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Un consigliere della banca centrale cinese: l’IA potrebbe aggravare la debolezza della domanda
Huang Yiping, membro del comitato di politica monetaria della Banca popolare cinese, avverte che l’IA potrebbe allargare il divario tra la forte offerta cinese e la debole domanda interna. Invoca redditi più alti per le famiglie, riforme di

AI.info Team ·
La spinta della Cina sull’intelligenza artificiale potrebbe rendere più difficile risolvere uno dei maggiori problemi economici del Paese: fabbriche e imprese producono più di quanto le famiglie siano disposte o in grado di acquistare.
Huang Yiping, membro del comitato di politica monetaria della Banca popolare cinese, ha dichiarato il 19 settembre che una diffusione più ampia dell’IA e un’innovazione più rapida potrebbero aggravare e prolungare lo squilibrio tra una forte offerta e una domanda debole. Ha parlato al Forum dei capi economisti della Tsinghua PBCSF 2026 a Pechino, mentre i responsabili delle politiche cercano di rilanciare i consumi dopo una prolungata crisi immobiliare, le difficoltà finanziarie degli enti locali e la prudenza delle famiglie nelle spese.
«Con una diffusione più ampia dell’IA e un’accelerazione dell’innovazione, lo squilibrio tra una forte offerta e una domanda debole potrebbe aggravarsi», ha dichiarato Huang, secondo la notizia di Reuters ripresa da MarketScreener.
L’IA potrebbe far crescere la produzione più rapidamente dei redditi
L’allarme di Huang si fonda su un rischio economico diretto. L’IA può aumentare la produttività e ampliare la quantità di beni e servizi che un’economia è in grado di produrre, ma i benefici potrebbero non raggiungere le famiglie abbastanza rapidamente da sostenere una crescita equivalente dei consumi.
Una trascrizione delle dichiarazioni di Huang pubblicata da Sina Finance afferma che ha collegato il problema alla distribuzione dei redditi. Se i rendimenti delle nuove tecnologie affluiscono soprattutto al capitale anziché ai lavoratori, i redditi delle famiglie potrebbero crescere più lentamente della produttività e della produzione, lasciando la domanda complessiva al di sotto dell’offerta complessiva.
Huang ha paragonato questo rischio ai primi effetti della rivoluzione industriale, quando i forti aumenti della produttività non si tradussero immediatamente in redditi più alti per i lavoratori o in condizioni di vita migliori. Non sosteneva che l’IA andasse respinta, ma che i suoi benefici economici potrebbero ampliare il problema della domanda se la distribuzione non tenesse il passo con la produzione.
Il problema della domanda interna cinese precede l’IA
Da anni la Cina cerca di ridurre la propria dipendenza dagli investimenti e dalle esportazioni, incoraggiando al contempo le famiglie a spendere di più. La crisi immobiliare ha indebolito la fiducia, gli enti locali devono fare i conti con le pressioni del debito e i consumatori sono rimasti prudenti, lasciando ai responsabili delle politiche meno fonti affidabili di crescita interna.
Huang ha individuato tre caratteristiche strutturali alla base dello squilibrio economico cinese: un elevato tasso di risparmio, il ruolo importante degli enti locali nell’attività economica e un’eccedenza di manodopera. Ha affermato che stimolare la domanda resta la via fondamentale per un’economia più equilibrata, anche se i dati dal 2018 al 2025 indicavano che gli investimenti, anziché i consumi, erano il fattore marginale alla base dell’ampliamento dello squilibrio esterno del Paese.
La distinzione è importante per le politiche sull’IA. Gli investimenti in centri dati, attrezzature industriali e tecnologia possono far crescere la produzione e le esportazioni prima di generare ampi aumenti del potere d’acquisto delle famiglie. Un boom globale dell’IA ha già sostenuto le esportazioni cinesi quest’anno, attutendo la debolezza della domanda interna, ha riferito Reuters, ma la crescita delle esportazioni non risolve da sola il divario nell’economia nazionale.
Huang invoca una crescita dei redditi e riforme di mercato
Huang ha affermato che la Cina dovrebbe attribuire ai mercati un ruolo maggiore nell’allocazione delle risorse e aumentare la quota del reddito nazionale che va alle famiglie. Redditi familiari più alti darebbero ai consumatori maggiore capacità di spesa, mentre le riforme di mercato potrebbero ridurre gli incentivi a indirizzare il capitale verso un’ulteriore produzione senza una domanda sufficiente a sostenerla.
Ha inoltre sostenuto che la Cina dovrebbe approfondire gli investimenti all’estero e la cooperazione industriale, anziché affidarsi soltanto alle esportazioni. La raccomandazione arriva mentre gli Stati Uniti e altri partner commerciali accusano Pechino di consentire che l’eccesso di capacità industriale spinga beni a basso costo sui mercati esteri. Spostare più investimenti e produzione verso attività all’estero potrebbe allentare parte della pressione sull’economia interna cinese, ma non sostituirebbe una domanda più forte da parte delle famiglie.
Perché il risanamento dei bilanci è parte della soluzione
Huang ha proposto che il governo centrale si indebiti di più per risanare i bilanci degli enti locali, degli istituti finanziari e delle imprese. Il suo ragionamento è che i soggetti gravati dai debiti o con risorse finanziarie esaurite non possono reagire appieno alle misure di stimolo convenzionali.
«Senza ripristinare la capacità di questi soggetti di intraprendere nuove attività economiche, le politiche di stimolo avrebbero un effetto limitato», ha dichiarato Huang, secondo Reuters.
La proposta non prevede un obiettivo specifico di indebitamento né una tempistica. Evidenzia però un problema di politica economica che i soli tagli dei tassi d’interesse non possono affrontare: la debolezza della domanda è legata alla situazione finanziaria delle istituzioni, delle imprese e delle famiglie chiamate a spendere o investire.
Le politiche sull’IA devono ora fare i conti con la domanda
Gli investimenti cinesi nell’IA possono rafforzare la capacità industriale, le esportazioni di tecnologia e la produttività. L’allarme di Huang è che questi progressi potrebbero accentuare lo squilibrio già esistente nell’economia, se la produzione crescesse più rapidamente dei salari, dell’occupazione o della fiducia delle famiglie.
I responsabili delle politiche si trovano quindi ad affrontare due compiti collegati. Devono sostenere i settori tecnologici in grado di aumentare la produttività e, al tempo stesso, accrescere i redditi delle famiglie e risanare i bilanci da cui dipende la possibilità per consumatori, imprese ed enti locali di partecipare alla prossima fase di crescita.
Per Huang, la questione immediata non è se l’IA possa produrre di più. È se le famiglie cinesi riceveranno una quota sufficiente del reddito generato da quella produzione aggiuntiva per poterla acquistare.