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AT&T prevede altri tagli al personale mentre l’IA trasforma la sua rete di telecomunicazioni
AT&T ha tagliato circa 2.100 posti di lavoro nella prima metà del 2026 e afferma che il personale diminuirà ulteriormente con la diffusione dell’IA e dell’automazione della rete. L’azienda sta anche dismettendo le infrastrutture in rame, tr

AI.info Team ·
A giugno AT&T aveva quasi 131.000 dipendenti, ma l’azienda afferma che tra cinque anni il suo organico sarà diverso. Il gigante delle telecomunicazioni ha già tagliato circa 2.100 posti di lavoro nella prima metà del 2026, dopo averne eliminati 8.000 nel 2025, e collega ulteriori riduzioni all’IA, all’automazione della rete e alla dismissione delle infrastrutture più vecchie.
«Tra cinque anni non avremo lo stesso organico di oggi», dice a WIRED Jeremy Legg, direttore tecnologico di AT&T. L’azienda contesta una cifra indicata da una persona che conosce la società come possibile obiettivo di circa 85.000 dipendenti entro il 2030, ma Legg conferma che il personale continuerà a diminuire.
Il personale di AT&T è già meno della metà rispetto al passato
Negli ultimi dieci anni AT&T ha ridotto il proprio personale di oltre la metà. Gli ultimi tagli arrivano mentre i dirigenti sostengono che le sue attività richiedano ancora più manodopera di quelle dei concorrenti Verizon e T-Mobile, che hanno anch’essi ridotto il personale.
I dati finanziari pubblici mostrano che l’anno scorso AT&T ha generato meno ricavi per dipendente rispetto a quei concorrenti. Legg afferma che nelle decisioni sul personale l’azienda tiene conto dei confronti con i concorrenti, oltre che dei risparmi resi possibili da software in grado di svolgere attività un tempo affidate ai team del servizio clienti, agli sviluppatori, ai tecnici e ai responsabili.
John Stankey, amministratore delegato di AT&T, ha descritto l’obiettivo dell’azienda per la fine del decennio come un’attività «radicalmente diversa», incentrata su Internet in fibra e servizi wireless. Questa trasformazione lascia meno spazio alle tradizionali attività telefoniche dell’azienda, che dipendono ancora da sistemi obsoleti e processi manuali.
L’IA arriva dal servizio clienti alla riparazione della rete
AT&T usa l’IA nel servizio clienti, nello sviluppo software e nella gestione della rete. I suoi sistemi aiutano a individuare le posizioni per le nuove antenne cellulari, rilevare problemi di manutenzione e gestire i disservizi. GeoModeler, un sistema di IA generativa sviluppato da AT&T, può modificare le impostazioni della rete durante eventi rari come condizioni meteorologiche estreme.
L’azienda sta anche automatizzando attività che dipendono ancora da documenti cartacei. La disattivazione da parte di un cliente di una linea telefonica tradizionale può avviare processi che un tempo richiedevano ai dipendenti di gestire moduli e aggiornare manualmente i sistemi. AT&T sta sostituendo parte di quel flusso di lavoro con software, mentre smantella l’attività costruita attorno alla telefonia fissa e alle linee DSL.
AT&T afferma che nel 2025 la sua piattaforma interna di IA, Ask AT&T, ha elaborato in media 27 miliardi di token al giorno. Il rapporto di sostenibilità dell’azienda afferma che l’uso dell’IA generativa ha contribuito a risparmi complessivi sui costi pari a 1 miliardo di dollari l’anno scorso e che AT&T prevede che l’IA contribuirà a un impegno più ampio di risparmio pari a 4 miliardi di dollari entro il 2028. Il rapporto afferma inoltre che nel 2025 20.000 dipendenti hanno ricevuto licenze di Microsoft Copilot.
Le centrali telefoniche lasciano il posto al software cloud
A partire dal 2027, AT&T prevede di sostituire le apparecchiature fisiche in migliaia di centrali con software cloud di DriveNets, una startup israeliana in cui AT&T ha investito. Il cambiamento consentirà ai tecnici di apportare da remoto alcune modifiche alla rete, comprese quelle richieste dai clienti che vogliono un servizio Internet più veloce.
Si prevede che questa transizione ridurrà la necessità di alcuni quadri intermedi e sviluppatori junior. Cambieranno anche le mansioni dei tecnici: meno attività riguarderanno la manutenzione delle apparecchiature nelle centrali, mentre aumenteranno quelle legate alle reti in fibra, alle piattaforme software e ai sistemi automatizzati.
La transizione di AT&T dal rame ha anche una componente energetica. L’azienda afferma che il consumo energetico totale è diminuito del 13,1 per cento dal 2020 alla fine del 2025. Secondo AT&T, dal 2024 il passaggio dal rame ha permesso di risparmiare 660.000 megawattora di elettricità, all’incirca il consumo annuo di 65.000 abitazioni.
Meno lavoratori, mansioni diverse
Legg afferma che AT&T prevede di continuare ad assumere anche mentre il personale complessivo si riduce. I nuovi posti di lavoro saranno incentrati sullo sviluppo e sulla gestione di agenti di IA, sul monitoraggio dei processi automatizzati e sulla manutenzione delle linee in fibra.
La policy interna di AT&T sull’IA responsabile afferma che l’azienda intende usare l’IA per potenziare il personale, non per sostituirlo. Prima di poter accedere agli strumenti interni di IA generativa, i dipendenti devono completare una formazione sulle policy relative all’IA; inoltre, Ask AT&T Academy offre corsi di livello base, intermedio e avanzato.
La posizione pubblica dell’azienda non elimina la tensione tra riqualificazione e riduzione del personale. Secondo i dati federali citati da WIRED, i posti di lavoro nel settore delle telecomunicazioni negli Stati Uniti sono in calo da 25 anni e l’IA potrebbe accelerare questa tendenza, anche quando i dirigenti descrivono il cambiamento come un miglioramento della produttività.
La rete in rame se ne va insieme alla vecchia AT&T
AT&T sta anche dismettendo la rete in rame che forniva il servizio telefonico tradizionale e Internet DSL. Spesso l’azienda deve ottenere l’approvazione statale o federale prima di interrompere questi servizi, soprattutto nelle aree rurali, dove i clienti potrebbero non avere alternative praticabili. Nelle comunità preoccupate di perdere l’accesso alla telefonia fissa si è già manifestata opposizione locale.
La rete futura dell’azienda farà maggiore affidamento sulla fibra, sui sistemi wireless e su operazioni gestite via software. Questo modello promette costi di manutenzione inferiori e meno interventi manuali, ma lascia anche ad AT&T un personale più ridotto, responsabile di un sistema più automatizzato.
Il calcolo di AT&T è diretto: meno dipendenti, meno apparecchiature obsolete e più software dovrebbero rendere l’azienda più snella. Resta da capire quanti dei posti di lavoro eliminati torneranno sotto forma di nuovi ruoli tecnici e quanti lavoratori riusciranno a compiere questa transizione prima che le vecchie mansioni scompaiano.