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AstroForge affida il comando di una sonda spaziale al suo sistema di IA Solo

AstroForge si prepara a far volare Solo, un sistema di controllo basato su transformer sviluppato internamente, a bordo di veicoli spaziali progettati per missioni nello spazio profondo. Secondo l’azienda, il sistema potrebbe diagnosticare

AstroForge affida il comando di una sonda spaziale al suo sistema di IA Solo

AI.info Team ·

AstroForge vuole che i suoi veicoli spaziali risolvano i problemi prima che la Terra possa intervenire

AstroForge si prepara ad affidare il comando di un veicolo spaziale a un sistema di intelligenza artificiale, sostituendo parte degli interventi da Terra con decisioni prese a bordo. Solo, il sistema della startup, è un insieme di componenti software di controllo basato su transformer, progettato per individuare guasti, collegare sintomi rilevati in diversi sistemi del veicolo e tentare interventi correttivi senza attendere un controllore di volo.

Il progetto affronta un problema che AstroForge ha incontrato direttamente. Il suo veicolo spaziale Odin è stato lanciato nello spazio profondo nel 2025, ma l’azienda ha avuto difficoltà a comunicare con esso e alla fine non è riuscita a riprenderne il controllo. Le missioni nello spazio profondo dipendono da un numero limitato di antenne potenti e da finestre di comunicazione ristrette: quando si verifica un guasto, resta poco tempo per intervenire.

«Sarebbe stato possibile recuperarlo avendo a disposizione tutti i dati presenti sul veicolo spaziale? Non lo so, ma posso dire che nulla a bordo ci ha provato, e mi piacerebbe che qualcosa a bordo facesse un tentativo se il veicolo spaziale fosse irrecuperabile al lancio», ha detto a TechCrunch Matthew Gialich, cofondatore e CEO di AstroForge.

Solo combina controlli convenzionali con un modello transformer

AstroForge non affida ogni funzione del veicolo spaziale a un chatbot generico. Armand Awad, responsabile del software di volo dell’azienda, ha spiegato che Solo combina algoritmi di controllo tradizionali con modelli addestrati su dati di test relativi ai singoli sottosistemi, tra cui la generazione di energia e la navigazione. Un livello superiore di intelligenza utilizza i dati di circa 2.500 sensori del veicolo.

Il sistema proposto ha volutamente un ambito d’azione ristretto. Gialich lo ha descritto come «un’autonomia vincolata, con un input dei sensori molto limitato», anziché come un sistema generico capace di gestire qualsiasi veicolo spaziale. La distinzione è importante perché l’autonomia dei veicoli spaziali convenzionali si basa ancora in larga misura su software di controllo deterministico, anche perché le reti neurali possono comportarsi in modo imprevedibile in condizioni non rappresentate nei dati di addestramento.

L’esempio citato da AstroForge è una catena di piccoli guasti che, se trascurati, potrebbero diventare gravi. Solo potrebbe rilevare che il veicolo ha perso la stima della propria posizione, associare un’anomalia nell’alimentazione al malfunzionamento di un sensore stellare e riavviare l’hardware interessato. Awad ha descritto l’intervento probabile in termini semplici: «in questo caso, probabilmente spegnerlo e riaccenderlo».

DeepSpace-2 metterà alla prova Solo prima della piena autonomia

Il terzo veicolo spaziale dell’azienda, DeepSpace-2, dovrebbe trasportare Solo in «modalità ombra». In questa configurazione, il sistema osserverà le operazioni del veicolo e formulerà raccomandazioni, mentre gli ingegneri di AstroForge manterranno il controllo. Il test servirà a far emergere eventuali problemi e a misurare le prestazioni del sistema prima che l’azienda gli affidi il controllo di una missione successiva.

AstroForge ha descritto DeepSpace-2 come un veicolo interplanetario di circa 200 chilogrammi, progettato per percorrere milioni di chilometri e raggiungere un asteroide vicino alla Terra. Secondo materiali diffusi in precedenza dall’azienda, il veicolo userà una fotocamera monocromatica ad alta risoluzione per studiare la forma, la struttura e la possibile composizione minerale dell’asteroide. TechCrunch riferisce che il lancio di DeepSpace-2 è previsto insieme alla terza missione lunare di Intuitive Machines entro la fine del 2026.

L’obiettivo immediato non è l’estrazione mineraria dagli asteroidi. DeepSpace-2 è una missione tecnologica e di ricognizione, mentre il primo volo completamente autonomo di Solo è previsto per il 2027, a bordo del primo razzo lanciato da Stoke Space. La missione, sostenuta dalla NASA, dovrebbe raccogliere dati scientifici sul Sole.

AstroForge valuta il software come alternativa a una rete di terra da 200 milioni di dollari

Gialich ha presentato la decisione come una scelta economica. Costruire una rete di terra dedicata con cinque antenne paraboliche in tutto il mondo, ha detto, costerebbe circa 200 milioni di dollari, prima ancora delle spese operative. AstroForge sta invece verificando se il software possa ridurre le infrastrutture necessarie per mantenere operativo e produttivo un veicolo spaziale.

«La scelta, per me, è questa: costruisco una mia rete di terra, che costerà [circa] 200 milioni di dollari per installare cinque antenne paraboliche in tutto il mondo, a cui si aggiungeranno i costi di gestione, oppure provo a farne a meno grazie a un modello?», ha detto Gialich.

La scelta riflette anche la storia dell’azienda. Fondata nel 2022 e sostenuta da 56 milioni di dollari di finanziamenti di venture capital, AstroForge ha lanciato due prototipi di veicoli spaziali. Entrambi hanno subito anomalie che hanno impedito loro di raggiungere la maggior parte degli obiettivi di missione, secondo TechCrunch. La startup considera ora l’autonomia a bordo una risposta ai limiti operativi, non soltanto un progetto di ricerca.

La versione più radicale eliminerebbe la radio

La missione Autonomy-1 proposta da AstroForge potrebbe spingersi oltre un sistema di riserva automatizzato. Gialich ha detto a TechCrunch che, al momento, non prevede di installare su quel veicolo spaziale radio capaci di ricevere comandi dalla Terra: una decisione che costringerebbe Solo a operare in modo indipendente dopo il lancio.

«Per ora dobbiamo puntare tutto su questa soluzione. Probabilmente, prima del lancio, il team mi convincerà a installare le radio. Ma al momento dico loro: niente radio», ha detto Gialich.

Il piano non è definitivo e prima si svolgerà il test in modalità ombra su DeepSpace-2. Per AstroForge, la misura concreta del successo sarà la capacità di Solo di reagire correttamente alle condizioni reali del veicolo spaziale, senza che un esperimento software si trasformi nella perdita di un altro veicolo.

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