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Meta deve indicare il personale coinvolto nei download dalle biblioteche ombra
Un giudice federale ha ordinato a Meta di identificare le persone che hanno approvato i download da biblioteche ombra come LibGen e Anna’s Archive. L’ordine di esibizione delle prove richiede anche dettagli sull’uso di BitTorrent, comprese

AI.info Team · Scritto con l’IA · verificato ·
«Se una decisione è ragionevolmente attribuibile a un gruppo o a un team, tutte le persone del gruppo o del team che hanno partecipato a prenderla rientrano nella risposta a questo quesito».
Thomas S. Hixson, giudice magistrato federale statunitense
Un giudice federale ha ordinato a Meta di identificare le persone che hanno preso o approvato decisioni volte a ottenere opere protette dal diritto d’autore da biblioteche ombra, tra cui LibGen e Anna’s Archive. L’ordine di esibizione delle prove del 19 ottobre stabilisce che Meta non deve fornire soltanto i nomi: deve descrivere il coinvolgimento di ciascuna persona, le decisioni a cui ha partecipato e i dataset interessati. La decisione riguarda informazioni richieste dall’editore Entrepreneur Media nella sua causa contro Meta per violazione del diritto d’autore.
Hixson respinge il limite delle «decisioni formali» invocato da Meta
Meta ha sostenuto di non aver identificato persone specifiche che avessero formalmente approvato alcune acquisizioni per i suoi modelli Llama. Il giudice magistrato Hixson ha rilevato che la richiesta non era limitata alle decisioni formali e che le risposte di Meta si concentravano in gran parte su come erano stati usati i dataset, anziché su chi avesse deciso di ottenerli o scaricarli. Il tribunale ha ordinato a Meta di rispondere alla domanda così come formulata, identificando anche le persone che hanno approvato l’acquisizione di LibGen all’interno di FAIR e la ripresa di un download da Anna’s Archive, oppure dichiarando sotto giuramento di non averne identificata nessuna.
Meta ha inoltre affermato che le decisioni avrebbero potuto essere collaborative o raggiunte per consenso all’interno di un team, senza un unico decisore. Hixson ha respinto questa argomentazione come motivo per restringere la risposta: quando una decisione è presa da un gruppo, devono essere identificate tutte le persone che hanno partecipato a prenderla. L’ordine richiede di indicare, per ciascuna persona, le date approssimative del suo coinvolgimento e la decisione associata a ciascun dataset.
L’ordine riguarda anche le decisioni su BitTorrent e sul seeding
Il giudice ha accolto in parte la richiesta di Entrepreneur Media di ottenere informazioni sull’uso di BitTorrent e di altri protocolli peer-to-peer. Meta deve identificare le persone coinvolte nelle discussioni precedenti all’uso dei torrent da parte del dipendente Nikolay Bashlykov, quelle che hanno approvato il ricorso ai torrent e quelle che hanno disposto o approvato un download effettuato nell’aprile 2024 dalla dipendente, la signora Wang. L’azienda deve inoltre identificare le persone che, nell’ottenere materiale da LibGen Scimag e Anna’s Archive, hanno deciso se o come condividere i file tramite seeding, oppure di adottare misure per limitare tale condivisione.
Queste informazioni sono rilevanti perché gli utenti di BitTorrent possono caricare parti dei file verso altri utenti mentre li scaricano. Nelle cause, autori ed editori hanno sostenuto che l’acquisizione di grandi raccolte da parte di Meta attraverso il protocollo abbia comportato anche la distribuzione delle opere, non soltanto la loro acquisizione. Ars Technica ha riferito che i ricorrenti hanno citato 80,6 terabyte da LibGen e 35,7 terabyte da Anna’s Archive; queste cifre fanno parte delle argomentazioni dei ricorrenti, non sono accertamenti contenuti in questo ordine.
Una decisione sull’esibizione delle prove, non un verdetto sulla violazione del diritto d’autore
La decisione obbliga Meta a fornire informazioni per le cause; non stabilisce se l’azienda abbia violato il diritto d’autore né se l’uso delle opere per addestrare l’IA rientri nel fair use. Hixson ha accolto la richiesta di identificare chi ha preso le decisioni, ma ne ha respinta un’altra, distinta, che chiedeva a Meta di dichiarare se avesse esaminato i documenti di determinati dipendenti e interrogato i loro superiori, ritenendo che andasse oltre quanto richiesto dal quesito.
L’ordine impone inoltre a Meta di spiegare che cosa sia accaduto alle opere scaricate ma non usate per addestrare i suoi modelli, una questione distinta relativa all’esibizione delle prove in un’altra delle cause collegate. Per ora, il risultato concreto è un resoconto più ampio delle persone che hanno partecipato all’acquisizione e alla gestione del materiale proveniente dalle biblioteche ombra, comprese le decisioni prese collettivamente e quelle relative all’eventuale condivisione dei file scaricati con altri utenti.