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L’informazione di Fisher e la geometria della memorizzazione nelle reti neurali
Un approccio promettente per comprendere la generalizzazione nell’apprendimento automatico consiste nel caratterizzare il modo in cui i modelli separano le strutture generalizzabili dalle caratteristi

- arXiv
- 2610.16161
- Pubblicato
- 2026-10-12
- Autori
- Daniel T. Bernstein, Chase Goddard, Luca Di Carlo, Vudtiwat Ngampruetikorn, David J. Schwab
Abstract degli autori
Un approccio promettente per comprendere la generalizzazione nell’apprendimento automatico consiste nel caratterizzare il modo in cui i modelli separano le strutture generalizzabili dalle caratteristiche peculiari, o persino corrotte, dei dati di addestramento. L’informazione di Fisher si è affermata come strumento diagnostico per questa distinzione: sfrutta la geometria della funzione di perdita per distinguere la generalizzazione dalla memorizzazione. Qui studiamo questo legame in modelli per la visione addestrati su CIFAR-10 con un rumore controllato che può essere appreso solo attraverso la memorizzazione. Mostriamo che proiettare i pesi del modello sugli autovettori principali di Fisher separa le prestazioni generali sul compito dalla memorizzazione dei campioni rumorosi, e analizziamo come questa separazione si manifesti in modo diverso nei vari strati. Mostriamo che gli stessi fenomeni sono presenti in piccoli transformer addestrati a risolvere un compito sintetico di apprendimento in contesto e che si riproducono in forma chiusa in un semplice modello lineare risolvibile analiticamente. I nostri risultati rivelano che l’informazione di Fisher coglie aspetti della struttura geometrica alla base del modo in cui le reti neurali distribuiscono la propria capacità tra generalizzazione e memorizzazione.
Il riassunto di questo paper è disponibile solo in inglese: leggilo nella pagina inglese.
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