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Accoppiamento moltiplicativo e additivo dello stato nelle schedulazioni apprese degli ottimizzatori

Apprendiamo schedulazioni per un rilassamento continuo con penalità di MAX-CUT mediante retropropagazione attraverso un risolutore classico le cui iterazioni sono esplicitate. Una schedulazione che no

arXiv
2610.32801
Pubblicato
2026-10-23
Autori
M. Harper Langston, Pierre-David Letourneau, Dalton Jones, Roland Memisevic, Peter Scott, Mingu Lee, Richard A. Lethin, Christopher Lott, Fatih Porikli, Harris Teague

Abstract degli autori

Apprendiamo schedulazioni per un rilassamento continuo con penalità di MAX-CUT mediante retropropagazione attraverso un risolutore classico le cui iterazioni sono esplicitate. Una schedulazione che non tiene conto dello stato si generalizza a istanze notevolmente più grandi di quelle usate per l’addestramento. Anche una schedulazione bilineare adattiva allo stato si generalizza fuori distribuzione, superando il proprio riferimento non addestrato su 15 seed ($t=4.1$). Per contro, una variante ablativa additiva con gli stessi input e le stesse teste di output è statisticamente indistinguibile dal modello bilineare all’interno della distribuzione, ma fuori distribuzione ottiene risultati peggiori del proprio riferimento ($t=-11.7$). Questa differenza emerge senza regolarizzazione e persiste in una ricerca sui valori del decadimento dei pesi condotta in $30$ tornate: il vantaggio del modello bilineare resta significativo per ogni valore testato, mentre il modello additivo non recupera mai. In questo contesto, i risultati individuano nel modo in cui lo stato del risolutore entra nella schedulazione, anziché nella sola adattività allo stato, la distinzione architetturale associata al trasferimento fuori distribuzione.

Il riassunto di questo paper è disponibile solo in inglese: leggilo nella pagina inglese.

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