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Dai pixel alle azioni – verso policy native di visione-linguaggio-azione
I modelli di visione-linguaggio-azione si basano di norma su una premessa semplice: la percezione viene prima compressa da encoder visivi, e solo in seguito inizia il ragionamento sulle azioni. Eppure
- arXiv
- 2611.06918
- Pubblicato
- 2026-11-04
- Autori
- Weichen Fan, Haiwen Diao, Penghao Wu, Siyuan Hu, Ziqi Huang, Tianqi Liu, Mingze Sun, Ziyi Wang, Zhongang Cai, Hanming Deng, Quan Wang, Lei Yang, Lewei Lu, Fangzhou Hong, Zhaoxi Chen, Dahua Lin, Ziwei Liu
Abstract degli autori
I modelli di visione-linguaggio-azione si basano di norma su una premessa semplice: la percezione viene prima compressa da encoder visivi, e solo in seguito inizia il ragionamento sulle azioni. Eppure, spesso la manipolazione dipende proprio dai segnali visivi più vulnerabili a questa astrazione, come la geometria locale, i confini, la profondità e i cambiamenti sottili di stato. Questo solleva una domanda fondamentale: le policy d’azione dovrebbero ereditare un endpoint visivo fisso o accedere direttamente a un’elaborazione visiva in evoluzione? Presentiamo NEO-VLA, un framework di visione-linguaggio-azione strutturalmente privo di encoder. Le immagini vengono tokenizzate tramite leggeri strati convoluzionali a patch e si evolvono congiuntamente al linguaggio lungo tutto il backbone, consentendo a un esperto d’azione basato su flow matching di attingere a rappresentazioni visive condizionate dalle istruzioni a diverse profondità. Questo semplice cambiamento rivela uno schema ricorrente. Nelle comparazioni controllate, le architetture native superano le controparti basate su encoder; il fine-tuning completo riduce il divario, ma non lo annulla, e un ulteriore aumento di scala, da solo, non riesce a colmarlo. Ancora più sorprendentemente, le analisi a livello di layer mostrano che i segnali fondamentali per l’azione spesso raggiungono il picco ben prima della rappresentazione visiva finale. In diversi contesti di manipolazione e in presenza di shift di distribuzione, NEO-VLA ottiene di conseguenza un controllo più efficace e robusto. Nel loro insieme, questi risultati suggeriscono che il controllo incarnato tragga beneficio dall’accesso a rappresentazioni visive distribuite lungo la gerarchia computazionale, anziché a un output fisso dell’encoder.
Il riassunto di questo paper è disponibile solo in inglese: leggilo nella pagina inglese.
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