The Pulse
Apple aggiunge nuovi controlli di macOS per Full Disk Access dopo la controversia su Muse
Apple afferma che introdurrà controlli più rigorosi in macOS per Full Disk Access, un’autorizzazione che può rendere accessibili file, messaggi, posta elettronica e cronologia di navigazione. La decisione segue le versioni contrastanti sull

AI.info Team · Scritto con l’IA ·
Meta afferma che la sua app Muse non può leggere i messaggi di un utente Mac senza diverse autorizzazioni; il giornalista Jason Aten sostiene che Muse abbia sincronizzato i dati dei suoi messaggi anche se non aveva concesso l’accesso. Il 2 ottobre Apple ha annunciato nuovi controlli di macOS per Full Disk Access, citando i rischi posti dagli agenti di IA quando le app ottengono un ampio accesso ai dati personali. L’azienda non ha detto quando arriveranno i controlli né come funzioneranno esattamente.
Apple definisce Full Disk Access un’autorizzazione eccezionale
Full Disk Access consente a un’app di accedere a dati che i controlli per la privacy di macOS altrimenti limitano. Apple afferma che l’autorizzazione esiste soprattutto per consentire il funzionamento delle app di backup, ma avverte che alcuni sviluppatori la usano in modi che possono esporre file, posta elettronica, messaggi e cronologia di navigazione senza che gli utenti comprendano appieno ciò che hanno consentito.
«Alcuni sviluppatori usano Full Disk Access in modi che potrebbero mettere a rischio gli utenti, esponendo tutto ciò che si trova sui loro sistemi, inclusi file, posta elettronica, messaggi e persino la cronologia di navigazione, senza che gli utenti ne siano pienamente consapevoli e ne comprendano la portata», ha dichiarato Apple nel suo avviso agli sviluppatori.
L’azienda afferma che aggiungerà controlli affinché gli utenti che vogliono concedere quel livello di accesso debbano compiere «un’azione molto esplicita». Avverte inoltre che il rischio crescerà man mano che gli agenti di IA diventeranno più capaci e autonomi. L’avviso di Apple non menziona Muse, non indica una data di rilascio e non descrive i nuovi passaggi di conferma.
Aten e Meta forniscono versioni contrastanti
L’annuncio segue il resoconto pubblicato il 19 settembre da Aten sul suo utilizzo di Muse, l’agente personale di IA di Meta. Aten ha scritto su Inc. che Muse gli aveva suggerito una rubrica basata su una conversazione con il collega con cui conduce il suo podcast e gli aveva segnalato un messaggio del suo editor. Ha affermato che l’app aveva sincronizzato i dati dal database di Messages sul suo Mac fino alla riga 187.462, mentre lui riteneva che Full Disk Access fosse disattivato e ha detto di non aver abilitato l’accesso ai messaggi.
Meta contesta questa versione. Il suo vicepresidente della comunicazione, Andy Stone, ha dichiarato che l’integrazione con Messages richiede l’adesione esplicita degli utenti e che questi devono abilitare sia Full Disk Access sia il connettore Messages. Il dirigente di Meta Superintelligence Labs David Singleton ha descritto ulteriori autorizzazioni a livello di app e di macOS, tra cui una conferma manuale nelle Impostazioni di Sistema; ha affermato che non sarebbe possibile aggirare le protezioni nemmeno se Muse avesse un bug. Singleton ha anche detto che la spiegazione fornita da Muse, secondo cui aveva sincronizzato le notifiche, era errata, stando al resoconto di TechCrunch sulla risposta di Meta.
La questione dell’accesso contestato resta irrisolta
Il resoconto di Aten e la spiegazione di Meta non chiariscono come Muse abbia ottenuto i dati da lui descritti. Aten ha riferito che Full Disk Access era disattivato; Meta afferma che, per leggere il contenuto dei messaggi, l’app ha bisogno di quell’autorizzazione e di un’impostazione separata di Messages. L’annuncio di Apple affronta il rischio più ampio legato alla concessione di un accesso esteso alle app, anziché risolvere il disaccordo su quanto accaduto sul Mac di Aten.
La questione delle regole va oltre una singola app: un’autorizzazione concepita per supportare i backup può anche dare a un agente accesso a informazioni sensibili presenti su un computer. Apple afferma che renderà più esplicita la concessione di tale autorizzazione. Per ora, utenti e sviluppatori non hanno una data di introduzione pubblicata né dettagli tecnici sui controlli in arrivo.