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Il Regno Unito mette gli standard globali per l’IA al centro della presidenza del G20
Il primo ministro Andy Burnham afferma che il Regno Unito farà dell’intelligenza artificiale il fulcro della sua presidenza del G20 nel 2027. Propone un unico insieme di principi e standard globali in materia di trasparenza, accesso e sicur

AI.info Team ·
«Lavoreremo per concordare un unico insieme di principi e standard globali che garantiscano la trasparenza e l’accesso necessari per aumentare la nostra preparazione e assicurare che lo sviluppo dell’IA sia sicuro.»
Andy Burnham, primo ministro del Regno Unito
Burnham fa dell’IA il banco di prova del G20 del Regno Unito
Nel suo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 22 settembre, il primo ministro Andy Burnham ha annunciato che l’intelligenza artificiale sarà al centro della presidenza britannica del G20 nel 2027. Ha detto che il Regno Unito userà il forum per riunire i Paesi attorno a principi condivisi sull’IA, con particolare attenzione a trasparenza, accesso e sicurezza.
«Le decisioni fondamentali su questa tecnologia sono troppo importanti per essere lasciate al caso», ha detto Burnham nel discorso. «Devono essere prese da governi eletti che rappresentano i lavoratori.»
La proposta definisce un’agenda tecnologica per l’anno di presidenza britannica del G20 prima che il Paese subentri agli Stati Uniti, dopo il vertice del G20 a Miami nel dicembre 2026. Il governo ha già confermato che il vertice dei leader si terrà a Manchester nel novembre 2027, con eventi in programma in tutto il Paese.
Dai principi volontari agli standard comuni
Burnham ha inquadrato l’iniziativa richiamando la risposta del G20 alla crisi finanziaria del 2008. I Paesi concordarono principi generali e poi li attuarono con misure nazionali adatte ai rispettivi sistemi, ha detto. Ora il Regno Unito vuole adottare un modello simile per l’IA: impegni internazionali comuni affiancati da misure attuate a livello nazionale.
Il discorso non ha indicato un calendario, un meccanismo di applicazione né un elenco degli organismi di normazione che guideranno i lavori. Ha però definito l’ambito previsto. Il Regno Unito vuole che i governi affrontino i potenziali benefici dell’IA e, al contempo, i rischi, e migliorino la trasparenza e l’accesso necessari per prepararsi a una diffusione più ampia.
Burnham ha anche detto che l’iniziativa britannica integrerà proposte avanzate da altri governi, tra cui quello norvegese. Le sue parole affiancano il G20 alle discussioni sull’IA già in corso alle Nazioni Unite, nell’OCSE e in altri gruppi internazionali, senza presentare la presidenza come un loro sostituto.
Sicurezza, crescita e sicurezza nazionale
Il primo ministro ha presentato l’IA sia come uno strumento economico sia come una questione di sicurezza. Ha detto che la tecnologia potrebbe contribuire alla diagnosi del cancro, alla crescita economica e all’istruzione, ma anche sconvolgere il mondo del lavoro e moltiplicare i rischi esistenti.
Ha collegato il piano del G20 a un nuovo partenariato con gli Stati Uniti in materia di difesa e IA, incentrato sulla protezione delle infrastrutture nazionali critiche. Il discorso si limitava a dire che il partenariato è in fase di sviluppo per proteggere le infrastrutture nazionali critiche; il messaggio internazionale principale dell’annuncio era politico: a decidere come governare i sistemi avanzati dovrebbero essere i governi, non soltanto le aziende tecnologiche.
Burnham ha anche citato l’AI Security Institute del Regno Unito, che, ha detto, collabora con gli Stati Uniti e con i principali laboratori di IA sulla sicurezza. L’istituto rientra nella tesi del governo secondo cui il Regno Unito può fungere da ponte tra le grandi potenze tecnologiche e i Paesi che chiedono garanzie più chiare.
Manchester diventa lo sfondo politico
La scelta di Manchester per il vertice dei leader del 2027 conferisce all’annuncio una dimensione nazionale. I piani del governo prevedono eventi del G20 in tutto il Regno Unito nel corso dell’anno, con il vertice vero e proprio che porterà in città capi di governo e grandi potenze economiche.
Burnham ha richiamato la storia industriale di Manchester per sostenere che il progresso tecnologico deve essere accompagnato da tutele per i lavoratori. Ha ricordato le trasformazioni e lo sfruttamento associati alla prima rivoluzione industriale e ha affermato che la prossima fase di cambiamento tecnologico dovrebbe invece sostenere la reindustrializzazione e creare opportunità.
In questa argomentazione, l’occupazione e il consenso pubblico si affiancano alla sicurezza tecnica nell’agenda proposta dal Regno Unito. Il governo non presenta gli standard globali soltanto come uno strumento per prevenire rischi estremi; li collega anche agli effetti dell’IA sui servizi pubblici, sulla crescita economica e sulla vita lavorativa.
La parte difficile è raggiungere un accordo
Un unico insieme di principi e standard globali si scontrerebbe con lo stesso problema incontrato dai precedenti accordi internazionali sulla tecnologia: i governi potrebbero concordare formulazioni generali e poi applicarle in modo diverso nei rispettivi Paesi. Il discorso lascia aperte le questioni di quali regole sarebbero vincolanti, di come si valuterebbe il rispetto degli impegni e di come si gestirebbero i disaccordi tra le principali potenze dell’IA.
Burnham ha comunque usato la tribuna delle Nazioni Unite per chiarire il ruolo che il Regno Unito intende svolgere. Durante la presidenza del G20 nel 2027, il Paese riunirà i governi attorno a un’agenda condivisa sull’IA, collegherà sicurezza, accesso e trasparenza e solleciterà standard applicabili oltre i confini nazionali.
L’impegno immediato è politico, non tecnico. La prossima prova sarà capire se il Regno Unito riuscirà a trasformare la proposta in un programma negoziale prima dell’incontro dei leader del G20 a Manchester nel novembre 2027.