The Pulse
La Corte d’appello dell’Arizona annulla la pena legata a un video della vittima generato dall’IA
La Corte d’appello dell’Arizona ha annullato la pena di 10,5 anni inflitta a Gabriel Horcasitas per omicidio colposo, dopo aver accertato che un video generato dall’IA raffigurante la vittima della sparatoria, Christopher Pelkey, aveva infl

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
La corte ha annullato la pena per omicidio colposo, non la condanna
Il 30 settembre la Corte d’appello dell’Arizona ha annullato la pena di 10,5 anni inflitta a Gabriel Paul Horcasitas per omicidio colposo, stabilendo che un video generato dall’IA raffigurante la vittima aveva influenzato il giudice che aveva determinato la pena. La corte ha confermato la condanna di Horcasitas e rinviato il caso per una nuova determinazione della pena. La sua decisione distingue tra le registrazioni autentiche di Christopher Pelkey e parole e comportamenti creati dall’IA e presentati come se fossero suoi.
«Il video generato dall’IA presenta una raffigurazione della vittima e dei suoi pensieri creata dall’immaginazione della sorella della vittima», ha scritto la corte in State v. Horcasitas. I giudici hanno osservato che il video non documentava un evento realmente accaduto e faceva apparire l’interpretazione della sorella di ciò che Pelkey avrebbe potuto dire come se fosse Pelkey stesso a parlare.
La decisione lascia intatta la condanna di Horcasitas per omicidio colposo. Annulla la pena per quel reato e dispone una nuova udienza per determinarla; l’appello riguardava anche una condanna per messa in pericolo dell’incolumità altrui, che la corte non ha modificato.
Un messaggio generato sembrava parlare con la voce di Pelkey
Pelkey è stato ucciso nel 2021 in una sparatoria legata a un episodio di rabbia al volante a Chandler. All’udienza per la determinazione della pena, nel maggio 2025, familiari e amici hanno raccontato il loro dolore, e il fratello di Pelkey ha letto una dichiarazione scritta da Pelkey. Sua sorella ha poi parlato di come si fosse chiesta che cosa avrebbe detto suo fratello se avesse potuto rivolgersi ai presenti in aula.
Il video mostrato subito dopo raffigurava Pelkey mentre parlava alla telecamera, usando la sua immagine e il suo profilo vocale. Conteneva registrazioni autentiche in cui parlava della propria fede e della pesca, ma anche parti generate dall’IA. In quelle parti, il Pelkey raffigurato descriveva il video come una rappresentazione fedele di sé e diceva a Horcasitas: «Credo nel perdono e in Dio che perdona».
Il giudice che ha determinato la pena ha elogiato il video, dicendo «Quell’IA mi è piaciuta moltissimo», e ha descritto il perdono di Pelkey come sincero e proveniente dal cuore. Il giudice ha inflitto la pena prevista in via ordinaria di 10,5 anni per omicidio colposo. I pubblici ministeri avevano chiesto nove anni; l’avvocato di Horcasitas ne aveva chiesti sette, citando circostanze attenuanti tra cui l’assenza di precedenti penali.
I giudici si sono concentrati sull’attendibilità e sulle garanzie del giusto processo
La legge dell’Arizona riconosce alle vittime il diritto di parlare all’udienza per la determinazione della pena, e la corte ha riconosciuto che le dichiarazioni delle vittime non sono testimonianze soggette agli ordinari obblighi di comunicazione preventiva o al controesame. Ma questo diritto non elimina quello dell’imputato a un procedimento equo per la determinazione della pena. La corte ha affermato che le informazioni utilizzate a tale scopo devono presentare almeno un minimo indice di attendibilità.
L’accusa ha sostenuto che la sorella di Pelkey lo conosceva bene, che il video rifletteva ciò che lei riteneva avrebbe detto e che il suo messaggio era coerente con le convinzioni che Pelkey aveva espresso per iscritto. La corte ha respinto l’idea che questi elementi bastassero a rendere attendibile la raffigurazione generata dall’IA. Ha affermato che la rappresentazione realistica cancellava la differenza tra l’idea che la famiglia aveva di Pelkey e le parole e opinioni di Pelkey stesso.
Il collegio ha inoltre concluso che il video aveva influenzato il giudice, anche se dagli atti non risultava esattamente quale peso avesse avuto. «Non c’è dubbio che abbia avuto un ruolo», si legge nella decisione. Poiché il giudice aveva citato la raffigurazione generata dall’IA nello spiegare la pena, la corte ha ritenuto che il suo utilizzo avesse danneggiato Horcasitas e reso il procedimento fondamentalmente iniquo.
Le registrazioni autentiche restano distinte dalle parole generate dall’IA
La decisione non vieta ai familiari di rivolgersi alla corte né esclude tutti i video dalle udienze per la determinazione della pena. Distingue le riprese autentiche di Pelkey inserite nel video, che la corte ha ritenuto ammissibili, dal materiale generato che faceva apparire parole ed espressioni facciali inventate come se provenissero direttamente da lui. La decisione si fonda sul ruolo avuto dal video in questa determinazione della pena e sul fatto che fosse presentato come espressione dei pensieri della vittima stessa.
Alla nuova udienza, la corte dovrà stabilire una nuova pena per omicidio colposo senza basarsi sulla raffigurazione generata dall’IA. La condanna di Horcasitas resta valida; la decisione della Corte d’appello non stabilisce quale pena riceverà alla nuova udienza.