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Uno studio rileva che i pazienti penalizzano i medici che dichiarano di usare l’IA

In un esperimento condotto negli Stati Uniti, le persone hanno giudicato medici di famiglia fittizi meno cordiali e competenti quando i loro annunci dicevano che usavano l’IA. Lo studio, condotto su 1.030 persone, ha rilevato anche un minor

Uno studio rileva che i pazienti penalizzano i medici che dichiarano di usare l’IA

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Uno studio pubblicato il 1° ottobre ha rilevato che le persone giudicavano meno favorevolmente medici di famiglia fittizi quando i loro annunci dicevano che usavano l’intelligenza artificiale per la diagnosi e il trattamento. I 1.030 partecipanti hanno anche dichiarato di essere meno propensi a prenotare una visita con quei medici, a raccomandarli o a seguire i loro piani terapeutici. L’esperimento ha misurato le reazioni a una dichiarazione sull’uso dell’IA, non la fiducia dei pazienti nei medici durante visite reali.

L’uso dell’IA ha inciso su tutte le valutazioni

I ricercatori hanno reclutato adulti negli Stati Uniti tramite Prolific e hanno mostrato loro annunci di medici di famiglia fittizi. Gli annunci variavano nell’indicare che il medico usava l’IA o non la usava mai; variavano anche per età, genere e appartenenza razziale del medico. I partecipanti hanno valutato la cordialità e la competenza dei medici, oltre a diverse intenzioni di comportamento nei loro confronti.

Rispetto ai medici descritti come persone che non usavano mai l’IA, quelli descritti come utilizzatori dell’IA hanno ricevuto valutazioni inferiori per cordialità e competenza. I partecipanti erano meno propensi a prendere appuntamento, a raccomandare il medico, a seguire un piano terapeutico o a prenotare un’altra visita, e più propensi a dichiarare che avrebbero chiesto un secondo parere. Hanno anche detto che sarebbero stati disposti a percorrere distanze minori, a pagare meno e ad attendere meno tempo per un appuntamento.

«La dichiarazione dell’uso dell’IA sembra fungere da indizio di questo tipo e potrebbe essere interpretata come un segno che aspetti fondamentali del giudizio clinico vengono “delegati all’esterno”», scrivono gli autori. Secondo lo studio, una simile dichiarazione può influenzare la percezione sia delle capacità sia delle intenzioni di un medico, anziché limitarsi a informare i pazienti di uno strumento usato nel lavoro clinico.

Il confronto era tra la dichiarazione di usarla e quella di non usarla

Il risultato ha un limite importante: l’annuncio di controllo diceva che il medico non usava mai l’IA. L’esperimento non ha confrontato la dichiarazione di usarla con un annuncio che non diceva nulla sull’IA, quindi non può stabilire che cosa accada quando i pazienti vengono a sapere che un medico usa l’IA rispetto a quando non hanno informazioni in un senso o nell’altro.

I ricercatori non hanno nemmeno osservato visite reali o decisioni cliniche. I risultati riguardano le risposte ad annunci fittizi, comprese intenzioni dichiarate anziché comportamenti effettivamente misurati nella prenotazione delle visite o nel seguire le cure. Lo studio documenta una penalizzazione legata all’uso dell’IA in questo contesto sperimentale, non dimostra che i pazienti in generale si fidino meno dei medici reali dopo una conversazione sull’IA.

I partecipanti più giovani hanno mostrato una penalizzazione più marcata

L’analisi preregistrata ha rilevato che la penalizzazione non variava in modo significativo in base all’età, al genere o all’appartenenza razziale dei medici fittizi dopo la correzione dello studio per i confronti multipli. Analisi esplorative, non preregistrate, hanno riscontrato reazioni più negative tra i partecipanti sotto i 45 anni per la maggior parte delle misure. Gli autori avvertono che il risultato relativo all’età deve essere confermato.

Il gruppo ha reclutato 1.200 persone e ne ha escluse 170 che non hanno superato almeno una verifica della manipolazione sperimentale, lasciandone 1.030 per l’analisi principale. I ricercatori affermano che le analisi condotte sull’intero campione hanno prodotto risultati praticamente identici, pur riconoscendo che le molteplici verifiche e la loro collocazione alla fine dell’esperimento potrebbero aver contribuito alle esclusioni.

Lo studio invita a comunicare più chiaramente con i pazienti

Gli autori affermano che i medici e i sistemi sanitari dovrebbero valutare come spiegare l’uso dell’IA, per esempio chiarendo che il medico resta responsabile, descrivendo il processo decisionale come condiviso e spiegando il beneficio per il paziente. L’esperimento non ha verificato se uno di questi approcci cambi le reazioni dei pazienti: si tratta quindi di proposte per ricerche future, non di soluzioni di cui sia stata dimostrata l’efficacia.

Il risultato centrale dello studio è più circoscritto e concreto: in un annuncio fittizio di un medico di famiglia, dire che il medico usa l’IA ha prodotto valutazioni peggiori rispetto a dire che non la usa mai. Questo esperimento non chiarisce se una spiegazione diversa, o l’assenza di qualsiasi riferimento all’IA, produrrebbe la stessa reazione.

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