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Wesleyan conta 137 milioni di dollari di spesa per annunci politici generati con l’IA
Il Wesleyan Media Project ha contato 220 annunci politici realizzati almeno in parte con strumenti di IA, per una spesa di oltre 137 milioni di dollari durante il ciclo elettorale del 2026. Secondo la sua analisi del 15 ottobre, candidati e

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Gli annunci politici realizzati almeno in parte con l’intelligenza artificiale hanno assorbito oltre 137 milioni di dollari di spesa durante il ciclo elettorale del 2026, secondo un conteggio pubblicato il 15 ottobre dal Wesleyan Media Project. I ricercatori hanno contato 220 annunci di questo tipo e affermano che il totale è probabilmente sottostimato, perché l’uso dell’IA può essere difficile da riconoscere. La cifra segna un forte aumento rispetto ai meno di 50.000 dollari di spesa per annunci realizzati con l’IA che il progetto aveva individuato nel ciclo del 2024.
Gli sponsor repubblicani sono responsabili dell’88% della spesa
Candidati e gruppi repubblicani hanno finanziato l’81% degli annunci generati con l’IA presenti nel database, contro il 12% finanziato dai democratici. La quota restante è attribuibile a candidati indipendenti e gruppi promotori di annunci su temi specifici. Agli sponsor legati ai repubblicani è riconducibile una quota ancora maggiore della spesa: l’88% degli oltre 137 milioni di dollari.
Gli annunci sono comparsi in 34 stati, ma solo il 27% reca un’avvertenza che segnala l’uso dell’IA. «Gran parte dell’uso dell’IA non viene dichiarata con alcun tipo di avvertenza», ha dichiarato nel comunicato Erika Franklin Fowler, codirettrice del Wesleyan Media Project. Le cifre riguardano gli annunci individuati dai ricercatori, non un conteggio completo di tutti gli annunci elettorali in cui potrebbe essere stata usata l’IA.
Cosa comprende il conteggio e cosa gli sfugge
Il progetto monitora gli annunci generati o migliorati almeno in parte con strumenti di IA. I ricercatori si basano sulla propria classificazione, sulle avvertenze esplicite, sulle notizie riportate dai media, sulle etichette di AdImpact e sugli annunci segnalati dal personale del progetto e verificati dal team. La categoria comprende quindi più dei video o degli audio fabbricati: un annuncio può rientrarvi se l’IA ha avuto un ruolo nella sua creazione, senza aver prodotto l’intero spot.
La capacità di rilevare l’uso dell’IA è un limite fondamentale. I ricercatori affermano che può essere difficile stabilire se un’immagine sia stata creata con l’IA ed escludono gli annunci quando non riescono a determinarlo. Il progetto definisce i propri totali una sottostima, perché alcuni impieghi dell’IA potrebbero sfuggire anche a chi è formato per classificare gli annunci.
La stima della spesa si basa sui dati di AdImpact
Il comunicato di Wesleyan afferma che le stime della spesa per gli annunci individuati provengono da AdImpact. I 137 milioni di dollari sono una stima riferita agli annunci presenti nel database del progetto, non una misura diretta dei budget di produzione delle campagne né un conteggio delle volte in cui gli elettori hanno visto ciascun annuncio. Il comunicato non fornisce una ripartizione di quella spesa per annunci realizzati con l’IA per piattaforma o per singola campagna.
Il confronto con il 2024 è netto: meno di 50.000 dollari di spesa individuata allora, contro oltre 137 milioni di dollari oggi. Le due cifre restano però misure di ciò che il progetto è riuscito a individuare, e i ricercatori avvertono che gli usi non rilevati dell’IA potrebbero far salire il totale del ciclo attuale.
La mancanza di avvertenze resta la lacuna più evidente
Poiché poco più di un annuncio individuato su quattro reca un’avvertenza, la maggior parte degli annunci nel database non informa chi li guarda che l’IA ha contribuito a realizzarli. I risultati del progetto non dimostrano che tutti gli annunci privi di avvertenza siano ingannevoli, né che tutti gli annunci usino persone, voci o eventi sintetici. Mostrano quanto raramente l’uso dell’IA individuato sia accompagnato da un’avvertenza e quanta spesa sia già legata a questi annunci.
Mentre il progetto aggiorna il proprio conteggio, restano due incertezze collegate: quanta pubblicità realizzata con l’aiuto dell’IA i ricercatori non riescano ancora a rilevare e quanto spesso gli elettori vengano informati quando un annuncio che incontrano ha usato questa tecnologia. Per ora, il database contiene 220 annunci diffusi in 34 stati, di cui solo il 27% reca un’avvertenza.