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I governi dell’UE adottano la Dichiarazione di Dublino sull’IA sovrana
La Dichiarazione di Dublino individua sette ambiti di cooperazione in materia di sicurezza dell’IA, infrastrutture, competenze, sostenibilità e impiego nel settore pubblico. Il governo irlandese ha dichiarato che il testo è stato concordato

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
I governi inseriscono l’IA sovrana in un’agenda comune
La Dichiarazione di Dublino sull’intelligenza artificiale affidabile, sicura e sovrana espone l’intenzione condivisa dei paesi dell’Unione europea partecipanti di coordinarsi sulla sicurezza e sull’adozione dell’IA, sulle infrastrutture e sulla capacità dell’Europa di sviluppare e impiegare tecnologie di IA. Il Dipartimento irlandese per le imprese, il turismo e l’occupazione ha dichiarato che il testo è stato concordato in vista dell’International AI Summit di Dublino. Secondo il testo della dichiarazione, l’adozione è avvenuta il 14 ottobre 2026.
La dichiarazione descrive i ministri partecipanti come operanti sotto la presidenza irlandese del Consiglio dell’UE. Anziché istituire un nuovo quadro normativo, invita i governi a basarsi sulle norme europee esistenti, tra cui l’AI Act e il Regolamento generale sulla protezione dei dati, migliorando al contempo le capacità pratiche necessarie per sviluppare e usare l’IA in sicurezza. Il testo afferma che la regolamentazione da sola non basta: servono anche infrastrutture accessibili, ecosistemi di dati interoperabili e competenze tecniche.
La ministra di Stato irlandese per la promozione del commercio, l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale, Niamh Smyth, ha definito la dichiarazione un impegno politico a cooperare. Nel comunicato del dipartimento, Smyth ha dichiarato:
«La Dichiarazione di Dublino è un forte segnale politico dell’impegno condiviso degli Stati membri a rafforzare e accelerare l’importante lavoro già in corso a livello europeo».
Sicurezza, capacità di calcolo e capacità europea
La dichiarazione individua sette ambiti di lavoro congiunto. Comprendono test di sicurezza più rigorosi e maggiori misure di protezione informatica; un uso più ampio dell’IA affidabile nei servizi pubblici, nelle infrastrutture critiche e nelle imprese; e il sostegno alla ricerca europea, alle startup, alle scale-up e ai fornitori di tecnologia europei. Chiede inoltre che le organizzazioni mantengano un controllo effettivo sui propri dati, sul patrimonio di conoscenze e sulle capacità basate sull’IA.
Le infrastrutture occupano un posto di rilievo. I paesi partecipanti chiedono di rafforzare la capacità di calcolo e i sistemi di dati europei, oltre alla cooperazione transfrontaliera per mettere in comune domanda, risorse di calcolo e competenze. Chiedono anche sistemi e infrastrutture di IA più efficienti dal punto di vista energetico, alla luce delle preoccupazioni per il consumo di energia e gli altri effetti ambientali legati all’espansione della capacità di IA.
Il testo associa la sovranità alla possibilità di scelta e alla resilienza, anziché all’isolamento. Promuove ecosistemi di IA aperti, interoperabili e sicuri, puntando al contempo a ridurre le dipendenze critiche e a rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento. Chiede inoltre capacità di IA per le diverse lingue europee e un migliore accesso alle risorse di calcolo e alle opportunità offerte dall’IA nelle diverse regioni, compresi gli Stati membri più piccoli.
Servizi pubblici e costi ambientali entrano nel piano
I governi propongono di usare gli appalti pubblici per creare domanda di prodotti di IA affidabili e interoperabili e stimolare lo sviluppo europeo. La dichiarazione chiede inoltre alle amministrazioni pubbliche di sviluppare la capacità di valutare, acquistare e impiegare l’IA, e le incoraggia a condividere le esperienze maturate e a riutilizzare oltre confine i sistemi adatti ai servizi pubblici.
Le misure ambientali vanno oltre un generico appello all’efficienza. Il documento cita il consumo di energia, l’uso del suolo e dell’acqua, le materie prime critiche, la condivisione delle infrastrutture, lo sviluppo del software e la dismissione responsabile tra gli ambiti in cui occorre gestire l’impronta ambientale dell’IA. Sostiene inoltre standard e metodi comuni per misurare e comunicare gli impatti ambientali e incoraggia la trasparenza nei confronti di consumatori e utenti.
La dichiarazione non fissa scadenze per l’attuazione
Per i lavoratori e le imprese, gli impegni indicano maggiori investimenti nell’istruzione, nella formazione e nello sviluppo delle competenze della forza lavoro, oltre a un accesso più ampio alle risorse di calcolo. Per chi usa i servizi pubblici, l’obiettivo dichiarato dai paesi partecipanti è promuovere sistemi affidabili, sicuri e utilizzabili in lingue e regioni diverse. Il documento non specifica quanto spenderà ciascun governo né stabilisce scadenze per le attività proposte.
L’impatto concreto della dichiarazione dipenderà dalle azioni successive dei governi partecipanti, delle istituzioni dell’UE e degli altri partner. Il testo pubblicato non indica né un calendario di attuazione né tappe specifiche per i sette ambiti individuati.