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L’ipotesi della rappresentazione lineare richiede un’azione di gruppo
Per formulare affermazioni sulle rappresentazioni che generalizzino oltre un particolare modello addestrato, dobbiamo specificare quando due rappresentazioni vadano considerate equivalenti. Spesso si

- arXiv
- 2609.27158
- Pubblicato
- 2026-09-22
- Autori
- Louie Hong Yao, Yuhao Li, Shengchao Liu
Abstract degli autori
Per formulare affermazioni sulle rappresentazioni che generalizzino oltre un particolare modello addestrato, dobbiamo specificare quando due rappresentazioni vadano considerate equivalenti. Spesso si discute dell’ipotesi della rappresentazione lineare senza esplicitare questa equivalenza. Nozioni diverse di equivalenza preservano strutture diverse, perciò metriche, sonde e interventi che sembrano studiare la stessa rappresentazione possono in realtà corrispondere a ipotesi differenti. Sosteniamo quindi che l’ipotesi della rappresentazione lineare non sia una singola ipotesi, bensì una famiglia di affermazioni distinte in base all’equivalenza tra rappresentazioni. Formalizziamo questa idea ricorrendo alle azioni di gruppo e specificando l’oggetto rappresentazionale, la procedura che lo produce e la proprietà che viene infine asserita, tenendo conto delle equivalenze imposte dall’architettura del modello. Questo quadro chiarisce come le ipotesi possano cambiare a seconda delle metriche, dei punti di lettura e delle fasi dell’analisi; lo usiamo inoltre per esaminare criticamente le grandezze rappresentazionali più comuni e le analisi recenti di interpretabilità.
Il riassunto di questo paper è disponibile solo in inglese: leggilo nella pagina inglese.
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