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La magistratura di Inghilterra e Galles fissa i limiti all’uso dell’IA nell’attività giudiziaria

La magistratura di Inghilterra e Galles ha pubblicato il 9 ottobre 2026 un documento di posizione che stabilisce le condizioni per l’uso di strumenti di IA nell’attività giudiziaria. Il documento impone la revisione umana dei risultati prod

La magistratura di Inghilterra e Galles fissa i limiti all’uso dell’IA nell’attività giudiziaria

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

La magistratura di Inghilterra e Galles sta sperimentando l’IA per attività come la sintesi di documenti e la ricostruzione di cronologie, ribadendo che nessun sistema può decidere una causa o sostituire il ragionamento di un giudice. Un documento di posizione pubblicato il 9 ottobre stabilisce le condizioni per l’uso dell’IA nell’attività giudiziaria, tra cui la revisione e l’approvazione umana obbligatorie di ogni risultato utilizzato in tale attività.

Il documento delinea un approccio prudente all’adozione dell’IA: non introduce una nuova regola per le parti in causa né autorizza l’IA a prendere decisioni giudiziarie. Fornisce indicazioni ai giudici di alto grado che collaborano con il Judicial Office, HM Courts and Tribunals Service e il Ministry of Justice in materia di formazione, progetti pilota, governance e trasparenza.

I giudici restano responsabili di ogni decisione

Il documento traccia una netta distinzione tra l’assistenza fornita dall’IA e l’autorità giudiziaria. «Le decisioni giudiziarie saranno prese da chi ricopre un incarico giudiziario. L’IA può fornire assistenza, ma non deve sostituire il ragionamento, la valutazione delle prove o l’esercizio della discrezionalità giudiziaria», si legge nel documento.

Il documento richiede inoltre che il titolare dell’incarico giudiziario responsabile di un’attività esamini, verifichi e approvi ogni risultato prodotto dall’IA e utilizzato in quell’attività. Questa persona ne resta responsabile, precisa il documento, mentre devono essere preservate l’indipendenza, l’imparzialità e l’equità della giustizia, nonché la riservatezza e la sicurezza.

La distinzione è importante perché la magistratura non esclude il supporto dell’IA. Il documento subordina invece qualsiasi uso di questo tipo alla supervisione umana e stabilisce che gli strumenti di IA non devono determinare l’esito di una causa né sostituire l’analisi giudiziaria. Considera la fiducia del pubblico e la pubblicità della giustizia parte delle garanzie, insieme all’accuratezza e alla sicurezza.

I progetti pilota sperimentano sette tipi di assistenza

La magistratura afferma che i suoi progetti pilota si sono concentrati su attività a rischio minore e hanno sperimentato strumenti sicuri in contesti controllati prima di un’eventuale adozione più ampia. Le attività esaminate comprendono la sintesi, la trascrizione, l’oscuramento di informazioni, la stesura di testi in linguaggio accessibile, le attività amministrative e dirigenziali, la ricostruzione di cronologie e l’analisi di documenti.

I progetti pilota hanno inoltre verificato l’affidabilità degli strumenti, la quantità di controlli umani necessari, le modalità di trattamento del materiale sensibile e le garanzie richieste per l’uso operativo. Il documento non fornisce risultati sulle prestazioni né identifica gli strumenti utilizzati nei progetti pilota: non dimostra quindi che una determinata attività si sia rivelata abbastanza affidabile per l’uso ordinario.

Il nuovo documento segue le indicazioni sull’IA per la magistratura pubblicate per la prima volta nel dicembre 2023 e aggiornate nell’aprile e nell’ottobre 2025. Secondo la magistratura, quegli aggiornamenti precedenti affrontavano rischi tra cui le allucinazioni e i bias e ribadivano che i giudici restano responsabili del materiale prodotto a loro nome.

Si possono usare solo strumenti approvati

Per finalità giudiziarie, il documento consente soltanto l’uso di strumenti di IA approvati. Non ne pubblica un elenco, citando la rapidità del cambiamento tecnologico, ma stabilisce che gli strumenti approvati devono prevedere la conservazione dei dati nel Regno Unito, la protezione dei dati di livello aziendale e l’accesso al web disabilitato.

Prima che se ne prenda in considerazione un’adozione più ampia, i nuovi strumenti devono essere approvati e valutati, oltre a essere sottoposti a una revisione continua. Un gruppo centrale di coordinamento presieduto dal giudice responsabile per l’IA è designato come unico canale per la supervisione dello sviluppo, dei progetti pilota e dell’adozione dell’IA; anche le nuove applicazioni proposte devono essere sottoposte ai vertici della magistratura.

Formazione e revisione affiancano le garanzie

Il Judicial College offre formazione sull’IA, supporto pratico e indicazioni attraverso sessioni in presenza e online, con materiali che comprendono registrazioni. Secondo il documento, parte della formazione riguarda competenze generali, mentre altri materiali trattano specifici progetti pilota, strumenti o prodotti.

Il gruppo di coordinamento terrà la politica sotto esame e potrà modificare gli usi approvati, le garanzie o le disposizioni di governance in risposta a valutazioni, incidenti o rischi emergenti. Per ora, le condizioni pubblicate sono chiare: l’IA può assistere nell’attività giudiziaria, ma un giudice deve controllarne i risultati, mantenere la responsabilità e prendere la decisione.

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