Ricerca
Entropia morale: verifica dei bias e dell’incertezza nel giudizio morale
La maggior parte degli studi sull’etica computazionale tratta il disaccordo tra annotatori sui contenuti morali come rumore da eliminare con il voto, riconducendolo al voto a maggioranza o alla più pe

- arXiv
- 2609.21992
- Pubblicato
- 2026-09-18
- Autori
- Maciej Skorski
Abstract degli autori
La maggior parte degli studi sull’etica computazionale tratta il disaccordo tra annotatori sui contenuti morali come rumore da eliminare con il voto, riconducendolo al voto a maggioranza o alla più permissiva regola del singolo annotatore non appena anche un solo annotatore segnala un elemento. Sosteniamo invece che questa incertezza debba essere modellata e che si debba imparare da essa. Presentiamo Moral Entropy, un framework bayesiano che mantiene una distribuzione a posteriori completa sull’etichetta vera e scompone la relativa entropia in incertezza aleatoria (disaccordo irriducibile sul contenuto morale) e incertezza epistemica (dovuta ad annotazioni insufficienti o rumorose), consentendo di verificare qualsiasi regola euristica di consenso rispetto a una verità di riferimento calibrata, con metodi basati sull’entropia come cross-entropia/KL, Brier score ed errore di calibrazione atteso. Su tre corpora e quindici domini discorsivi, la verifica delle regole standard di aggregazione rispetto a questa distribuzione a posteriori rivela bias che nessuna pipeline attuale segnala: nel complesso, la regola del singolo annotatore è in disaccordo con la distribuzione a posteriori calibrata per circa il 30% degli elementi, e quasi tutti questi casi sono falsi positivi; a livello delle fondazioni morali, però, gli errori si invertono (FPR/FNR medi del 19,9%/38,9% su MFTC). Le regole più rigide, quella del voto a maggioranza e quella dei due voti, non individuano il 63–83% dei veri positivi.
Il riassunto di questo paper è disponibile solo in inglese: leggilo nella pagina inglese.
Leggi il paper originale su arXiv