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La Corea del Sud ordina verifiche alle banche mentre la polizia indaga su attacchi informatici in cui si sospetta l’uso dell’IA
Il 2 ottobre la polizia sudcoreana ha aperto un’indagine preliminare su una serie di violazioni dei dati bancari, mentre la Financial Services Commission ha ordinato alle società finanziarie di controllare i sistemi esposti. Gli investigato

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Il 2 ottobre la polizia sudcoreana ha aperto un’indagine preliminare su una serie di violazioni dei dati bancari, mentre il presunto ruolo dell’intelligenza artificiale resta da dimostrare. Gli incidenti hanno esposto informazioni sui clienti di diversi istituti di credito e uno strumento di penetration testing basato sull’IA avrebbe lasciato tracce su un server collegato a uno degli attacchi. Ma né le autorità né le banche hanno confermato che lo strumento sia stato usato per rubare dati.
Le tracce di ARTEX AI sollevano una domanda, non danno una risposta
Shinhan Bank ha dichiarato il 30 settembre che una persona esterna non autorizzata aveva aggirato i controlli d’identità del suo servizio per gli intermediari dei prestiti, esponendo le informazioni di circa 25.000 clienti. Tra i dati trapelati figuravano nomi, redditi annui e numeri di registrazione anagrafica, secondo un articolo del Seoul Economic Daily. Il metodo sospettato era il credential stuffing: provare su un servizio grandi quantità di credenziali di accesso ottenute in precedenza.
Gli analisti di sicurezza hanno segnalato una stringa in cinese riferita a una «console di penetration testing autonomo basata sull’IA» nel titolo HTML di un server web che si ritiene coinvolto nell’attacco a Shinhan. La stringa era associata ad ARTEX AI, un sistema open source progettato per automatizzare attività come la ricerca di vulnerabilità e la pianificazione dei percorsi d’attacco. Yonhap ha riferito che gli investigatori non avevano accertato se ARTEX AI fosse stato effettivamente usato nella violazione.
La distinzione conta: la presenza del nome di uno strumento su un server sospettato di essere stato usato per un attacco non prova che lo strumento abbia compiuto l’intrusione. Gli elementi riportati hanno spinto gli esperti di sicurezza a prendere in considerazione un’automazione assistita dall’IA, mentre la tecnica specifica attribuita alla violazione di Shinhan resta il credential stuffing. Le informazioni finora disponibili non stabiliscono chi gestisse il server né se il sistema di IA sospettato abbia avuto un ruolo nell’estrazione dei dati dei clienti.
Le violazioni coinvolgono anche altre banche
KB Kookmin Bank ha reso noto un episodio distinto che ha interessato 119 clienti: tra le informazioni esposte figuravano nomi, numeri di telefono, indirizzi e numeri di registrazione anagrafica cifrati. Yonhap ha riferito anche di una violazione ai danni di Hana Bank che ha interessato 89 clienti, esponendone nomi, indirizzi, numeri di telefono e numeri di registrazione anagrafica. Gli incidenti hanno riguardato le informazioni dei clienti; non è stata segnalata una violazione dei sistemi centrali delle banche per le transazioni.
Anche Woori Bank e NH Nonghyup Bank hanno subito tentativi di attacco informatico, ma hanno bloccato gli accessi non autorizzati senza che siano state confermate fughe di dati dei clienti, ha riferito Yonhap. Il 2 ottobre la polizia ha avviato un’indagine preliminare sulla serie di episodi, indicando Shinhan, KB Kookmin, Hana e BNK Busan Bank tra gli istituti per i quali erano diventati pubblici i danni legati agli attacchi informatici. L’indagine è preliminare: gli articoli non riferiscono che la polizia abbia stabilito l’uso dell’IA.
Le autorità di vigilanza ordinano controlli sui sistemi esposti
Il 2 ottobre la Financial Services Commission ha tenuto una riunione d’emergenza con autorità di vigilanza finanziaria, responsabili della sicurezza e rappresentanti del settore. Ha ordinato alle società finanziarie di esaminare immediatamente i sistemi e i servizi accessibili dall’esterno delle loro reti, verificare i controlli di autenticazione e di accesso e ridurre l’esposizione non necessaria delle informazioni interne. La commissione ha inoltre chiesto una rapida condivisione degli indicatori degli attacchi, tra cui indirizzi IP sospetti e metodi utilizzati, affinché altri istituti potessero reagire a tentativi analoghi.
L’autorità di vigilanza ha dichiarato che fornirà una lista di controllo per la sicurezza e chiederà alle società di comunicare i risultati delle verifiche. La sua risposta si concentra sui sistemi raggiungibili e sui controlli di accesso, indipendentemente dal fatto che un servizio sia rivolto direttamente ai clienti. L’ampiezza delle verifiche riflette un aspetto fondamentale delle violazioni: gli aggressori possono raggiungere le informazioni dei clienti attraverso servizi di supporto e strumenti usati dai dipendenti, non soltanto attraverso la principale piattaforma della banca per le transazioni.
I controlli carenti restano la preoccupazione immediata
Gli esperti citati dal Seoul Economic Daily hanno indicato carenze nell’autenticazione, nel monitoraggio e nella supervisione dei fornitori esterni, oltre alla possibilità di attacchi automatizzati. Son Kyu-sik, professore del Dipartimento di Hacking e Sicurezza della Hanyang Cyber University, ha detto che i sistemi esposti alla rete Internet pubblica e dotati di sistemi di autenticazione meno robusti possono essere vulnerabili agli attacchi automatizzati. L’articolo ha inoltre osservato che affidarsi alla separazione tra reti interne ed esterne potrebbe non bastare alle banche per affrontare pienamente i rischi posti dai servizi che operano su reti esterne.
«La realtà è che le procedure esistenti per realizzare sistemi di sicurezza non tengono il passo con la velocità con cui progredisce la tecnologia degli attacchi basati sull’IA»,
Lee Sang-geun, professore del Dipartimento di Sicurezza Intelligente presso la Graduate School of Information Security della Korea University
L’edizione inglese indica che il suo testo è una traduzione dal coreano realizzata con l’IA e avverte che le citazioni tradotte potrebbero non rispecchiare esattamente la formulazione originale. Per ora, i fatti confermati sono la presenza, su un server sospetto, di una stringa collegata a uno strumento di sicurezza basato sull’IA, diverse fughe di dati bancari e l’avvio di un’indagine di polizia mentre le autorità di vigilanza ordinavano verifiche estese ai sistemi. Il prossimo passo concreto della Financial Services Commission sarà raccogliere i risultati delle verifiche delle banche.