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L’UE punta a limitare l’accesso a chatbot di IA e social media ai minori di 15 anni
La Commissione europea intende proporre restrizioni per i minori di 15 anni sull’uso di social media, chatbot di IA, piattaforme video e giochi online. La bozza dell’EU Kids Act introdurrebbe anche verifiche dell’età, controlli parentali e

AI.info Team ·
L’Unione europea intende limitare l’uso di social media, piattaforme di condivisione video, chatbot di IA e alcuni giochi online da parte dei minori di 15 anni, nell’ambito di un EU Kids Act proposto, secondo un documento della Commissione europea visionato da Reuters. Il piano prefigura uno scontro tra le ambizioni di Bruxelles in materia di sicurezza dei minori e il lavoro giuridico e tecnico necessario per trasformare un limite d’età generale in norme applicabili.
La Commissione non ha ancora presentato una legge definitiva. I funzionari dovrebbero presentare l’iniziativa giovedì 17 settembre, dopo che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen si sarà rivolta al Parlamento europeo nel suo discorso sullo stato dell’Unione mercoledì 16 settembre. La bozza dovrà ancora essere negoziata con gli Stati membri dell’UE e il Parlamento europeo prima di poter entrare in vigore.
Secondo un articolo di Reuters pubblicato il 14 settembre 2026, la Commissione ha rifiutato di commentare prima della presentazione.
Bruxelles fissa il limite a 15 anni
La bozza consentirebbe ai minori di almeno 15 anni di creare account autonomamente. I minori tra i 13 e i 14 anni potrebbero accedere ad account introduttivi per i servizi di social media e di condivisione video solo con l’approvazione dei genitori, contatti limitati e rigorosi limiti di tempo, secondo il documento.
I bambini dai 3 ai 12 anni potrebbero usare solo account interamente controllati dai genitori e servizi pensati per loro, sottoposti a rigorosi standard di sicurezza. I bambini sotto i 3 anni non avrebbero accesso ai servizi interessati dalla bozza. Il documento descrive un sistema graduale, anziché un’unica regola applicata allo stesso modo a ogni prodotto digitale.
I chatbot di IA figurano accanto ai social media, alle piattaforme video e ai giochi online tra i servizi soggetti alla proposta di restrizione per i minori di 15 anni. Il documento non fornisce una spiegazione pubblica distinta di come si applicherebbero le diverse fasce d’età ai chatbot, lasciando da chiarire il trattamento degli assistenti multiuso e dei servizi concepiti come compagni durante la fase di proposta formale e il processo legislativo.
Le verifiche dell’età diventerebbero una condizione per l’accesso
La bozza imporrebbe alle piattaforme di social media e di condivisione video di verificare l’età dei minori quando aprono un nuovo account. Le piattaforme di gioco online dovrebbero verificare l’età prima che gli utenti scarichino i giochi. La proposta chiede inoltre alle aziende di fornire strumenti efficaci per il controllo parentale e meccanismi che consentano ai minori di segnalare facilmente contenuti dannosi.
È probabile che la verifica dell’età diventi uno degli aspetti più controversi del piano. La Commissione dovrebbe definire come i servizi possano verificare l’età senza raccogliere inutilmente dati identificativi o introdurre un sistema facile da aggirare. L’articolo di Reuters non specifica quale metodo tecnico la Commissione sosterrebbe per i chatbot di IA.
Le aziende sarebbero inoltre soggette a requisiti di progettazione. La bozza prevede misure contro i design che creano dipendenza e i feed dannosi, estendendo la proposta oltre la registrazione degli account fino a comprendere il modo in cui le piattaforme consigliano e presentano i contenuti.
Le aziende contribuirebbero a finanziare i controlli
La proposta imporrebbe alle aziende soggette alle norme di pagare un contributo di vigilanza. Le risorse finanzierebbero le autorità di regolamentazione responsabili dell’applicazione e della supervisione delle norme, trasferendo una parte dei costi del nuovo quadro ai servizi a cui si applica.
Questo approccio amplierebbe gli obblighi finanziari e operativi già gravanti sulle principali piattaforme online nell’UE. Il Digital Services Act impone ai servizi designati di maggiori dimensioni di valutare e ridurre i rischi che riguardano i minori, il benessere mentale e altri danni sistemici. Il 31 agosto 2026 la Commissione europea ha designato ChatGPT come Very Large Online Search Engine ai sensi del DSA, concedendogli quattro mesi per conformarsi agli obblighi aggiuntivi legati a tale designazione. L’annuncio della designazione della Commissione individua ChatGPT, Reddit e Roblox come servizi soggetti al livello più rigoroso di sicurezza online dell’UE.
La proposta non è ancora un divieto
Il testo diffuso prima dell’annuncio descrive un quadro proposto, non una norma già vincolante per le piattaforme o le famiglie. I dettagli potrebbero cambiare prima che la Commissione presenti l’iniziativa e il testo definitivo dovrebbe seguire il normale iter legislativo dell’UE.
La distinzione è importante per i fornitori di chatbot di IA. In base all’attuale AI Act dell’UE, chi gestisce chatbot è già soggetto a obblighi di trasparenza che impongono di informare le persone quando interagiscono con un sistema di IA. La Commissione afferma che tali obblighi sono diventati applicabili il 2 agosto 2026, mentre il nuovo EU Kids Act stabilirebbe chi può accedere a determinati servizi e a quali condizioni.
Il prossimo passo immediato è politico: von der Leyen e la responsabile delle tecnologie dell’UE Henna Virkkunen dovrebbero illustrare la proposta della Commissione il 17 settembre. In seguito, le soglie d’età, i servizi interessati, i metodi di verifica e i contributi di vigilanza passeranno da una bozza trapelata a negoziati tra la Commissione, i governi nazionali e il Parlamento europeo.