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Una falla nell’app ChatGPT per Mac permetteva al codice locale di accedere alle chat e alle sessioni del browser

OpenAI ha corretto una vulnerabilità di ChatGPT per macOS che poteva consentire a un malware già presente sul Mac di accedere alle conversazioni dell’app e di interagire con le sessioni del browser. Il ricercatore Patrick Wardle ha dichiara

Una falla nell’app ChatGPT per Mac permetteva al codice locale di accedere alle chat e alle sessioni del browser

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

L’app ChatGPT di OpenAI per macOS verificava le firme digitali a più livelli per impedire a software esterni di spacciarsi per componenti attendibili. I ricercatori della Objective-See Foundation hanno trovato un modo per aggirare questi controlli: un interprete di script considerato attendibile dall’app poteva essere usato per far arrivare uno script non attendibile al processo principale di ChatGPT. Secondo WIRED, poteva sfruttare la falla solo un aggressore che avesse già installato un malware sul Mac. OpenAI ha corretto la vulnerabilità, ma la scoperta mostra come l’accesso di un’app ai dati degli utenti possa diventare un punto debole quando le sue protezioni interne non funzionano.

Tre controlli, un modo per aggirarli

Secondo quanto riportato da WIRED, i componenti dell’app verificano le firme digitali quando comunicano tra loro. I controlli esaminano anche il processo padre e quello nonno del processo che effettua la richiesta, creando un’ulteriore separazione tra un programma esterno e il processo di ChatGPT che potrebbe tentare di influenzare. I ricercatori di Objective-See hanno scoperto che un aggressore poteva far sì che l’interprete di script avviasse sé stesso tre volte, superando così i controlli sulla provenienza del processo prima di effettuare una richiesta.

Ottenuto questo punto d’accesso, un aggressore avrebbe potuto prendere il controllo di ChatGPT sul Mac della vittima e accedere alle conversazioni e ad altri dati conservati dall’app. Avrebbe anche potuto indurre ChatGPT a impartire comandi per accedere a un browser o ad altre applicazioni sensibili, facendo apparire le richieste come provenienti da software legittimo di OpenAI. L’articolo descrive un attacco potenziale; non afferma che la falla sia stata usata contro delle vittime.

«Gli agenti hanno bisogno di ampi permessi di accesso per svolgere il loro lavoro», ha detto Wardle a WIRED. «Sono come il responsabile di un edificio che ha le chiavi di tutte le stanze. Quindi, se possono essere compromessi o manomessi, è un problema molto serio».

Patrick Wardle, analista software e ricercatore di lunga data su macOS, Objective-See Foundation

Una dozzina di righe per raggiungere il processo principale

Wardle ha detto a WIRED che per la sua prova di concetto sono bastate circa dodici righe di codice. Ha definito «di una banalità assurda» lo sfruttamento della vulnerabilità, anche se WIRED osserva che richiedeva la presenza di un malware già installato sul dispositivo. Il rischio non dipendeva dalla capacità di un aggressore di violare direttamente i controlli delle firme digitali: il punto debole era la possibilità di trasformare l’interprete attendibile in un canale per istruzioni non attendibili.

Il registro delle modifiche di OpenAI riporta un aggiornamento di sicurezza per macOS datato 25 settembre 2026 e indica che la versione 26.924.20706 ha corretto CVE-2026-100754, attribuendo la scoperta a Wardle. Al 3 ottobre, nessuna scheda relativa a quel numero CVE era stata pubblicata su cve.org o nel National Vulnerability Database degli Stati Uniti. Il portavoce di OpenAI Shane Bauer ha detto a WIRED che l’azienda continua ad aggiornare le proprie pratiche di sicurezza, ma riconosce la necessità di muoversi più rapidamente. Il registro delle modifiche conferma la correzione, ma non descrive il funzionamento della vulnerabilità.

La correzione risolve una falla, non la questione dell’accesso

L’accesso locale di ChatGPT è uno degli elementi che rendono utile l’app desktop: i suoi componenti possono operare nell’intero sistema e interagire con altre applicazioni. Quello stesso accesso offre agli aggressori un bersaglio prezioso se riescono a reindirizzare o manomettere un componente attendibile. L’analogia di Wardle mette in luce il compromesso sul piano della sicurezza: quando i suoi confini di fiducia interni cedono, uno strumento con ampi permessi può esporre più della propria finestra di conversazione.

Wardle prevede di presentare un’analisi di diversi bug delle app di IA per macOS alla conferenza sulla sicurezza Objective by the Sea, a novembre. Ha anche detto a WIRED di aver inviato a OpenAI una segnalazione separata di vulnerabilità riguardante l’integrazione di ChatGPT con il suo assistente Dots; al momento della pubblicazione, OpenAI stava esaminando la segnalazione. La voce del 25 settembre, a cui rimanda WIRED, figura tra gli aggiornamenti «App desktop ChatGPT» del registro delle modifiche; il suo testo cita macOS, ma non il componente vulnerabile.

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