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Uno studio guidato da Microsoft rileva che è l’anzianità professionale, non la dichiarazione dell’uso dell’IA, a condizionare le revisioni del codice
Uno studio guidato da Microsoft su 447 ingegneri del software non ha rilevato alcuna penalizzazione per il codice indicato come realizzato con l’aiuto dell’IA in un ambiente di lavoro in cui il suo uso è abituale. I revisori hanno valutato

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Quattrocentoquarantasette ingegneri del software hanno esaminato gli stessi quattro frammenti di codice, ma l’etichetta che indicava un autore junior ha comunque abbassato le valutazioni sia del codice sia del suo autore. La dichiarazione dell’uso dell’IA, invece, non ha prodotto alcuna penalizzazione rilevabile nell’esperimento, presentato il 30 settembre al 2026 IEEE Symposium on Visual Languages and Human-Centric Computing.
Stesso codice, etichette diverse per l’autore
Lo studio, guidato da Microsoft, ha verificato se i revisori reagiscano in modo diverso al codice quando un messaggio di commit indica che l’IA ha contribuito a produrlo, oppure quando l’autore è identificato come junior anziché senior. Ogni partecipante ha esaminato quattro frammenti in un esperimento in cui ciascuno era esposto a tutte le condizioni. I ricercatori hanno mantenuto invariato il codice, variando casualmente due etichette: «ha usato l’IA» o «non ha usato l’IA», e autore Level 1 o Principal.
Gli autori scrivono: «La dichiarazione dell’uso dell’IA non ha influenzato le percezioni dell’efficacia del codice o della competenza dell’autore, mentre un’etichetta relativa all’anzianità professionale ha influenzato significativamente entrambe». Jenna Butler, Emerson Murphy-Hill, Constance Hadley, Alexa Tipton, Nancy Baym, Sankeerti Haniyur and Jina Suh, “Where AI Use Is Normalized, Author Seniority but Not AI Disclosure Biases Code Review”
Nella misura standardizzata della competenza usata nello studio, l’etichetta che indicava un autore senior ha ottenuto un punteggio superiore di 0,178 rispetto a quella junior; la differenza era statisticamente significativa. L’etichetta senior ha inoltre aumentato di 0,148 il punteggio standardizzato dell’efficacia del codice. I revisori hanno attribuito al codice etichettato come opera di un autore junior valutazioni inferiori per qualità, leggibilità e sicurezza, pur avendo davanti lo stesso codice.
L’uso dell’IA era familiare alla maggior parte dei partecipanti
I ricercatori hanno reclutato ingegneri del software a tempo pieno di Microsoft, che hanno completato lo studio tra il 13 ottobre e il 10 novembre 2025. Tra i partecipanti, il 97,8% ha dichiarato di usare l’IA per generare codice e l’81,2% di usarla per la revisione del codice. Il risultato dell’esperimento riguarda quindi un ambiente di lavoro in cui l’uso dell’IA era comune, e non costituisce un’affermazione generale secondo cui dichiarare l’assistenza dell’IA non influisce mai sui revisori.
L’etichetta relativa all’IA non ha modificato in modo misurabile le valutazioni dell’efficacia del codice o della competenza dell’autore. La dichiarazione consisteva in una frase di testo libero nel messaggio di commit, anziché in una modifica generata dall’IA e presentata come opera di un agente autonomo. I ricercatori non hanno inoltre rilevato effetti sugli altri esiti misurati, tra cui le raccomandazioni di assunzione e il numero di commenti.
La penalizzazione aveva dei limiti, e anche il risultato
Il divario di anzianità professionale era volutamente ampio: Level 1 rispetto a Principal. Gli autori osservano che differenze tra livelli professionali adiacenti potrebbero produrre effetti minori. L’esperimento ha inoltre utilizzato scenari di revisione anziché revisioni del codice reali con scambi tra i partecipanti, perciò non può stabilire in che modo l’etichetta influisca sulle decisioni nei team di ingegneria reali.
Il risultato relativo all’IA richiede una precisazione. I ricercatori non hanno effettuato una verifica a livello di singolo partecipante per confermare che ogni revisore avesse notato la dichiarazione, e affermano che le dichiarazioni passate inosservate potrebbero attenuare un effetto misurato. Il campione proveniva da un’unica azienda tecnologica statunitense in cui l’uso dell’IA era ampiamente accettato; lo studio avverte che il risultato non esclude penalizzazioni nei luoghi di lavoro dove l’uso dell’IA è meno accettato.
Quali etichette dovrebbero mostrare gli strumenti di revisione?
La principale implicazione dello studio per la progettazione degli strumenti è che un’interfaccia può influenzare i giudizi anche quando il codice non cambia. L’anzianità professionale non ha indotto i revisori a lasciare più commenti né a modificare le raccomandazioni di assunzione, ma li ha portati a valutare meno favorevolmente il codice etichettato come opera di un autore junior e il suo autore. Gli autori suggeriscono che gli strumenti di revisione del codice dovrebbero porre una domanda più ampia di quella relativa alla dichiarazione dell’assistenza dell’IA: quali informazioni su un autore dovrebbero comparire nell’interfaccia di revisione?
Per i team che decidono come presentare i contributi realizzati con l’assistenza dell’IA, i risultati offrono dati relativi a una forza lavoro abituata all’IA, non un verdetto universale sulla dichiarazione del suo uso. Mostrano inoltre che le indicazioni sull’anzianità professionale comunemente visualizzate nei sistemi di revisione possono influenzare le valutazioni di lavori identici.