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La Corte elettorale brasiliana chiede spiegazioni a Meta sulle immagini elettorali generate dall’IA

La campagna del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha presentato nuove prove al Tribunale superiore elettorale dopo che Meta AI ha bloccato alcune richieste di immagini per la campagna di Lula, pur generando materiale simile pe

La Corte elettorale brasiliana chiede spiegazioni a Meta sulle immagini elettorali generate dall’IA

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Meta AI ha bloccato una richiesta di un manifesto elettorale «Lula 13», ma ne ha generato uno per «Flávio 22», secondo i test riportati da Folha de S.Paulo. Mercoledì 14 ottobre, la campagna del presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha presentato i risultati al Tribunale superiore elettorale brasiliano, ribadendo l’accusa che le piattaforme di Meta trattino in modo diseguale i due candidati rivali.

I test riguardavano Meta AI, disponibile tramite WhatsApp. Folha ha riferito che i suoi corrispondenti negli Stati Uniti, in Argentina e in Germania riuscivano a generare manifesti di Lula da account associati a numeri di telefono non brasiliani, mentre gli account collegati a numeri brasiliani venivano bloccati, anche quando erano usati all’estero. Secondo il giornale, Meta AI ha continuato a generare immagini in risposta al prompt «Vota Flávio» dopo che l’azienda aveva descritto ulteriori misure di sicurezza, ma ha rifiutato richieste analoghe per Lula o Luiz Inácio.

I nuovi test sull’IA entrano in un procedimento già aperto

Il documento depositato il 14 ottobre aggiunge i test sulla generazione di immagini a una controversia più ampia sulla diffusione e sul trattamento dei contenuti della campagna di Lula sui servizi di Meta. La campagna sostiene che i sistemi di Meta abbiano limitato i suoi post e favorito il senatore Flávio Bolsonaro, avversario di Lula al ballottaggio del 25 ottobre. Queste accuse restano affermazioni della campagna, non conclusioni del tribunale.

Il TSE aveva già ordinato a Meta di fornire spiegazioni tecniche e conservare i dati in risposta a un precedente reclamo della campagna, presentato prima che emergessero le nuove prove sull’IA. Le richieste del tribunale riguardavano i dati sulla moderazione, i dati e le metriche pubblicitarie, comprese eventuali restrizioni sugli account ufficiali di Lula, modifiche alle metriche delle visualizzazioni dei video e la disattivazione di un account pubblicitario della campagna. Il tribunale ha chiesto anche se le regole di Meta per raccomandare contenuti elettorali fossero applicate allo stesso modo a entrambe le campagne.

Nella precedente risposta al tribunale, Meta ha respinto le accuse della campagna, affermando che non esistevano prove tecniche a loro sostegno e che l’integrità delle elezioni era una priorità. L’azienda ha detto a Folha che le norme elettorali brasiliane l’avevano portata a vietare temporaneamente le raccomandazioni di candidati e le immagini che li raffigurano. Ha spiegato che lo strumento aveva generato materiale raffigurante Flávio perché non aveva riconosciuto i prompt contenenti soltanto il suo nome, e ha dichiarato di aver aggiunto misure per bloccare i prompt che usano i nomi dei candidati e i loro numeri sulla scheda elettorale.

Meta attribuisce la discrepanza a un filtro

Meta AI stessa ha attribuito i risultati discordanti a un filtro di sicurezza automatico, ha riferito Folha. I test hanno inoltre rilevato che la distinzione dipendeva dal prefisso internazionale del numero di telefono, anziché dalla posizione fisica dell’utente: i numeri brasiliani ricevevano risposte negative anche all’estero, mentre gli account con numeri stranieri riuscivano a produrre immagini di Lula. Questo schema ha sollevato interrogativi su come fossero state attuate le restrizioni elettorali di Meta, ma i test, da soli, non stabiliscono perché il sistema si sia comportato in modo diverso.

Meta afferma che la sua restrizione temporanea riguarda le raccomandazioni di candidati e la generazione di immagini che li raffigurano, e che ha adottato ulteriori misure dopo che il problema è emerso. La campagna sostiene che la disparità comprometta la parità di trattamento. Il nuovo documento chiede al tribunale di valutare i risultati relativi all’IA insieme alle altre accuse mosse all’azienda.

La campagna chiede una risposta più dura

Camilo Santana, senatore e uno dei coordinatori della campagna di Lula, ha detto che la campagna intendeva presentare le prove agli osservatori elettorali stranieri accreditati il 15 ottobre. «Chiediamo risposte e una posizione più dura del TSE nei confronti di Meta», ha dichiarato a Folha.

Con il suo precedente ordine, il TSE aveva chiesto dati tecnici e spiegazioni prima di esaminare le richieste urgenti della campagna. Il documento depositato il 14 ottobre aggiunge ai materiali sottoposti al tribunale i risultati diseguali della generazione di manifesti da parte di Meta AI; l’affermazione secondo cui i sistemi dell’azienda avrebbero favorito Bolsonaro resta un’accusa su cui il tribunale deve ancora pronunciarsi.

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