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XBOW ha realizzato un exploit per Chrome con agenti di IA in sei giorni

XBOW afferma che un ricercatore e alcuni agenti di IA hanno realizzato in sei giorni un exploit per Chrome su Windows basato su tre bug, ottenendo una ricompensa di 250.000 dollari da Google. Secondo l’azienda, le falle sono state corrette

XBOW ha realizzato un exploit per Chrome con agenti di IA in sei giorni

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

Secondo XBOW, sarebbe bastato caricare una pagina web perché un aggressore potesse prendere il controllo di un computer Windows attraverso Chrome. Il 13 ottobre l’azienda ha annunciato che Google le ha assegnato 250.000 dollari per una catena di exploit realizzata con agenti di IA; afferma inoltre che Google ha riprodotto l’attacco e corretto le falle prima che fossero usate contro gli utenti di Chrome. La comunicazione mette fianco a fianco due dati: la portata potenziale era enorme, ma XBOW non segnala vittime.

La realizzazione in sei giorni è seguita a un primo tentativo fallito

XBOW afferma che la catena premiata ha richiesto sei giorni di lavoro e costi di calcolo stimati in 40.000 dollari. Quel periodo non comprende l’intero progetto. In un resoconto separato sul blog dell’azienda, il fondatore e CEO Oege de Moor racconta che i lavori sono iniziati all’inizio del 2026, con l’obiettivo di produrre una catena completa di exploit per Chrome entro la conferenza sulla cybersicurezza Black Hat di agosto.

La prima catena assemblata dal team non era ammissibile: Google ha comunicato a XBOW che era già a conoscenza di uno dei bug. I ricercatori avevano costruito l’attacco a partire da tre componenti, ciascuno con un’alternativa: hanno così potuto sostituire il bug non ammissibile anziché ricominciare da capo. Secondo XBOW, il ricercatore Brendan Dolan-Gavitt e gli agenti di IA hanno realizzato la componente sostitutiva dal 2 al 7 agosto a Las Vegas.

Quattro ricercatori — Dolan-Gavitt, Andres Luksenberg, Baul Lee e Willem Pinckaers — hanno lavorato al progetto più ampio, usando GPT-5.6 Sol di OpenAI e versioni precedenti. XBOW descrive il lavoro di sostituzione svolto in sei giorni come una collaborazione tra un ricercatore e gli agenti. La distinzione conta: nel resoconto dell’azienda, non è un sistema completamente autonomo a scoprire e assemblare da solo l’exploit.

«Vulnerabilità distinte, magari anche di bassa gravità, possono ora essere concatenate in un percorso di exploit ad alta gravità»,

Oege de Moor, fondatore e CEO di XBOW

Tre bug hanno superato i livelli di protezione di Chrome

Secondo XBOW, la catena ha attraversato i confini di due sandbox in tre fasi. Un bug in V8, il motore JavaScript di Chrome, ha dato a un aggressore il controllo della memoria all’interno della sandbox del motore. Una falla nel decodificatore delle immagini WebP animate ha poi consentito di uscire da quella sandbox, mentre un terzo bug in Crashpad, il componente di Chrome che gestisce i crash, ha portato all’esecuzione di codice al di fuori dell’ambiente isolato del browser.

È stato il passaggio finale a trasformare falle software distinte in una catena completa di exploit: secondo XBOW, dopo che un utente aveva semplicemente caricato una pagina web, un programma avrebbe potuto essere eseguito fuori dalla sandbox di Chrome. L’azienda afferma che tale accesso avrebbe potuto consentire a un aggressore di installare malware o spyware, rubare file o credenziali oppure usare il computer compromesso come punto d’appoggio per ulteriori attacchi.

XBOW stima che, prima delle correzioni, la categoria di falle interessata esponesse potenzialmente all’attacco circa un miliardo di persone che usano Chrome su Windows. La cifra indica una possibile esposizione, non il numero di utenti compromessi. L’azienda afferma che gli ingegneri di Google hanno riprodotto l’exploit, confermato i bug e distribuito le correzioni, e che le vulnerabilità non sono mai state usate contro gli utenti di Chrome.

Gli esseri umani hanno scelto la strada; gli agenti l’hanno messa alla prova

XBOW afferma che i suoi agenti hanno esaminato il codice sorgente di Chrome, messo alla prova idee, realizzato prove di concetto e preparato le prime versioni dell’exploit. I ricercatori hanno scelto su cosa concentrarsi, valutato i risultati degli agenti e reindirizzato il loro lavoro. L’azienda attribuisce il risultato a questa divisione dei compiti, non a un’azione indipendente del modello.

Nell’annuncio di XBOW, il responsabile della ricerca sulla cybersicurezza di OpenAI, Clint Gibler, ha detto che un ricercatore ha usato i modelli di OpenAI per trovare una catena che Google aveva già corretto. De Moor sostiene che chi si occupa di difesa dovrebbe usare strumenti simili per trovare percorsi sfruttabili nei propri software. XBOW afferma di voler destinare la ricompensa ad attività di sicurezza per organizzazioni senza scopo di lucro e di stare sviluppando un prodotto per testare software compilato, comprese applicazioni desktop, server e dispositivi embedded.

Agli utenti di Chrome, XBOW consiglia concretamente di installare gli aggiornamenti del browser e di riavviare Chrome quando viene richiesto: secondo l’azienda, le correzioni hanno effetto solo dopo il riavvio del browser. L’annuncio dell’azienda presenta l’exploit come una prova del fatto che la ricerca sulle vulnerabilità può procedere più rapidamente con l’assistenza dell’IA, mentre la storia del progetto mostra che il risultato ottenuto in sei giorni dipendeva da lavoro precedente, dalla guida dei ricercatori e da un piano di riserva per il caso in cui Google avesse già individuato una falla.

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