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ICE cerca un sistema di IA per analizzare chiamate, messaggi e video dei detenuti

Il 9 ottobre ICE ha pubblicato una richiesta di informazioni per un sistema di IA in grado di analizzare le chiamate, i messaggi, i colloqui in video e le riprese delle telecamere nelle strutture di detenzione. Il sistema proposto creerebbe

ICE cerca un sistema di IA per analizzare chiamate, messaggi e video dei detenuti

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Il 9 ottobre U.S. Immigration and Customs Enforcement ha pubblicato una richiesta di informazioni per un sistema basato sull’IA capace di analizzare chiamate, messaggi, colloqui in video e riprese delle telecamere delle strutture di detenzione. La proposta prevede di collegare le comunicazioni a profili vocali, registri degli spostamenti e fascicoli investigativi, consentendo agli analisti di effettuare ricerche tra informazioni che, secondo ICE, il personale non riesce a mettere in relazione manualmente in tempo utile. L’agenzia non ha annunciato l’assegnazione di un contratto: l’avviso su SAM.gov è una richiesta di informazioni preliminare, non un impegno all’acquisto.

ICE vuole profili vocali e mappe delle relazioni

La bozza delle specifiche operative descrive un database condiviso che collegherebbe le chiamate e i messaggi dei detenuti ai colloqui in video, agli eventi ripresi dalle telecamere, alle assegnazioni degli alloggi e ai registri degli spostamenti. Potrebbe creare profili vocali a partire dalle chiamate già registrate da ICE, senza chiedere ai detenuti di fornire un campione vocale separato. Gli analisti potrebbero quindi visualizzare contatti e attività su una linea temporale o una mappa delle relazioni, mentre il software esamina le comunicazioni alla ricerca di espressioni gergali, «linguaggio in codice» e frasi che ricorrono più spesso del solito.

Il sistema proposto potrebbe segnalare una chiamata quando la voce non corrisponde a quella del detenuto associato all’account. Potrebbe anche confrontare la persona che risponde con un profilo associato al numero chiamato, includendo potenzialmente nell’analisi familiari e altre persone non detenute. La bozza consente ai fornitori di proporre l’arricchimento dei dati sull’identità tramite dati pubblici o commerciali, ma precisa che ICE dovrebbe autorizzarne l’uso. Queste funzionalità sono proposte contenute nella bozza, non prove che ICE le abbia implementate.

Gli avvisi delle telecamere riguarderebbero sia il disagio sia la sicurezza

Per i video delle strutture, le specifiche descrivono avvisi relativi a risse, atti autolesionistici e segnali di disagio, oltre che ad attività definite «isolamento o ritiro», «assembramenti insoliti» e «movimenti o interazioni insoliti». Il sistema collegherebbe anche, nel tempo, i dati su chi interagisce con chi. Project Salt Box, che ha esaminato le specifiche operative allegate, osserva che il documento non spiega se gli avvisi relativi al disagio potrebbero essere usati anche a fini di sicurezza o disciplinari, né in che modo i detenuti e i loro familiari potrebbero contestare un’errata corrispondenza vocale.

La bozza richiede che una persona verifichi i risultati del sistema e afferma che tali risultati non possono costituire l’unica base per provvedimenti coercitivi o punizioni. Richiama inoltre clausole contrattuali di ICE che vietano determinati usi volti a prevedere il comportamento futuro o lo stato emotivo di una persona, quando ciò potrebbe portare ad azioni discriminatorie o illegali. Queste garanzie non rispondono a tutte le domande su come verrebbero gestiti gli avvisi o su come si potrebbero correggere gli errori.

Le scadenze di ottobre riguardano una fase di indagine di mercato

Secondo ICE, i potenziali fornitori devono inviare le domande entro il 16 ottobre 2026 e le risposte entro il 26 ottobre. Queste date riguardano la raccolta di informazioni: l’avviso non indica un fornitore selezionato, non annuncia un budget né fissa una data di implementazione. Una richiesta di informazioni permette all’agenzia di valutare che cosa possono offrire i fornitori; l’ambito del progetto potrebbe cambiare oppure non portare ad alcun acquisto.

ICE monitora già alcune chiamate dei detenuti, mentre quelle riguardanti questioni legali godono di tutele specifiche. Il sistema proposto amplierebbe l’analisi collegando le comunicazioni al riconoscimento vocale, ai video delle strutture e ai registri degli spostamenti dei detenuti. In alcune dichiarazioni a The Washington Sun, il presidente di FWD.us Todd Schulte ha detto: «In sostanza, si introduce l’IA per rendere ICE ancora più potente».

La verifica umana lascia aperte domande sugli errori

Steven Hubbard, data scientist senior dell’American Immigration Council, ha detto a The Washington Sun che gli errori biometrici potrebbero diventare difficili da rintracciare una volta inseriti nel sistema. La preoccupazione non riguarda soltanto un’errata corrispondenza vocale: la proposta prevede di riunire il contenuto delle chiamate, gli indicatori di identità e le informazioni sugli spostamenti in profili collegati tra loro, comprese informazioni su persone non detenute. La bozza di ICE pone la verifica umana come condizione, ma non descrive una procedura che consenta a queste persone di venire a conoscenza di un’errata corrispondenza o di contestarla.

Per ora, il prossimo passo concreto è la raccolta dei riscontri dei fornitori, con risposte attese entro il 26 ottobre. ICE ha descritto un possibile sistema; non ha dimostrato che il sistema esista né che ne acquisterà uno.

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