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Quando l’IA entra nel mondo del lavoro, chi corre maggiori rischi? Un’analisi di genere

La disuguaglianza di genere resta una caratteristica strutturale persistente del mercato del lavoro e condiziona i redditi delle donne nel corso della vita e la loro sicurezza economica. Mentre l’inte

Quando l’IA entra nel mondo del lavoro, chi corre maggiori rischi? Un’analisi di genere
arXiv
2609.21756
Pubblicato
2026-09-18
Autori
Miriam Fernandez, Ángel Pavón Pérez, Damiano Giallongo, Davide Ghia, Maryam Yaqub, Daniele Quercia, Tania Cerquitelli

Abstract degli autori

La disuguaglianza di genere resta una caratteristica strutturale persistente del mercato del lavoro e condiziona i redditi delle donne nel corso della vita e la loro sicurezza economica. Mentre l’intelligenza artificiale (IA) trasforma le pratiche organizzative, cresce la preoccupazione che le disparità esistenti possano essere amplificate involontariamente dall’automazione delle mansioni, dalla disparità di accesso alle opportunità di aggiornamento professionale e dai diversi rendimenti derivanti dal cambiamento tecnologico. In questo articolo esaminiamo come varia l’esposizione all’innovazione basata sull’IA tra le occupazioni a prevalenza maschile e quelle a prevalenza femminile, con particolare attenzione alle differenze lungo la distribuzione delle competenze e dei salari. Utilizzando un nuovo dataset che collega le caratteristiche delle professioni a misure dell’esposizione all’IA, analizziamo come i recenti progressi nei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e nelle tecnologie di IA più ampie si distribuiscono nel mercato del lavoro. I nostri risultati mostrano che, mentre nelle occupazioni a prevalenza maschile l’esposizione all’IA si concentra generalmente nelle professioni che richiedono competenze più elevate e sono meglio retribuite, quelle a prevalenza femminile presentano livelli di esposizione relativamente uniformi sia nelle professioni altamente qualificate e meglio retribuite, sia in quelle meno qualificate e meno retribuite. Inoltre, rileviamo che l’esposizione legata agli LLM è maggiore nelle occupazioni a prevalenza femminile, mentre quella all’innovazione più ampia nel campo dell’IA resta più concentrata nelle occupazioni a prevalenza maschile. Una triangolazione di questi risultati con la letteratura esistente suggerisce che le donne, in particolare quelle nelle posizioni più vulnerabili (nelle occupazioni a prevalenza femminile meno qualificate e meno retribuite), potrebbero essere maggiormente esposte a forme di IA associate all’automazione delle mansioni, alla riorganizzazione del lavoro, alla riduzione dei salari e a limitate possibilità di avanzamento di carriera.

Il riassunto di questo paper è disponibile solo in inglese: leggilo nella pagina inglese.

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