The Pulse
La Corea del Sud indaga su sospetti attacchi condotti con l’ausilio dell’IA contro sette società
Il 6 ottobre la polizia sudcoreana ha aperto un’indagine formale sulle violazioni che hanno colpito sette società finanziarie, mentre le autorità verificano se gli aggressori abbiano usato lo strumento di penetration testing ARTEX AI. Le au

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung afferma che alcuni indizi suggeriscono l’impiego di agenti di IA in almeno una parte degli attacchi contro società finanziarie. Gli investigatori hanno trovato tracce riconducibili ad ARTEX AI, ma questo non permette di stabilire chi abbia usato lo strumento né dimostra che l’IA abbia condotto tutte le intrusioni. Il 6 ottobre la polizia ha aperto un’indagine formale sugli incidenti segnalati da sette società finanziarie, mentre le autorità di vigilanza hanno avvertito che i dati personali esposti potrebbero essere usati per truffe di phishing.
La polizia assegna 28 investigatori al caso
L’Ufficio nazionale investigativo dell’Agenzia nazionale di polizia ha assegnato all’indagine quattro squadre investigative antiterrorismo informatico, per un totale di 28 investigatori. La polizia ha aperto il caso ai sensi della legge sudcoreana sulle reti di informazione e comunicazione e sta rintracciando gli indirizzi internet usati negli attacchi, compresi quelli situati all’estero. Il primo incidente segnalato nella serie ha riguardato Shinhan Bank il 28 settembre; la banca ha comunicato la violazione alle autorità il 30 settembre. Korea JoongAng Daily ha riferito che gli investigatori stanno anche valutando se il caso debba essere deferito alla Serious Crimes Investigation Agency.
Le società colpite comprendono Shinhan Bank, KB Kookmin Bank, Hana Bank, BNK Busan Bank, Yegaram Savings Bank, Welcome Savings Bank e Hyundai Capital. Secondo le notizie, le persone i cui dati sono stati esposti sono più di 67.000; The Record ha citato una cifra di almeno 68.000. The Korea Times ha riferito che i dati comprendevano nomi, recapiti, numeri di registrazione anagrafica, redditi annui e limiti di prestito.
Le tracce di ARTEX non identificano gli aggressori
Su un server che si ritiene sia stato usato negli attacchi, gli investigatori hanno trovato tracce associate ad ARTEX AI, descritto da The Korea Times come un sistema autonomo di penetration testing open source in lingua cinese. Il ritrovamento di tracce dello strumento non prova che sia stato usato per eseguire le intrusioni, né indica che gli aggressori fossero cinesi. Korea JoongAng Daily ha riferito che lo strumento è open source e non può, da solo, identificare i responsabili delle violazioni.
Le parole di Lee esprimono preoccupazione per il possibile contributo dell’automazione, non una conclusione definitiva dell’indagine. «Sono emersi indizi» che suggeriscono l’impiego di agenti di IA in almeno una parte degli attacchi, ha detto, secondo The Record. La distinzione è importante: le autorità stanno esaminando un possibile ruolo dell’IA, mentre gli investigatori continuano ad accertare come siano avvenuti gli attacchi e chi li abbia condotti.
Le autorità di vigilanza puntano sui punti di accesso trascurati
La Financial Services Commission sudcoreana ha dichiarato di aver iniziato a esaminare l’incidente di Shinhan dopo aver ricevuto la segnalazione della banca il 30 settembre, ampliando poi la propria risposta man mano che altre società segnalavano intrusioni. In una riunione d’emergenza del 4 ottobre a cui hanno partecipato autorità di vigilanza finanziaria, polizia e altre agenzie, i funzionari hanno chiesto alle società di tutto il settore di esaminare le risorse informatiche esposte, le vulnerabilità, i controlli di autenticazione e di accesso e la capacità di rilevare le intrusioni. La commissione ha inoltre chiesto alle società di verificare che le informazioni condivise sugli attacchi fossero arrivate ai loro sistemi di rilevamento e blocco e che fossero state applicate le patch di sicurezza necessarie.
L’attenzione dell’autorità di vigilanza si estende ai sistemi usati da dipendenti, agenti di prestito e collaboratori esterni, non soltanto ai principali servizi bancari rivolti ai clienti. Ha esortato le società a limitare l’accesso dall’esterno, a restringere le informazioni consultabili attraverso quei sistemi e a verificare l’assenza di passaggi di autenticazione mancanti o aggirabili. Queste misure riflettono la preoccupazione che i canali collegati ai partner e alle attività di supporto possano esporre i dati dei clienti anche quando i sistemi bancari principali non sono il bersaglio diretto.
Finora le autorità non segnalano fondi sottratti
Il 6 ottobre l’autorità di vigilanza finanziaria e il Financial Supervisory Service hanno diffuso un avviso ai consumatori sul rischio di truffe successive. La commissione ha dichiarato che password e codici monouso non sono stati esposti e che le autorità non hanno accertato sottrazioni di denaro ai clienti legate alle violazioni dei dati. Ha inoltre precisato che non risulta confermata l’esposizione di informazioni utilizzabili direttamente per effettuare transazioni finanziarie, avvertendo però che i dati personali trapelati potrebbero comunque aiutare i truffatori a spacciarsi per dipendenti bancari o a proporre falsi prestiti.
Le autorità di vigilanza hanno ordinato alle società colpite di attivare canali di assistenza dedicati ai clienti e di rafforzare il monitoraggio delle transazioni sospette che combinano i dati personali esposti. Hanno esortato i consumatori a diffidare dei messaggi che chiedono pagamenti anticipati per un prestito, trasferimenti di denaro per «proteggere» un conto o l’installazione di un’app. La polizia continua a rintracciare l’infrastruttura usata per gli attacchi; l’indagine non ha ancora accertato che agenti di IA abbiano causato tutte e sette le violazioni.