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Evvy raccoglie 40 milioni di dollari per trasformare i dati vaginali in ricerca sull’IA

Evvy raccoglie 40 milioni di dollari in un round di Serie B guidato da Catalio Capital Management per ampliare la sua piattaforma sul microbioma vaginale e la ricerca sulla salute femminile. L’azienda prevede di usare il suo dataset, che co

Evvy raccoglie 40 milioni di dollari per trasformare i dati vaginali in ricerca sull’IA

AI.info Team ·

Il dataset di 100.000 pazienti di Evvy diventa il prossimo ramo d’attività dell’azienda

Evvy ha raccolto 40 milioni di dollari in un round di Serie B per trasformare un dataset costruito a partire dai microbiomi vaginali di oltre 100.000 pazienti in una piattaforma di ricerca sulla salute femminile. Il round è stato guidato da Catalio Capital Management e finanzierà nuovi studi, amplierà i dati e le capacità di intelligenza artificiale di Evvy e farà crescere l’attività dell’azienda nel settore dei test per i consumatori.

Evvy, con sede a New York, è conosciuta soprattutto per un test domiciliare per la salute vaginale che usa il sequenziamento metagenomico per identificare batteri e funghi in un campione. L’azienda affianca al test l’assistenza clinica per condizioni come la vaginosi batterica e altri sintomi ricorrenti. Il suo piano a lungo termine è usare i dati biologici raccolti tramite questo servizio per individuare marcatori associati a malattie, risposta ai trattamenti ed esiti riproduttivi.

«Ci sono così tante ricerche di terze parti che dimostrano il ruolo del microbioma vaginale in molti aspetti della salute femminile, e finalmente abbiamo costruito il dataset necessario per rispondere davvero a queste domande», ha detto a Fortune la cofondatrice e CEO Priyanka Jain.

La fertilità è il primo obiettivo di ricerca di Evvy

Evvy prevede di avviare la fase successiva del suo lavoro concentrandosi sulla fertilità. Un progetto raccoglie campioni da pazienti nelle cliniche per la FIV per esaminare se i marcatori di infezione e infiammazione nel microbioma vaginale possano aiutare a prevedere il successo o l’insuccesso dell’impianto.

L’azienda afferma che la sua ricerca sulla fertilità mira ad aggiungere i risultati relativi al microbioma a un quadro clinico più ampio, anziché considerare il microbioma vaginale come una spiegazione a sé stante dell’esito della FIV. La distinzione è importante perché la fertilità coinvolge più sistemi biologici e gli studi attuali di Evvy intendono verificare se i segnali microbici aggiungano informazioni utili alle cure esistenti.

Evvy ha già pubblicato ricerche sulla metodologia del suo test e sugli esiti per i pazienti. I materiali scientifici dell’azienda descrivono uno studio prospettico in corso, condotto con medici specializzati in fertilità, che esamina potenziali marcatori microbici associati al successo della FIV. Il round di Serie B sosterrà la convalida degli studi già in corso e ulteriori progetti di ricerca.

EvvyAI collega i test alla scoperta di biomarcatori

L’azienda descrive EvvyAI come il motore di apprendimento automatico sviluppato sulla base del suo dataset sul microbioma vaginale. Evvy usa il sistema per interpretare i risultati dei test, supportare percorsi di cura personalizzati e cercare schemi biologici che potrebbero diventare marcatori diagnostici utili. L’obiettivo dichiarato è sviluppare modelli in grado di collegare i profili microbici ai sintomi, ai modelli di ricorrenza e agli esiti di salute a lungo termine.

Il lavoro già svolto da Evvy sulla vaginosi batterica illustra questo approccio. L’azienda afferma che la sua analisi ha rilevato che pazienti che soddisfano gli stessi criteri clinici generali possono presentare profili microbici e modelli di ricorrenza diversi. Nei suoi materiali di ricerca, Evvy riferisce di aver identificato sottotipi distinti di vaginosi batterica, invece di trattare la condizione come un unico stato biologico.

La pagina pubblica dell’azienda dedicata alla ricerca scientifica afferma che la sua piattaforma ha contribuito a oltre 15 pubblicazioni e abstract sottoposti a revisione paritaria. Afferma inoltre che il dataset comprende oltre 100.000 cartelle cliniche di pazienti e ha contribuito all’identificazione di genomi del microbioma vaginale non precedentemente catalogati. Queste affermazioni provengono da Evvy; l’annuncio del finanziamento non dimostra che ogni risultato della ricerca si sia tradotto in un test diagnostico convalidato clinicamente.

La questione del doppio ruolo: azienda per i consumatori o biotech

Jain ha detto che Evvy ha dovuto affrontare pressioni da parte degli investitori, che le chiedevano di scegliere tra essere un’azienda di salute per i consumatori e un’azienda biotecnologica. Gli investitori nel settore della salute per i consumatori chiedevano perché l’azienda destinasse risorse alla ricerca invece di diventare un’attività di integratori, ha detto, mentre gli investitori biotech si domandavano perché un’azienda con un dataset così ampio continuasse a investire in un marchio rivolto ai consumatori.

Evvy intende mantenere entrambe le attività. I nuovi fondi amplieranno le sue capacità di ricerca e daranno maggiore rilievo alla distribuzione negli studi medici. Questo modello offre all’azienda un modo per raccogliere ulteriori dati clinici e, al tempo stesso, integrare il servizio di test nelle cure di routine, invece di affidarsi soltanto alle vendite dirette ai consumatori.

«Mi è sembrato quasi di essere tornata al 2020», ha detto Jain, descrivendo il lavoro di sensibilizzazione necessario quando Evvy si è rivolta agli investitori nelle fasi di crescita. «Siamo più o meno tra le prime aziende a entrare in questa fase, e c’era molto da spiegare.»

Priyanka Jain, cofondatrice e amministratrice delegata di Evvy

Cosa deve dimostrare il finanziamento da 40 milioni di dollari

Il finanziamento offre a Evvy le risorse per passare da azienda di test domiciliari con un ampio dataset proprietario a impresa di ricerca e sviluppo clinico. La prova immediata sarà stabilire se le sue misurazioni del microbioma possano produrre marcatori efficaci negli studi sulla fertilità e aiutare i medici a prendere decisioni migliori per le pazienti che ricorrono alla FIV.

L’azienda deve anche dimostrare che i suoi sistemi di IA aggiungono valore oltre al sequenziamento e alla restituzione dei risultati. Un dataset più ampio può rivelare più schemi, ma questi devono comunque essere convalidati clinicamente prima di poter guidare i trattamenti o prevedere gli esiti. I prossimi studi di Evvy determineranno se il suo motore di ricerca possa trasformare i dati sul microbioma vaginale in strumenti utilizzabili dai medici.

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