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Google, NVIDIA ed Emerald AI danno vita a un’alleanza per data center flessibili

Google, NVIDIA ed Emerald AI hanno lanciato la AI Energy Management Alliance per promuovere data center in grado di adeguare la domanda di elettricità alle condizioni della rete.

Google, NVIDIA ed Emerald AI danno vita a un’alleanza per data center flessibili

AI.info Team ·

Google, NVIDIA ed Emerald AI hanno lanciato l’AI Energy Management Alliance il 16 settembre, dando vita a una coalizione che punta a cambiare il modo in cui i grandi data center per l’IA si collegano alle reti elettriche.

L’alleanza promuoverà impianti in grado di modulare la domanda di elettricità prelevata dalla rete spostando i carichi di elaborazione, scaricando le batterie, ricorrendo a impianti di generazione abbinati o reagendo alle emergenze della rete. I membri vogliono che le aziende elettriche e le autorità di regolazione considerino questi impianti risorse elettriche controllabili, anziché carichi fissi e continui.

«È davvero una soluzione vantaggiosa per tutti», ha detto Josh Parker, responsabile della sostenibilità di NVIDIA, durante una conversazione con i giornalisti prima del lancio ufficiale dell’alleanza.

Nuove regole per i siti di IA ad alto consumo elettrico

L’alleanza nasce mentre la disponibilità di elettricità sta diventando un fattore limitante per le nuove infrastrutture di IA negli Stati Uniti. Secondo NVIDIA, le procedure tradizionali di connessione alla rete sono state concepite per clienti con una domanda relativamente stabile, mentre i moderni impianti per l’IA possono variare i consumi elettrici in base alla priorità dei carichi di lavoro e alle condizioni della rete.

I membri dell’AI Energy Management Alliance si concentreranno su prestazioni misurabili, senza prescrivere una tecnologia specifica. I requisiti proposti comprendono la rapidità di risposta, la durata, la prevedibilità e il comportamento durante le emergenze. Gli impianti avrebbero inoltre obblighi definiti: rimanere collegati durante brevi perturbazioni della rete, ridurre la domanda quando richiesto e condividere i dati operativi con i gestori della rete.

Questo approccio potrebbe consentire a un data center la cui flessibilità sia stata verificata di ottenere una connessione alla rete più rapida o di maggiore capacità, attribuendo i costi di connessione in base all’impatto effettivo dell’impianto sul sistema elettrico. Secondo l’alleanza, una domanda flessibile potrebbe anche ridurre o rinviare gli interventi di potenziamento necessari per soddisfare i picchi di carico.

Google si impegna a ridurre la domanda quando necessario

Google si è impegnata a mettere a disposizione 1 gigawatt di domanda elettrica che può ridurre quando necessario attraverso accordi con aziende elettriche in tutto il Paese, ha detto ad Axios Tyler Norris, responsabile dell’innovazione nei mercati dell’energia avanzata di Google.

La cifra indica la domanda che Google afferma di poter ridurre, non una diminuzione permanente dei consumi elettrici dell’azienda. La proposta dell’alleanza presuppone che i data center continuino a fornire servizi di calcolo mentre rallentano temporaneamente le attività a priorità più bassa, attingono ai sistemi di accumulo o utilizzano altre risorse energetiche disponibili.

La coalizione intende promuovere il proprio approccio presso le aziende elettriche, i gestori delle reti regionali e le autorità di regolazione federali e statali. Il suo obiettivo sul piano delle politiche è istituire un percorso riconosciuto per i data center in grado di dimostrare che possono ridurre la domanda quando il sistema elettrico è sotto pressione.

Ventuno organizzazioni aderiscono alla coalizione

L’alleanza conta 21 organizzazioni al suo esordio: le tre aziende fondatrici e 18 partner che hanno aderito al lancio. Questi ultimi sono AES, Analog Devices, Anthropic, Calibrant Energy, Camus, ClearPath, Constellation, Encoord, Fluence, Generate Capital, GridUnity, National Grid, NRG, PassKey, RWE, Splight, Verrus e Voltus.

Tra i membri figurano aziende dell’IA e dei semiconduttori, aziende elettriche, produttori di energia, fornitori di data center e infrastrutture e altri operatori del settore energetico. Secondo l’alleanza, i membri svilupperanno soluzioni tecniche e operative, collaboreranno con le aziende elettriche per trovare soluzioni di connessione alla rete e sosterranno politiche che riconoscano la domanda capace di adattarsi alle condizioni della rete.

Varun Sivaram, amministratore delegato di Emerald AI, ha affermato che gli impianti dovrebbero poter ottenere connessioni più rapide o di maggiore capacità solo quando la loro capacità di ridurre la domanda è verificabile e soggetta a obblighi vincolanti. Le aziende elettriche avranno bisogno di prove che un impianto possa garantire la risposta promessa in condizioni operative reali, non soltanto durante una dimostrazione.

La questione dei costi per la collettività

L’alleanza si rivolge anche alle comunità alle prese con una maggiore domanda di elettricità e con la pressione a realizzare nuove infrastrutture di trasmissione, generazione e distribuzione. Secondo NVIDIA, i data center capaci di modulare il consumo elettrico potrebbero utilizzare in modo più efficiente la capacità della rete esistente, ridurre la domanda nei periodi critici e contribuire a limitare la necessità di costruire infrastrutture per poche ore di consumo estremo ogni anno.

Queste affermazioni saranno esaminate con attenzione dalle autorità di regolazione e dai residenti, soprattutto dove la costruzione di data center ha già provocato controversie sui prezzi dell’elettricità, sull’uso dell’acqua e sul territorio. Una gestione flessibile non elimina la necessità di nuovi impianti di generazione o di nuove linee di trasmissione, ma potrebbe modificare le dimensioni delle infrastrutture necessarie e i tempi della loro realizzazione.

Per l’alleanza, il compito immediato è tradurre la proposta tecnica in standard che le aziende elettriche possano verificare e le autorità di regolazione possano far rispettare. Il lancio offre a Google, NVIDIA ed Emerald AI una piattaforma comune per questo lavoro. La prima misura del suo successo sarà probabilmente capire se i gestori della rete tratteranno gli impianti flessibili per l’IA in modo diverso dai data center tradizionali.

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