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Verso una definizione, una misurazione e un impiego della creatività nelle applicazioni di IA

Nonostante le numerose ricerche, la creatività computazionale è ancora priva di una definizione formale fondata sul piano concettuale, rilevante nella pratica e applicabile empiricamente in ambiti com

Verso una definizione, una misurazione e un impiego della creatività nelle applicazioni di IA
arXiv
2610.12845
Pubblicato
2026-10-09
Autori
Jingyi Yang, Alexander Tuzhilin

Abstract degli autori

Nonostante le numerose ricerche, la creatività computazionale è ancora priva di una definizione formale fondata sul piano concettuale, rilevante nella pratica e applicabile empiricamente in ambiti come l’arte, la ricerca scientifica e i giochi. Gli approcci esistenti alla creatività spesso si concentrano sulla proposta di definizioni concettuali informali, senza fornire concetti computazionali formali. Altri propongono invece definizioni formali senza esaminarne attentamente i presupposti né validarle verificando come funzionano in specifici contesti applicativi. Per affrontare questi problemi, questo articolo propone diversi postulati formali della creatività, fondati su precedenti studi psicologici, in particolare in relazione ai tre criteri fondamentali della creatività individuati da Boden: novità, valore e sorpresa. Proponiamo inoltre una definizione matematica concettuale della creatività coerente con questi postulati. Validiamo anche la formula proposta in due applicazioni: determinare la creatività di singole mosse negli scacchi e valutare quella dei dipinti di alcuni artisti, tra cui Picasso, Renoir e altri pittori. I risultati sperimentali mostrano che la nostra formula riesce a cogliere gli schemi della creatività sia negli scacchi sia nell’arte. Ciò suggerisce che la creatività possa essere caratterizzata efficacemente attraverso una struttura matematica unificata basata su tre criteri fondamentali — novità, valore e sorpresa — le cui misure specifiche sono adattate ai rispettivi ambiti.

Il riassunto di questo paper è disponibile solo in inglese: leggilo nella pagina inglese.

Leggi il paper originale su arXiv