari di ricavi annualizzati, una valutazione di 1,4 bilioni di dollari equivale a circa 20 volte quella cifra. Il confronto fotografa la situazione attuale: non è una previsione né una misura dei profitti. Il prezzo proposto per OpenAI si fonda quindi non solo sull’entità delle vendite attuali, ma anche sulle aspettative di crescita degli investitori e sulla capacità della società di finanziare la propria espansione.
Il round non è ancora definito
La raccolta di marzo di OpenAI ha mostrato che gli investitori erano disposti a impegnare capitali su una scala senza precedenti: la società ha comunicato impegni per 122 miliardi di dollari. La nuova proposta è molto più piccola in termini di raccolta, con un minimo di 30 miliardi di dollari, ma punta a una valutazione sensibilmente più alta. L’importo finale, il prezzo e l’elenco degli investitori restano da definire mentre proseguono le trattative.
La distinzione è importante: la cifra di 1,4 bilioni di dollari è un obiettivo di valutazione per la raccolta riportato dalle fonti, non una valutazione risultante da un’operazione conclusa. Il riferimento concreto resta l’annuncio di OpenAI di marzo: 122 miliardi di dollari di capitali impegnati a una valutazione post-money di 852 miliardi di dollari.