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Microsoft: l’IA riduce a pochi secondi alcune fasi dei cyberattacchi
Secondo il 2026 Digital Defense Report di Microsoft, l’IA sta accelerando alcune fasi dei cyberattacchi, mentre una vulnerabilità può essere trasformata in uno strumento d’attacco meno di 24 ore dopo la sua scoperta. L’azienda afferma che l

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Secondo Microsoft, l’IA sta riducendo da giorni a secondi la durata di alcune fasi dei cyberattacchi, mentre il tempo mediano tra la scoperta di una vulnerabilità in contesti reali e la sua trasformazione in uno strumento d’attacco è sceso ben al di sotto delle 24 ore. I dati compaiono nel 2026 Digital Defense Report dell’azienda, pubblicato il 1° ottobre. Microsoft afferma che gli aggressori applicano l’IA alla ricognizione, al phishing, allo sviluppo di malware ed exploit, all’analisi dei dati e alle attività successive all’intrusione in un sistema. Il rapporto avverte inoltre che le organizzazioni possono impiegare da 30 a 60 giorni per correggere vulnerabilità critiche nei sistemi esposti all’esterno.
Dall’assistenza dell’IA verso attacchi autonomi
Microsoft descrive un cambiamento osservato nell’arco di sei mesi: l’IA sta passando dall’assistere gli operatori umani al dirigere le attività di attacco, con alcune operazioni che si avvicinano all’esecuzione autonoma. L’azienda afferma che gli attacchi sono sempre più automatizzati su larga scala, con un coinvolgimento limitato degli operatori, e che sta osservando l’emergere di attività orchestrate dall’IA in contesti reali. Non afferma che i cyberattacchi completamente autonomi siano diventati abituali.
Il rapporto offre una misura di ciò che i sistemi di IA possono fare in condizioni controllate: in una valutazione, un sistema di frontiera ha collegato 32 fasi di un attacco complesso articolato in più fasi. Il risultato proviene da un ambiente controllato, non da un’intrusione documentata nel mondo reale. Microsoft afferma che la maggior parte delle intrusioni complesse richiede ancora una guida umana significativa, anche se l’IA può accelerare o assumersi compiti che un tempo richiedevano competenze rare e molto tempo agli operatori.
«Questo non significa che i cyberattacchi completamente autonomi siano diventati improvvisamente la norma.»
Tanmay Ganacharya e Wes Malaby, autori del 2026 Digital Defense Report di Microsoft
Il divario tra scoperta e correzione
Secondo Microsoft, nella prima metà del 2026 sono state pubblicate quasi 40.000 vulnerabilità, catalogate come CVE: a questo ritmo, il totale dell’anno sarebbe all’incirca il doppio. Una distinta misura temporale del rapporto segue le vulnerabilità dalla scoperta in contesti reali fino alla loro trasformazione in strumenti d’attacco: il tempo mediano è ora ben inferiore a un giorno. Microsoft contrappone questa rapidità ai 30-60 giorni che, secondo l’azienda, possono servire alle imprese per correggere vulnerabilità critiche esposte a internet.
Questa differenza lascia alle organizzazioni un intervallo durante il quale una vulnerabilità nota può essere sfruttata prima che la correzione raggiunga i sistemi interessati. L’IA non è l’unico fattore che incide su questi tempi e il rapporto non attribuisce all’IA ogni accelerazione nello sviluppo degli exploit. La tesi più ampia di Microsoft è che l’IA possa accelerare la scoperta delle vulnerabilità e abbreviare alcune fasi del processo di attacco, sia sul fronte offensivo sia su quello difensivo.
Persone e credenziali continuano ad aprire le porte
Il rapporto afferma che le modalità già note per entrare nelle organizzazioni restano importanti. Secondo i dati di Microsoft Defender Experts, l’esecuzione da parte degli utenti rappresenta il 30% degli accessi iniziali osservati e gli account validi un altro 20%. Tra febbraio e l’inizio di maggio 2026, Microsoft Defender ha inoltre osservato l’esecuzione, su oltre 1,1 milioni di dispositivi distinti, di comandi forniti dagli aggressori e associati ad attacchi in stile ClickFix: circa otto volte il livello precedente citato dall’azienda.
Questi dati presentano l’IA come un fattore che accelera problemi di sicurezza già esistenti, non come qualcosa che li sostituisce. Microsoft afferma che gli aggressori continuano a sfruttare persone, identità, sistemi esposti e accessi fidati; un agente di IA con permessi eccessivi può offrire un’ulteriore via d’accesso ai dati e alle infrastrutture. Il rapporto consiglia alle organizzazioni di limitare i privilegi, individuare le risorse esposte, proteggere le dipendenze software ed estendere i controlli alle identità, ai permessi, ai dati e agli strumenti a disposizione degli agenti di IA.
L’avvertimento di Microsoft vale in entrambe le direzioni
L’azienda sostiene che i difensori possano usare l’IA per individuare prima le vulnerabilità, collegare i segnali di sicurezza e accelerare le indagini. Ma, secondo il rapporto, avere più dati non basta: ai team serve un contesto che li aiuti a decidere a cosa dare priorità e ad agire prima degli aggressori. La preoccupazione centrale di Microsoft riguarda tempi concreti: l’azienda stima in settimane il tempo normalmente necessario per correggere vulnerabilità critiche esposte all’esterno, a fronte di un intervallo mediano inferiore a 24 ore prima che vengano trasformate in strumenti d’attacco.