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Il giudice condanna Michael Smith a 18 mesi per la frode nello streaming musicale con l’IA

Il giudice federale distrettuale John G. Koeltl ha condannato Michael Smith a 18 mesi di carcere per aver usato account gestiti da bot per generare ascolti musicali fraudolenti e incassare royalty. Smith dovrà inoltre scontare due anni di l

Il giudice condanna Michael Smith a 18 mesi per la frode nello streaming musicale con l’IA

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Il piano di Michael Smith si basava su brani generati dall’IA e ascoltatori automatizzati, ma il reato a cui si è dichiarato colpevole era l’associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica. Il 6 ottobre 2026, il giudice federale distrettuale John G. Koeltl ha condannato l’uomo della Carolina del Nord a 18 mesi di carcere per aver usato account gestiti da bot per generare miliardi di ascolti e incassare royalty. Il Dipartimento della Giustizia ha descritto il caso come il primo procedimento penale per una frode nello streaming musicale assistita da quella che nel suo comunicato definisce «superintelligenza».

La distinzione è importante: Smith si è dichiarato colpevole di associazione a delinquere finalizzata alla frode, non di un reato distinto legato all’IA. La sentenza conclude il primo procedimento di questo tipo annunciato dal dipartimento e rende insolitamente concreti i meccanismi del caso: migliaia di account falsi, centinaia di migliaia di brani e, in un solo mese, più ascolti per il catalogo di Smith di quanti ne abbia ottenuti tramite i piani famiglia l’intero catalogo di Taylor Swift su YouTube Music.

18 mesi di carcere, più la confisca

Il giudice Koeltl ha inflitto la pena detentiva dopo che Smith, il 19 marzo 2026, si è dichiarato colpevole di un capo d’imputazione per associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica. Smith, 54 anni, di Cornelius, nella Carolina del Nord, dovrà inoltre scontare due anni di libertà vigilata e subire la confisca di 8.091.843,64 dollari, secondo il comunicato sulla sentenza del Distretto meridionale di New York.

«Inondando le piattaforme di streaming musicale di bot automatizzati al posto degli ascoltatori e di brani falsi al posto della creatività, Smith ha sottratto milioni in pagamenti di royalty agli artisti autentici e ai loro fan», ha dichiarato il procuratore federale Jamie McDonald.

Come i bot hanno trasformato gli ascolti in royalty

Secondo i procuratori, il piano è stato attuato dal 2017 al 2024. Smith ha creato migliaia di account su servizi tra cui Amazon Music, Apple Music, Spotify e YouTube Music, poi ha usato un software per riprodurre brani di sua proprietà. Ha distribuito gli ascolti su molti brani per evitare attività insolite attorno a un singolo pezzo; secondo il Dipartimento della Giustizia, ha usato fino a 10.000 account gestiti da bot contemporaneamente e ha creato account con indirizzi email falsi e carte di debito ottenute in modo fraudolento.

L’IA ha fornito il volume di brani di cui l’operazione aveva bisogno. Smith ha usato centinaia di migliaia di brani generati dall’IA, che i suoi account gestiti da bot hanno riprodotto miliardi di volte. Nell’aprile 2023, secondo il Dipartimento della Giustizia, gli account hanno generato 80,9 milioni di ascolti tramite piani famiglia per la musica di Smith su YouTube Music; nello stesso mese, l’intero catalogo di Taylor Swift ha ottenuto 9,3 milioni di ascolti tramite piani famiglia sul medesimo servizio.

Il confronto riguarda questi specifici ascolti tramite piani famiglia, non il totale degli ascolti dei due artisti in ogni formato o su ogni piattaforma. Secondo il comunicato sulla sentenza, gli ascolti fraudolenti hanno fruttato a Smith più di 8 milioni di dollari in royalty. I servizi di streaming distribuiscono i fondi destinati alle royalty anche in base all’attività di ascolto, perciò gli ascolti fittizi possono sottrarre compensi ad artisti e autori le cui opere hanno attirato ascoltatori reali.

L’IA ha reso possibile operare su larga scala; l’accusa era di frode

I procuratori federali hanno annunciato per la prima volta il procedimento penale nel settembre 2024, definendolo il primo caso penale riguardante ascolti musicali in streaming gonfiati artificialmente. Il loro comunicato sulle accuse descriveva un presunto piano che coinvolgeva più di 10 milioni di dollari in royalty e tre capi d’imputazione. Smith si è poi dichiarato colpevole di un solo capo d’imputazione per associazione a delinquere, e il comunicato sul patteggiamento diffuso dal governo nel marzo 2026 affermava che aveva accettato la confisca di 8.091.843,64 dollari.

Il caso, dunque, non stabilisce che generare musica con l’IA costituisca un reato distinto. La condotta contestata era l’uso di bot e account ingannevoli per far apparire legittimi ascolti fraudolenti e ottenere pagamenti di royalty. Con la sentenza, il tribunale ha inflitto una pena detentiva per l’associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica; il catalogo generato dall’IA faceva parte del modo in cui, secondo i procuratori, Smith ha ampliato la portata della frode.

Una pena misurata per un piano di grandi dimensioni

La pena di 18 mesi è l’esito concreto di un caso che i procuratori hanno presentato come una pietra miliare nella lotta alle frodi nello streaming assistite dall’IA. L’ordine di confisca corrisponde alla somma che Smith ha accettato di cedere dichiarandosi colpevole, mentre i due anni di libertà vigilata seguiranno la detenzione. Il Dipartimento della Giustizia ha dichiarato che il caso è stato seguito dalla sua Complex Frauds and Cybercrime Unit, con i viceprocuratori federali Nicholas W. Chiuchiolo e Kevin Mead a coordinarlo.

Per le piattaforme di streaming e i titolari dei diritti, il caso mette in luce una vulnerabilità specifica: un’ondata di brani fittizi accompagnata da account creati per imitare ascoltatori umani. Per il tribunale, la sentenza ha riguardato l’associazione a delinquere ammessa da Smith per manipolare gli ascolti e incassare royalty. Non ha considerato un reato la generazione di musica con l’IA in sé.

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