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Meta elimina il riferimento all’addestramento dell’IA dalle condizioni commerciali
Meta ha eliminato il riferimento esplicito all’addestramento dell’IA dalle condizioni commerciali aggiornate, ma queste continuano a consentire un’ampia scansione automatizzata dei siti web collegati alle aziende. Secondo gli esperti legali

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Per Meta la modifica chiarisce le condizioni; secondo i critici, l’autorizzazione resta ampia
Meta ha modificato le condizioni commerciali di prossima entrata in vigore nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre, eliminando il riferimento esplicito all’addestramento dell’IA ma lasciando irrisolte le questioni su ciò che l’azienda può raccogliere dai siti web collegati alle aziende. Un portavoce di Meta ha affermato che la modifica chiarisce che le condizioni sulla scansione automatizzata si applicano ai prodotti pubblicitari e aziendali. Gli esperti legali citati da Nieman Journalism Lab sostengono che l’autorizzazione rivista resti abbastanza ampia da comprendere una raccolta estesa di contenuti e lo sviluppo di prodotti.
La modifica è arrivata dopo le preoccupazioni suscitate da una clausola delle condizioni che dovrebbero entrare in vigore il 30 ottobre. La versione precedente stabiliva che Meta potesse usare i contenuti di domini, pagine e URL associati per «fornire, sviluppare, migliorare, studiare, addestrare» e mantenere i propri prodotti. Secondo Nieman Lab, il testo rivisto elimina «addestrare» e limita le finalità elencate ai prodotti pubblicitari e aziendali.
«Vi abbiamo ascoltato e vogliamo chiarire: le condizioni sulla scansione automatizzata che abbiamo riunito si applicavano soltanto ai nostri prodotti pubblicitari e aziendali, e lo abbiamo chiarito nelle condizioni stesse.»
Un portavoce di Meta, in una dichiarazione riportata da Nieman Journalism Lab
Il portavoce ha inoltre dichiarato: «Non si tratta di raccogliere contenuti dai siti di notizie e questi aggiornamenti non ci attribuiscono nuovi diritti che prevalgano sulle preferenze espresse da quei siti.»
La parola «addestrare» è scomparsa; l’autorizzazione alla scansione automatizzata resta
La modifica continua ad autorizzare software automatizzati, tra cui scraper, bot e crawler, ad accedere ai contenuti dei siti web associati ai prodotti o servizi di un’azienda, indicizzarli, memorizzarli nella cache, analizzarli e raccoglierli. Consente inoltre a Meta di acquisire gli aggiornamenti di quelle pagine. L’azienda indica come finalità consentite la fornitura, lo sviluppo, il miglioramento e lo studio dei prodotti pubblicitari e aziendali, oltre al mantenimento dell’integrità e della sicurezza dei prodotti.
Matt Topic, avvocato specializzato in media e proprietà intellettuale presso Loevy & Loevy, ha dichiarato a Nieman Lab:
«Penso che gli editori debbano continuare a essere preoccupati. La versione rivista delle nuove condizioni consente ancora a Meta di usare i contenuti raccolti tramite scraping per sviluppare qualsiasi “prodotto aziendale”. Non sembra essere un termine definito e presumibilmente Meta sta sviluppando prodotti di IA per le aziende. Penso che “sviluppare” sia abbastanza ampio da includere “addestrare”.»
Matt Topic, avvocato specializzato in media e proprietà intellettuale presso Loevy & Loevy
Meta cita come esempi di prodotti aziendali gli annunci pubblicitari, Meta Business Tools e Meta Business Suite.
Meta ha dichiarato che la clausola riunisce condizioni che in precedenza comparivano nelle sue Ad Creative Generative AI Terms. Nieman Lab ha riferito che le condizioni già in vigore consentivano lo scraping in una situazione più circoscritta, quando un account usava le funzioni di IA generativa di Meta per pubblicare annunci, e limitavano l’uso dei contenuti all’ottimizzazione di quegli annunci. Il nuovo testo inserisce l’autorizzazione alla scansione automatizzata in condizioni commerciali più ampie e fa riferimento ai prodotti pubblicitari e aziendali in generale.
Il file robots.txt segna la distanza tra le rassicurazioni di Meta e il testo del contratto
Meta afferma che i gestori dei siti web possono usare i file robots.txt per indicare ai crawler di non accedere ai siti e che l’aggiornamento non attribuisce all’azienda diritti che prevalgano su tali preferenze. Le condizioni riviste non promettono espressamente di rispettare le istruzioni dei file robots.txt, ha riferito Nieman Lab. Le rassicurazioni di Meta e il contratto scritto sono quindi al centro del disaccordo: l’azienda presenta la modifica come un chiarimento, mentre i critici si chiedono se, in base alle condizioni, quelle rassicurazioni siano vincolanti.
James Grimmelmann, professore di diritto digitale e dell’informazione alla Cornell Law School, ha dichiarato a Nieman Lab che la formulazione rivista delle finalità non restringe l’insieme delle pagine a cui Meta può accedere. Secondo Grimmelmann, il riferimento ai siti «associati ai vostri prodotti o servizi» potrebbe ancora consentire a Meta di raccogliere contenuti da interi siti web.
Le condizioni commerciali entrano in vigore il 30 ottobre
Le condizioni riviste dovrebbero entrare in vigore il 30 ottobre e, secondo quanto riferito da Nieman Lab, gli account aziendali non hanno la possibilità di sottrarsi alla loro applicazione prima di allora. Gli editori restano quindi con interrogativi non solo sul riferimento all’addestramento che è stato eliminato, ma anche su ciò che il testo rimasto consente in materia di scansione automatizzata e sviluppo di prodotti una volta entrate in vigore le condizioni.
Meta sostiene che le regole sulla scansione automatizzata non sono cambiate e che i proprietari dei siti possono ancora esprimere le proprie preferenze tramite robots.txt. I critici sottolineano l’assenza, nel contratto rivisto, di un impegno esplicito a rispettare robots.txt e il permanere dell’autorizzazione a raccogliere materiali dai siti collegati alle aziende. Il 30 ottobre, le nuove condizioni dovrebbero disciplinare quegli account nella formulazione rivista.