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BNP Paribas firma una partnership quinquennale con Google Cloud per l’IA

BNP Paribas e Google Cloud hanno concordato una partnership quinquennale che riguarda l’infrastruttura cloud, i modelli Gemini e Gemini Enterprise. Tra le prime implementazioni previste figurano agenti di IA per la preparazione di memo sul

BNP Paribas firma una partnership quinquennale con Google Cloud per l’IA

AI.info Team ·

L’espansione dell’IA incontra un confine netto per il cloud

BNP Paribas intende impiegare i modelli Gemini e gli strumenti di Google per creare agenti in diversi processi bancari, mantenendo però alcuni dati e carichi di lavoro fuori dal cloud pubblico. Il 24 settembre 2026, la banca francese e Google Cloud hanno annunciato una partnership quinquennale che amplia l’accesso all’infrastruttura Google Cloud, ai modelli Gemini e a Gemini Enterprise.

L’accordo non sostituisce l’attuale approccio di BNP Paribas, basato su più cloud e più modelli. La banca afferma che saranno le sue regole di sicurezza e governance dei dati a determinare quali attività potranno essere svolte nel cloud pubblico; alcune categorie di dati non vi saranno archiviate. Questo limite definisce i contorni dell’iniziativa: i partner descrivono implementazioni previste per flussi di lavoro selezionati, non il trasferimento dell’intera operatività della banca su Google.

I memo sul credito sono un primo banco di prova

BNP Paribas Corporate & Institutional Banking (CIB) dovrebbe iniziare con flussi di lavoro mirati, tra cui la preparazione di memo sul credito alle imprese a supporto dei team. L’annuncio cita anche possibili applicazioni in ambito vendite, trading, ricerca e strutturazione, senza specificare quando saranno avviate.

È inoltre prevista l’integrazione dei modelli Gemini di Google in LLM@CIB, l’assistente di IA generativa della banca, già disponibile per più di 65.000 dipendenti. Charles Holive, responsabile dell’IA di BNP Paribas CIB, ha dichiarato: «Il nostro approccio all’IA parte dalle esigenze aziendali». Ha aggiunto che la banca valuterà quale tecnologia sia più adatta a ciascun caso d’uso e la implementerà nel rispetto del proprio quadro di sicurezza e governance.

Gli agenti avranno accesso limitato

In base ai controlli annunciati, ogni agente sarà autenticato e potrà accedere solo alle risorse necessarie per il compito assegnato. BNP Paribas afferma che i collegamenti tra gli agenti e i sistemi informativi del gruppo, così come le loro interazioni, saranno monitorati e controllati.

Queste misure di protezione sono importanti perché gli usi previsti riguardano flussi di lavoro e informazioni finanziarie interne. L’annuncio afferma che le regole esistenti stabiliscono quali dati e carichi di lavoro possano essere elaborati nel cloud pubblico, ma non specifica nel dettaglio i criteri per ciascuna delle applicazioni CIB proposte. La partnership definisce quindi una direzione per l’implementazione e un quadro di controllo, non un elenco pubblico dei dati autorizzati o dei permessi concessi agli agenti.

Nickel offre un esempio già esistente

Le banche affermano che le tecnologie Google Cloud e Gemini sono già utilizzate da Nickel, l’attività di BNP Paribas dedicata ai conti di pagamento all’interno della divisione Commercial, Personal Banking & Services. Gemini è il modello di base di Nickel Assist, che aiuta 200 consulenti alla clientela a trovare risposte alle richieste dei clienti utilizzando le procedure e le linee guida operative di Nickel.

Il nuovo accordo affianca a questa implementazione già esistente i casi d’uso previsti per CIB e include l’accesso a Gemini Enterprise per creare, valutare e implementare agenti progettati su misura. BNP Paribas afferma inoltre che la partnership contribuirà al programma del gruppo per la diffusione dell’IA, con opportunità di formazione che vanno dalle nozioni di base sull’IA allo sviluppo specializzato di agenti. Per ora, la prima estensione annunciata resta un insieme di flussi di lavoro CIB proposti e un’integrazione in LLM@CIB, non il lancio di agenti autonomi in tutta la banca.

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