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L’FSB definisce 12 pratiche per l’IA nelle istituzioni finanziarie
Il Financial Stability Board ha definito 12 pratiche non vincolanti per le istituzioni finanziarie che adottano l’intelligenza artificiale. Le indicazioni riguardano la supervisione dei consigli di amministrazione, i rischi lungo il ciclo d

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Le indicazioni flessibili incontrano richieste di controlli più rigorosi
Il 15 ottobre il Financial Stability Board ha definito 12 pratiche per le istituzioni finanziarie che adottano l’IA, mantenendo un approccio flessibile e non vincolante, anche se chi ha risposto alla consultazione chiedeva indicazioni più dettagliate sui rischi legati ai sistemi autonomi e ai fornitori esterni. Le indicazioni invitano i consigli di amministrazione e i dirigenti a valutare come l’IA si inserisca nella strategia e nella propensione al rischio delle rispettive istituzioni, prevedendo controlli dallo sviluppo all’impiego.
La tensione emerge soprattutto sull’IA agentica: chi ha risposto alla consultazione chiedeva misure di tutela concrete per i sistemi in grado di pianificare e agire nell’ambito di più attività, mentre l’FSB afferma che le pratiche per i sistemi agentici e multiagente sono ancora in fase di sviluppo. Il rapporto finale aggiunge elementi da considerare per questi sistemi, ma non trasforma le raccomandazioni in uno standard internazionale vincolante.
«Le buone pratiche non sono prescrittive e non costituiscono uno standard internazionale vincolante.»
Financial Stability Board, «Sound Practices for Responsible Adoption of Artificial Intelligence (AI)»
I consigli di amministrazione supervisionano quattro pratiche estese all’intera organizzazione
Le prime quattro pratiche riguardano la governance dell’intera istituzione. Prevedono la supervisione del consiglio di amministrazione e dell’alta dirigenza, in linea con la strategia aziendale e la propensione al rischio; ruoli e responsabilità chiari; l’integrazione dei rischi dell’IA nei quadri esistenti di gestione del rischio, con la documentazione degli impieghi dell’IA; e un apprendimento continuo all’interno dell’organizzazione man mano che l’IA cambia.
Le altre otto pratiche riguardano il ciclo di vita dell’IA. Trattano la valutazione della rilevanza e del rischio di un caso d’uso, la scelta di sistemi adeguati, la governance dei dati, la spiegabilità e la trasparenza, il monitoraggio delle prestazioni, la supervisione umana, i rischi informatici e legati alle tecnologie dell’informazione e le dipendenze dai fornitori terzi di IA.
Secondo l’FSB, le istituzioni dovrebbero applicare le pratiche in misura proporzionata alle loro dimensioni, alla loro complessità, ai collegamenti con altre imprese e all’importanza delle funzioni che utilizzano l’IA. Un’istituzione più piccola o un’applicazione a rischio minore potrebbe richiedere controlli diversi da quelli necessari per una grande impresa che utilizza l’IA in una funzione critica.
La consultazione ha fatto emergere timori sui fornitori e sui sistemi agentici
L’FSB ha ricevuto circa 160 risposte alla consultazione, conclusa il 22 luglio 2026. Chi ha risposto ha sostenuto in generale l’approccio basato su principi e proporzionato dell’FSB, anche se alcuni hanno chiesto indicazioni più prescrittive. Sono state inoltre sollevate preoccupazioni per la scarsità di informazioni fornite dai fornitori terzi di modelli, la dipendenza da un numero ristretto di fornitori e la difficoltà di valutare i modelli di IA di frontiera.
In risposta, il rapporto finale aggiunge dettagli su documentazione, verificabilità e tracciabilità, compresa la necessità di ricostruire le azioni nei casi d’uso dell’IA agentica. Amplia la trattazione dei rischi legati a terzi includendo l’IA incorporata in prodotti esterni e nei servizi subappaltati, e sottolinea la trasparenza dei fornitori, il rischio di concentrazione, la pianificazione della continuità operativa e le strategie di uscita.
Chi ha risposto alla consultazione ha chiesto anche maggiore attenzione ai sistemi agentici, in particolare al monitoraggio durante l’esecuzione, a responsabilità chiare e alla possibilità concreta di intervento umano. L’FSB ha aggiunto elementi da considerare sull’IA agentica e un caso di studio, precisando che quelle raccomandazioni derivano dai commenti ricevuti durante la consultazione e non sono state sottoposte integralmente a consultazione come insieme separato.
I rischi per l’intero sistema restano fuori dall’ambito del rapporto
Alcuni partecipanti alla consultazione hanno sollevato preoccupazioni più ampie, tra cui la possibilità che le imprese che usano gli stessi modelli assumano comportamenti correlati, amplificando i movimenti di mercato o i rischi di concentrazione. L’FSB non ha apportato modifiche per affrontare queste questioni macroprudenziali nel rapporto, che si concentra sulle pratiche delle singole istituzioni finanziarie. Afferma che continuerà a monitorare i rischi sistemici legati all’IA attraverso la sua regolare valutazione delle vulnerabilità.
Il rapporto finale aggiunge anche casi di studio riguardanti assicuratori e imprese non bancarie, come gestori patrimoniali e fornitori di servizi di pagamento. L’FSB li presenta come esempi illustrativi, non come benchmark dei risultati attesi. Le sue indicazioni costituiscono un riferimento per le istituzioni che perfezionano la governance e i controlli sull’IA; non sostituiscono gli obblighi previsti dalle leggi e dalle normative locali.