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La CMA britannica aggiunge gli assistenti IA alle schermate di scelta proposte per Android
L’Autorità britannica per la concorrenza e i mercati ha rafforzato le proposte che imporrebbero a Google di offrire schermate per la scelta del servizio di ricerca su Android e Chrome. Gli assistenti IA idonei, come ChatGPT e Perplexity, po

AI.info Team ·
La CMA vuole che la schermata di scelta di Google includa l’IA
La Competition and Markets Authority (CMA) del Regno Unito chiede a Google di includere gli assistenti di IA nelle schermate di scelta del servizio di ricerca accanto ai fornitori tradizionali, mettendo direttamente in discussione il modo in cui Android e Chrome orientano gli utenti verso Google Search.
Secondo le proposte rafforzate pubblicate il 23 settembre 2026, chi usa un telefono Android o apre Chrome per la prima volta potrebbe scegliere tra diversi servizi di ricerca. Google dovrebbe inoltre riproporre la scelta ogni anno, consentendo agli utenti di selezionare un altro fornitore predefinito.
Il piano è ancora in fase di consultazione. La CMA raccoglie osservazioni fino al 9 ottobre e prevede di prendere una decisione definitiva sull’obbligo di condotta entro la fine del 2026.
ChatGPT e Perplexity potrebbero essere ammessi
La proposta aggiornata risponde alla diffusione di servizi che rispondono direttamente alle domande, anziché indirizzare gli utenti a un tradizionale elenco di link web. La CMA cita espressamente ChatGPT e Perplexity come esempi di nuovi servizi che stanno cambiando il modo in cui le persone cercano informazioni nel Regno Unito.
Gli assistenti di IA non otterrebbero automaticamente un posto nella schermata. Potrebbero comparirvi solo se soddisfacessero i criteri previsti, compresi i requisiti tecnici e di sicurezza. L’annuncio della CMA non presenta un elenco definitivo dei fornitori ammessi né specifica come verrebbero applicate le verifiche di idoneità.
Sarah Cardell, direttrice generale della CMA, ha detto che l’autorità ha tenuto conto delle osservazioni di editori, fornitori di servizi di ricerca e associazioni dei consumatori dopo la precedente consultazione.
«Abbiamo ascoltato attentamente le osservazioni e stiamo reagendo rapidamente alla diffusione degli assistenti di IA, che le persone usano sempre più spesso come servizio di ricerca, ma che non sono inclusi nelle schermate di scelta di Google».
Sarah Cardell, direttrice generale, Competition and Markets Authority
La scelta annuale permetterebbe di cambiare il fornitore predefinito
La proposta riguarda sia i telefoni Android sia il browser Chrome. Un utente potrebbe scegliere un servizio di ricerca al primo utilizzo di un dispositivo Android o alla prima apertura di Chrome. La scelta verrebbe poi riproposta ogni anno, per consentirgli di selezionare il fornitore di ricerca predefinito che desidera usare.
L’obbligo è importante perché Google controlla diversi punti da cui prendono avvio le ricerche, tra cui il sistema operativo Android e Chrome. La consultazione della CMA definisce la questione in termini di «architettura della scelta»: il modo in cui una piattaforma presenta le opzioni e influenza le decisioni delle persone.
L’autorità non sta ancora imponendo la misura. La pagina della consultazione riferisce che nell’ottobre 2025 a Google è stato attribuito lo status di impresa di importanza strategica nei mercati della ricerca generale e della pubblicità associata alla ricerca. Questo conferisce alla CMA il potere di imporre obblighi di condotta in quel mercato nell’ambito del regime britannico per i mercati digitali.
L’attribuzione dei contenuti agli editori fa parte della proposta
La schermata di scelta proposta sarebbe accompagnata da condizioni per i fornitori che vi compaiono. I servizi di ricerca dovrebbero attribuire i contenuti degli editori in modo chiaro e accurato, rendendo più facile per gli utenti individuare la provenienza delle informazioni e raggiungere la fonte originale.
L’obbligo di attribuzione affronta un problema distinto creato dalle risposte generate dall’IA: un assistente può attingere ai materiali degli editori e presentare una risposta sintetica invece di indirizzare l’utente direttamente all’articolo o alla pagina. La CMA afferma che i fornitori presenti nella schermata devono rendere accessibili i contenuti delle fonti e spiegare la provenienza dei risultati di ricerca.
Quest’anno l’autorità ha già adottato misure correlate nei confronti di Google. Il 3 giugno 2026 ha imposto strumenti di controllo per gli editori, tra cui strumenti relativi all’uso dei loro contenuti nelle funzionalità di ricerca basate sull’IA di Google, e il 17 giugno ha introdotto requisiti di equità nel posizionamento dei risultati e di portabilità dei dati.
Una decisione è attesa prima del 2027
La proposta sulla schermata di scelta rientra in un più ampio programma della CMA incentrato sulla ricerca e sulle piattaforme mobili di Google. L’autorità afferma di aver attribuito per tre volte lo status di impresa di importanza strategica da quando, 20 mesi fa, è entrato in vigore il regime britannico per la concorrenza nei mercati digitali.
Per Google, la questione immediata non è se gli assistenti di IA esistano, ma se i servizi che soddisfano i requisiti per essere considerati alternative nella ricerca debbano avere la stessa visibilità nel momento in cui gli utenti di Android e Chrome scelgono un fornitore. La proposta lascia aperti alla consultazione i requisiti tecnici e di sicurezza, mentre fissa al 9 ottobre il termine per presentare osservazioni.
La CMA prevede di arrivare a una decisione definitiva entro la fine del 2026. Fino ad allora, non è richiesta alcuna modifica alle schermate di scelta di Android o Chrome.