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Clonazione di voci familiari e limiti del trasferimento della personalità nella progettazione dei personaggi

I recenti progressi nei sistemi di clonazione vocale zero-shot permettono di riprodurre una voce riconoscibile a partire da una breve registrazione e di attribuirla a personaggi virtuali scelti libera

Clonazione di voci familiari e limiti del trasferimento della personalità nella progettazione dei personaggi
arXiv
2610.18669
Pubblicato
2026-10-13
Autori
Johanna Magdalena Kuch, Maud van Lier, Daksitha Senel Withanage Don, Patrick Gebhard, Tanja Schneeberger, Elisabeth André

Abstract degli autori

I recenti progressi nei sistemi di clonazione vocale zero-shot permettono di riprodurre una voce riconoscibile a partire da una breve registrazione e di attribuirla a personaggi virtuali scelti liberamente. Studi precedenti suggeriscono che l’identità vocale di una persona familiare possa trasferire le impressioni sulla sua personalità a nuove entità, come robot o personaggi virtuali. Tuttavia, questi studi hanno esaminato soprattutto gli effetti della familiarità e della personalizzazione, senza verificare direttamente se una voce familiare clonata trasferisca sistematicamente tali impressioni a un personaggio virtuale dotato di un corpo. Questo possibile trasferimento solleva il timore che le voci clonate possano essere usate per indurre le persone a interagire con i personaggi virtuali come se fossero attori sociali competenti. In due studi abbiamo esaminato se le impressioni sulla personalità si trasferiscano quando un personaggio virtuale parla con la voce clonata di una persona familiare. Lo studio 1 ha affrontato la questione in un contesto universitario reale, usando la voce clonata di un docente noto agli studenti partecipanti. Lo studio 2 ha esaminato la stessa questione online, usando le voci di creatori di contenuti sui social media e di membri delle loro comunità. Facendo riferimento ai concetti di attivazione dell’identità, trasferimento dei tratti e ricostruzione della persona, mostriamo che in entrambi gli studi le prove di un trasferimento della personalità erano limitate. Gli effetti osservati erano selettivi e non si estendevano ad altri tratti o contesti di studio. Nello studio online, in particolare, gli indizi riconoscibili dell’identità vocale attivavano aspettative sul parlante, ma non ricostruivano un’impressione più ampia della persona. Le risposte qualitative indicavano inoltre che i giudizi erano spesso influenzati dall’artificialità percepita e dalla congruenza tra voce e aspetto. I nostri risultati ridimensionano la diffusa preoccupazione che le voci clonate inducano senz’altro le persone a percepire i personaggi artificiali come attori sociali competenti.

Il riassunto di questo paper è disponibile solo in inglese: leggilo nella pagina inglese.

Leggi il paper originale su arXiv