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Un giudice ordina a OpenAI di consegnare i documenti relativi alle assunzioni di Apple

Un giudice federale ha ordinato a OpenAI di fornire ad Apple materiali relativi ai colloqui, immagini forensi e messaggi nell’ambito della causa sui segreti commerciali tra le due aziende. L’ordinanza fissa termini di 5 e 14 giorni per la c

Un giudice ordina a OpenAI di consegnare i documenti relativi alle assunzioni di Apple

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

«La Corte concorda con Apple sul fatto che Apple abbia bisogno di un’acquisizione anticipata delle prove per accertare la portata di qualsiasi presunta appropriazione indebita dei suoi segreti commerciali.»

Il giudice distrettuale federale Edward J. Davila, nell’ordinanza del 13 ottobre

Il 13 ottobre, il giudice distrettuale federale Edward J. Davila ha ordinato a OpenAI e agli altri convenuti di fornire ad Apple una serie limitata di documenti nell’ambito della causa sui segreti commerciali tra le due aziende. L’ordinanza accoglie in parte la richiesta di Apple di acquisire le prove con procedura accelerata, includendo i documenti usati per condurre i colloqui con dipendenti Apple candidati a posizioni nei gruppi di OpenAI dedicati all’hardware di consumo e alla robotica.

I convenuti devono rispondere entro 14 giorni, o entro 5 giorni per i materiali che hanno già raccolto in relazione alla causa. L’ordinanza consente inoltre ad Apple di ottenere le immagini forensi già raccolte dai convenuti e alcuni messaggi scambiati su LINE tra gli ex dipendenti Apple Chang Liu e Alyssa Peng.

Precedenza ai materiali dei colloqui e alle immagini dei dispositivi

I materiali relativi ai colloqui comprendono liste di controllo, guide, istruzioni, manuali e copioni. OpenAI deve inoltre produrre presentazioni tecniche e altri documenti che riassumano i colloqui con dipendenti Apple o facciano riferimento a tecnologie o componenti Apple. L’ordinanza riguarda i colloqui per il Consumer Hardware Products Group di OpenAI, incluso il suo gruppo di robotica.

I messaggi su LINE interessati dall’ordinanza sono le conversazioni tra Liu e Peng dal 1° gennaio 2026. Il giudice ha inoltre ordinato ai convenuti di produrre le immagini forensi che hanno già raccolto in relazione alle accuse di Apple, comprese quelle indicate nelle dichiarazioni depositate nel corso della causa.

Davila ha autorizzato le deposizioni di Liu, Peng e Tang Yew Tan, un altro ex dipendente Apple citato nella causa. Le deposizioni devono svolgersi entro 30 giorni da quando Apple avrà ricevuto tutte le risposte richieste dall’ordinanza. Il giudice ha inoltre consentito ad Apple di chiedere la deposizione di un rappresentante aziendale di OpenAI e dei convenuti a essa collegati su un tema circoscritto: i ruoli e le responsabilità delle persone citate per nome.

Davila pone un limite alle richieste sulla ricerca hardware

Apple aveva chiesto una serie più ampia di documenti mentre persegue un provvedimento ingiuntivo preliminare e indaga sulle proprie accuse. Il giudice ha rifiutato di accelerare l’acquisizione delle prove relative alla ricerca e allo sviluppo di OpenAI sulle finiture metalliche, sulla gestione dell’energia e sul funzionamento delle batterie per l’hardware di consumo. Ha affermato che tali richieste rientrano nella normale acquisizione delle prove sul merito, non in questa procedura accelerata.

Il giudice ha inoltre rinviato la decisione sulle richieste che usano l’espressione di Apple «Apple Originated Information», ritenendola troppo ampia nella sua definizione attuale. Apple può confrontarsi con i convenuti e presentare una definizione più circoscritta entro 5 giorni dall’ordinanza, affinché il giudice la valuti. In questa fase, Davila ha respinto la richiesta di Apple di ottenere la deposizione di una quarta persona.

L’ordinanza non decide sulle accuse di Apple

Apple ha intentato la causa il 10 luglio 2026, sostenendo che ex dipendenti abbiano portato con sé o condiviso informazioni riservate quando sono entrati in OpenAI e che l’azienda abbia tratto beneficio dal loro utilizzo. Si tratta di accuse in una causa ancora in corso, non di accertamenti secondo cui OpenAI o gli ex dipendenti si sarebbero appropriati indebitamente di segreti commerciali.

OpenAI si era opposta alla richiesta iniziale di Apple di acquisire le prove, sostenendo che fosse troppo ampia e che l’azienda non avesse dimostrato motivi sufficienti per una procedura accelerata. Dopo un’udienza sullo stato della causa a settembre, le parti hanno presentato richieste più circoscritte. Davila ha affermato che anche queste comportavano un onere notevole, ma ha ritenuto giustificata un’acquisizione anticipata e limitata delle prove, in parte perché dati forensi come registri e metadati potrebbero andare persi o essere sovrascritti.

La decisione dà ad Apple accesso a specifici documenti relativi ai colloqui, alle immagini dei dispositivi già raccolte e a un insieme definito di messaggi, lasciando le richieste più ampie sullo sviluppo hardware alla normale procedura di acquisizione delle prove. È un’ordinanza sull’acquisizione delle prove, non una decisione sulla fondatezza delle accuse di Apple relative ai segreti commerciali.

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