Vai al contenuto
AI.info

The Pulse

Il tribunale di Aquisgrana estende la pronuncia sulla responsabilità di Google per la ricerca con IA

Il Tribunale regionale di Aquisgrana ha vietato a Google di ripetere false affermazioni su un medico generate dalla funzione di ricerca AI Mode. L’ordinanza di settembre riprende il ragionamento seguito in un caso a Monaco, dove una distint

Il tribunale di Aquisgrana estende la pronuncia sulla responsabilità di Google per la ricerca con IA

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Il 24 settembre, il Tribunale regionale di Aquisgrana ha ordinato a Google di smettere di diffondere, attraverso la funzione di ricerca AI Mode, tre false ricostruzioni riguardanti un medico. Le affermazioni lo collegavano erroneamente ad accuse e procedimenti penali relativi a un altro ex professore universitario. La pronuncia applica un ragionamento adottato per la prima volta in un distinto caso a Monaco: una risposta di ricerca generata dall’IA può essere considerata un’affermazione di Google stessa, non soltanto una presentazione di informazioni tratte da altri siti web.

Un risultato di ricerca ha attribuito a un medico il caso di un altro professore

Il medico di Aquisgrana era stato primario e professore di neuroradiologia fino a giugno 2026. Il 28 agosto, un collega lo ha avvertito che AI Mode di Google attribuiva la sua uscita dall’ospedale a una presunta aggressione sessuale ai danni della sua segretaria. Ricerche successive sulla sua sospensione, sul suo licenziamento e sui procedimenti giudiziari hanno prodotto risposte più lunghe, tra cui una ricostruzione inventata delle vicende giudiziarie.

Il caso penale descritto in quelle risposte riguardava un altro ex professore, ha accertato il tribunale. A fine agosto il medico ha chiesto a Google di rimuovere il materiale e ha inviato una diffida formale, ma secondo il tribunale il testo falso era ancora disponibile. Il tribunale ha emesso l’ordinanza senza aver prima sentito Google, citando il rischio di un grave danno alla reputazione professionale del medico.

L’ordinanza vieta a Google di diffondere le tre versioni contestate. Ogni violazione potrebbe comportare una multa fino a 250.000 euro. Google può impugnare l’ordinanza, che non è definitiva.

Per il tribunale di Aquisgrana, AI Mode è più di un elenco di link

Il tribunale non ha considerato le risposte come semplici rimandi a materiale di terzi. Ha affermato che il sistema di Google produceva affermazioni sostanziali valutando e combinando informazioni, e che l’azienda poteva verificarle confrontandole con i siti web utilizzati. La pronuncia afferma inoltre che le obiezioni del medico, se sottoposte al sistema di IA, avrebbero fatto emergere l’errore.

«La parte resistente fornisce una ricerca generata dall’IA ed è quindi responsabile anche delle risposte generate in questo contesto.»

Landgericht Aachen, citato da The Decoder

Questo principio riecheggia la decisione del 28 maggio del Tribunale regionale I di Monaco. In quel caso, AI Overviews di Google aveva collegato due editori di Monaco a truffe, trappole degli abbonamenti e altre pratiche discutibili, includendo affermazioni che non comparivano nelle fonti citate. Il tribunale di Monaco ha classificato i riepiloghi come contenuti attribuibili a Google e ha vietato all’azienda di ripetere determinate affermazioni.

La pronuncia di Monaco non è più efficace

Google ha impugnato la decisione di Monaco, ma le parti hanno poi raggiunto un accordo. Il fascicolo ufficiale del tribunale indica che l’accordo ha concluso il procedimento e reso priva di oggetto la pronuncia di maggio; nessun tribunale d’appello si è pronunciato sul ragionamento alla sua base. L’ordinanza di Aquisgrana rappresenta dunque l’applicazione di un approccio simile da parte di un secondo tribunale, non un precedente vincolante di un tribunale superiore.

La differenza procedurale conta. L’ordinanza di Aquisgrana è provvisoria ed è stata emessa senza che Google fosse prima sentita, mentre anche la pronuncia di Monaco è scaturita da un procedimento cautelare. La decisione di Aquisgrana non stabilisce come i tribunali tedeschi tratteranno ogni risposta di ricerca generata dall’IA, né che cosa Google debba fare in tutti i suoi servizi per prevenire errori simili.

Il confine tra ricerca e paternità dei contenuti resta controverso

Per i risultati di ricerca convenzionali, i tribunali tedeschi hanno generalmente considerato il gestore come un soggetto che indirizza gli utenti verso materiale di terzi; la responsabilità dipende spesso dalla segnalazione di contenuti illeciti. Le nuove decisioni distinguono il caso delle risposte generative che assemblano affermazioni in una narrazione autonoma. Ad Aquisgrana, questa distinzione è stata applicata ad AI Mode, estendendo l’argomentazione oltre AI Overviews, oggetto del caso di Monaco.

Entrambe le pronunce riguardano specifiche affermazioni false e ordinanze circoscritte, non stabiliscono in generale che Google sia responsabile di ogni errore dell’IA. La portata delle due decisioni dipenderà dall’esito di un’eventuale impugnazione dell’ordinanza di Aquisgrana e dall’adozione dello stesso ragionamento da parte di un altro tribunale. Per ora, Google è destinataria di un’ordinanza relativa a tre risposte di AI Mode su un medico, con una possibile multa di 250.000 euro per ogni violazione.

Fonti

Esplora

Altri articoli