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DistroKid conferma le rimozioni legate a UMG: gli artisti denunciano la scomparsa dei loro brani

DistroKid ha dichiarato a The Verge di aver rimosso un numero limitato di registrazioni in seguito alle contestazioni di Universal Music Group. Alcuni musicisti affermano che brani originali e pubblicazioni coperte da licenza sono scomparsi

DistroKid conferma le rimozioni legate a UMG: gli artisti denunciano la scomparsa dei loro brani

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Un numero molto limitato di registrazioni distribuite tramite DistroKid è stato rimosso in seguito alle contestazioni avanzate da UMG. Contestiamo fermamente le accuse alla base della causa intentata da UMG e ci rammarichiamo dei disagi causati agli artisti coinvolti. Stiamo lavorando per ridurre al minimo tali disagi, tutelando al contempo la possibilità per gli artisti di pubblicare la propria musica.

Amanda Ferri, vicepresidente dei servizi agli artisti, DistroKid

Le contestazioni di UMG sono alla base delle rimozioni

DistroKid ha confermato a The Verge, in un articolo pubblicato il 10 ottobre, di aver rimosso alcune registrazioni in seguito alle contestazioni di Universal Music Group, che il 15 settembre ha citato in giudizio il distributore presso un tribunale federale del Delaware. La causa accusa DistroKid di pratiche commerciali ingannevoli e violazione del diritto d’autore, sostenendo che abbia distribuito musica generata in massa dall’IA e registrazioni non autorizzate. UMG definisce la condotta contestata una «filiera di robaccia generata dall’IA».

La denuncia distingue tra l’uso dichiarato dell’IA e ciò che contesta: precisa che la causa non riguarda la distribuzione di musica generata dall’IA quando la sua origine è chiaramente indicata. UMG sostiene invece che DistroKid abbia presentato le pubblicazioni in modo ingannevole e distribuito registrazioni in violazione del diritto d’autore. Si tratta di accuse formulate in una causa, non di fatti accertati da un tribunale; DistroKid afferma di contestarle.

Gli artisti dicono che brani originali sono scomparsi senza preavviso

I musicisti sentiti da The Verge hanno descritto rimozioni che, a loro dire, hanno riguardato musica originale, ma anche materiale coperto da licenza o acquistato tramite canali commerciali. Il musicista McGwire ha raccontato che sei suoi brani sono scomparsi dai servizi di streaming e che DistroKid non lo aveva contattato né prima né dopo le rimozioni. Ha detto di aver dovuto contattare lui l’azienda per sapere che cosa fosse successo.

Tra i brani, ha detto McGwire, c’era una cover di «Isn’t She Lovely» di Stevie Wonder, per la quale afferma di aver ottenuto una licenza. Un altro brano utilizzava un beat che, ha detto, aveva acquistato su un marketplace. Per un’ulteriore rimozione è stato indicato un campione non autorizzato, ma McGwire ha affermato che la registrazione da cui avrebbe tratto il campione era uscita due anni dopo il suo brano.

Ottenere una spiegazione si è rivelato difficile

Secondo The Verge, McGwire ha dovuto prima affrontare una «lunga conversazione inconcludente» con un bot, prima di riuscire a parlare con un operatore umano. Altri artisti hanno descritto un’incertezza simile. Insane Ian ha scritto che un suo brano originale era stato rimosso senza preavviso e che DistroKid non voleva dirgli perché; ha aggiunto che il suo caso risaliva ad «ANNI fa», quindi potrebbe precedere le contestazioni legate a UMG.

Il rapper King Chase ha raccontato a The Verge che un album di un artista con cui aveva lavorato è scomparso senza spiegazioni. Ha detto che era disponibile da tre o quattro anni senza problemi e che non aveva ricevuto segnalazioni di violazione del diritto d’autore. Questi racconti descrivono le esperienze di singoli artisti; non permettono di stabilire quante rimozioni abbiano riguardato musica non generata dall’IA né se ciascuna rimozione sia stata un errore.

DistroKid non indica il numero complessivo delle registrazioni coinvolte

Ferri ha definito «molto limitato» il numero delle registrazioni coinvolte, ma l’azienda non ha fornito una cifra nella dichiarazione rilasciata a The Verge. Nella risposta ha riconosciuto i disagi, senza però spiegare pubblicamente quali contestazioni abbiano portato alle rimozioni né come gli artisti possano contestarle.

Questa mancanza di informazioni è importante perché la causa di UMG riguarda presunte violazioni del diritto d’autore e una distribuzione ingannevole, mentre le lamentele dei musicisti riguardano il modo in cui le contestazioni vengono applicate e comunicate. Una fondata rivendicazione di diritti può imporre a un distributore di intervenire; una corrispondenza errata può rendere indisponibile l’opera di un artista mentre cerca di ottenere una spiegazione. Per i musicisti sentiti da The Verge, il problema immediato è concreto: i brani sono scomparsi e alcuni affermano di non essere riusciti a ottenere una motivazione chiara dal distributore.

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