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Bank of America aggiunge 1.000 consulenti per correggere le vulnerabilità individuate dall’IA
Brian Moynihan, CEO di Bank of America, ha detto che nel secondo trimestre la banca ha aggiunto 1.000 consulenti esterni per contribuire a correggere vulnerabilità del software individuate da modelli avanzati di IA, tra cui Mythos di Anthro

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
1.000 consulenti esterni si sono aggiunti a 3.000 dipendenti
Il 14 ottobre, Brian Moynihan, CEO di Bank of America, ha detto che nel secondo trimestre la banca aveva ingaggiato circa 1.000 consulenti esterni per contribuire a correggere le vulnerabilità del software individuate da modelli avanzati di IA. Tra questi ha citato Mythos di Anthropic. Quando Moynihan ha reso nota la notizia, i consulenti lavoravano ancora per la banca, insieme a circa 3.000 dipendenti già assegnati al lavoro.
Moynihan ha precisato che si trattava di consulenti, non di dipendenti della banca. La distinzione conta: queste persone rappresentano un notevole ampliamento a breve termine del lavoro di correzione, ma non figurano nel numero di dipendenti dichiarato dalla banca. La banca non ha pubblicato una cifra separata per le vulnerabilità corrette dal gruppo.
Durante la presentazione dei risultati, Moynihan, presidente e CEO di Bank of America, ha detto:
«Abbiamo aggiunto 1.000 persone per lavorarci, non nell’organico, ma come consulenti».
Il lavoro va oltre il software di Bank of America
Secondo quanto riferito da Moynihan, le vulnerabilità riguardano software usato dalla banca e dai suoi fornitori esterni. Il lavoro di correzione si estende quindi oltre i sistemi sviluppati dalla stessa Bank of America: le correzioni possono dipendere anche dai fornitori di software, dai loro calendari di rilascio e dai test della banca prima che le modifiche arrivino in produzione. La comunicazione non indica prodotti o vulnerabilità specifici.
Ad aprile Anthropic ha aperto l’accesso a Mythos attraverso Project Glasswing, un programma limitato che coinvolgeva aziende, banche ed enti governativi e mirava a individuare e correggere le vulnerabilità del software prima che gli aggressori potessero sfruttarle. Un mese dopo, le autorità di vigilanza statunitensi hanno sospeso alcune verifiche sulla cybersicurezza per dare alle grandi banche il tempo di affrontare le vulnerabilità individuate dal modello, secondo quanto riportato da The Next Web. Anche Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase, aveva detto a maggio che la sua banca aveva centinaia di persone impegnate a tempo pieno sulla questione.
Un’unica cifra di spesa copre due problemi
Moynihan ha detto agli analisti che i costi degli interventi correttivi del terzo trimestre hanno raggiunto «un paio di centinaia di milioni di dollari e oltre». La cifra comprende sia il lavoro legato a Mythos sia le correzioni ai controlli antiriciclaggio della banca; la banca non ha indicato separatamente la quota legata all’IA. Non può quindi essere considerata il costo di Mythos o dei soli consulenti.
Moynihan si aspetta che la quota del lavoro legata a Mythos diminuisca man mano che procede lo smaltimento delle correzioni in attesa. Ha presentato i consulenti come un aiuto per affrontare un volume insolitamente elevato di correzioni, non come un’aggiunta permanente all’organico della banca. Non ha specificato quando gli attuali consulenti potrebbero andarsene né quanto la banca preveda di spendere per gli interventi correttivi nei trimestri successivi.
Il risultato misurabile sono le correzioni in attesa
La comunicazione quantifica le persone impegnate nel lavoro che segue l’individuazione delle vulnerabilità con l’aiuto dell’IA, ma non mostra quanto più rapidamente la banca riesca a correggerle né quante correzioni siano state applicate ai suoi sistemi. Resta inoltre da chiarire quanta parte del lavoro dipenda dai fornitori, il cui software è fuori dal controllo diretto della banca. Questi dettagli determineranno se il personale aggiunto stia smaltendo un arretrato una tantum o sostenendo un programma di correzione di più lunga durata.
Per ora, le cifre fornite da Moynihan descrivono un gruppo di circa 4.000 persone: 3.000 dipendenti già in organico e 1.000 consulenti ingaggiati nel secondo trimestre. I consulenti restano esclusi dal numero di dipendenti di Bank of America, mentre la cifra complessiva degli interventi correttivi del trimestre comprende ancora il lavoro sui controlli antiriciclaggio.