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La sicurezza del grounding visivo nei modelli visione-linguaggio
I modelli visione-linguaggio (VLM) vengono sempre più spesso addestrati a generare output strutturati, come punti e riquadri di delimitazione, su cui possono agire interfacce, agenti e robot a valle.

- arXiv
- 2610.05637
- Pubblicato
- 2026-10-05
- Autori
- Erfan Shayegani, Kundan Krishna, Yue Dong, Nael Abu-Ghazaleh, Leon Gatys, Shruti Palaskar
Abstract degli autori
I modelli visione-linguaggio (VLM) vengono sempre più spesso addestrati a generare output strutturati, come punti e riquadri di delimitazione, su cui possono agire interfacce, agenti e robot a valle. L’allineamento alla sicurezza di questo canale di output, però, non è stato analizzato sistematicamente. Studiamo la sicurezza del grounding visivo riadattando tre benchmark di sicurezza relativi al danno diretto (VLSU), ai pregiudizi sociali (BBQ-V) e alla sicurezza situazionale (Asimov-2.0) per ottenere 15.401 coppie abbinate di richieste dannose che differiscono solo per l’output richiesto: una risposta in testo libero (VQA) oppure un grounding (un punto o un riquadro di delimitazione). Su cinque VLM, i modelli che rifiutano una richiesta dannosa formulata come domanda spesso la soddisfano quando la stessa richiesta chiede un grounding: in media tra i modelli, il tasso di rifiuto delle richieste di grounding è inferiore a quello delle richieste VQA di 31-59 punti percentuali, a seconda dell’ambito, e i prompt di sistema orientati alla sicurezza non colmano questo divario. Proponiamo un approccio di fine-tuning che combina rifiuti formulati come grounding con dati di grounding relativi alle capacità e dati benigni ottenuti mediante autodistillazione per contrastare i rifiuti eccessivi. Per Qwen3-VL-8B e VisionReasoner-7B, l’approccio aumenta il tasso di rifiuto delle richieste di grounding di 77-95 punti percentuali su VLSU e BBQ-V e di 64-85 punti nel dominio Asimov-2.0, tenuto fuori dall’addestramento. Migliora inoltre il rifiuto delle richieste VQA, preserva la capacità di grounding e mantiene limitati i rifiuti eccessivi. L’analisi delle rappresentazioni mostra che il fine-tuning sposta le richieste dannose verso la direzione di rifiuto di ciascun modello, soprattutto nel caso del grounding, lasciando invece le richieste benigne vicine al riferimento innocuo.
Il riassunto di questo paper è disponibile solo in inglese: leggilo nella pagina inglese.
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