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WhiteLab Genomics raccoglie 26 milioni di dollari per sviluppare farmaci progettati con l’IA

WhiteLab Genomics ha chiuso un round di serie B da 26 milioni di dollari guidato da AVP per finanziare test in vivo di sistemi di somministrazione e carichi genetici progettati con l’IA. L’azienda con sede a Parigi afferma che, in studi con

WhiteLab Genomics raccoglie 26 milioni di dollari per sviluppare farmaci progettati con l’IA

AI.info Team · Scritto con l’IA ·

«L’IA può aiutarci a progettare farmaci genomici migliori, ma ciò che conta, in ultima analisi, è se quei progetti funzionano negli organismi viventi».

David Del Bourgo, cofondatore e amministratore delegato di WhiteLab Genomics

WhiteLab Genomics ha chiuso il 6 ottobre un round di serie B da 26 milioni di dollari, dichiarando che userà i fondi per testare negli organismi viventi componenti di farmaci genomici progettati con l’IA e per espandere le proprie attività commerciali a livello internazionale. AVP ha guidato il round. I nuovi investitori Yaday Health e Blast Club si sono aggiunti agli investitori già presenti Omnes Capital e Debiopharm Innovation Fund.

L’azienda con sede a Parigi punta a sviluppare un portafoglio di «bio-asset» validati sperimentalmente — sistemi di somministrazione e carichi genetici che potrà sviluppare autonomamente o con partner biofarmaceutici. WhiteLab afferma che il finanziamento sosterrà programmi relativi a tecnologie di somministrazione virali e non virali, oltre che a carichi genetici programmabili. Prevede di espandersi in Nord America, Europa e Asia.

I candidati AAV di WhiteLab puntano ad attraversare la barriera emato-encefalica

Nel suo annuncio, WhiteLab cita il lavoro svolto con il Paris Brain Institute come esempio del proprio approccio. Usando la piattaforma ALFRED, l’azienda ha progettato virus adeno-associati, o AAV, utilizzati per introdurre materiale genetico nelle cellule. WhiteLab afferma che, in studi in vivo, i suoi candidati hanno attraversato la barriera emato-encefalica, mostrato un elevato rapporto di selettività per il cervello rispetto al fegato e non prodotto alcun segnale rilevabile nel fegato.

Nell’annuncio l’azienda non ha fornito le dimensioni dei campioni, i valori numerici dei rapporti di selettività o altri dettagli degli studi. La sua descrizione offre quindi un primo resoconto dei risultati, ma non informazioni sufficienti per valutare come i candidati si confrontino con i vettori esistenti o come i risultati possano tradursi in effetti sulle persone. WhiteLab afferma inoltre che gli AAV presentano nuove sequenze e proprietà pensate per favorirne la produzione e l’aumento della scala produttiva.

Far arrivare le istruzioni genetiche alle cellule a cui sono destinate è un ostacolo importante per i farmaci genomici. La barriera emato-encefalica limita l’ingresso di molte sostanze nel cervello, complicando lo sviluppo di trattamenti per le patologie neurologiche. WhiteLab ha indicato la malattia di Alzheimer, la malattia di Parkinson, la SLA, le malattie da accumulo lisosomiale e il glioblastoma come possibili ambiti in cui una somministrazione più mirata potrebbe fare la differenza; non ha annunciato alcun farmaco o studio clinico per nessuno di questi.

ALFRED si estende oltre la somministrazione virale

ALFRED è l’acronimo di AI-Led Framework for Rational Exploration in Drug Design. WhiteLab afferma che la piattaforma progetta e ottimizza sistemi di somministrazione, poi ricorre a test di laboratorio e in vivo per individuare i candidati da sviluppare ulteriormente. L’obiettivo dichiarato dell’azienda è ridurre i tempi, i costi e i tentativi ed errori necessari per sviluppare farmaci genomici, anche se l’annuncio del finanziamento non fornisce alcuna stima misurata di questi risparmi.

L’azienda sta estendendo il proprio lavoro oltre gli AAV, verso approcci non virali come le nanoparticelle lipidiche. Sta inoltre sviluppando carichi genetici programmabili, tra cui promotori sintetici pensati per controllare dove e quando viene espresso un gene terapeutico. Combinare i veicoli di somministrazione con la progettazione dei carichi genetici permetterebbe a WhiteLab di lavorare su più componenti di un farmaco, anziché trattarli come problemi separati.

Nuovi investitori entrano nel consiglio di amministrazione di WhiteLab

Il finanziamento porta nel consiglio di amministrazione di WhiteLab due rappresentanti degli investitori: François Robinet, socio amministratore di AVP, e il dottor Daniel Teper, socio amministratore di Yaday Health. Secondo l’azienda, Teper è anche fondatore e amministratore delegato di NAYA Therapeutics. WhiteLab afferma che rafforzerà le proprie attività a Boston, amplierà la propria presenza sulla costa occidentale degli Stati Uniti e cercherà opportunità in Giappone e Corea del Sud.

WhiteLab è stata fondata nel 2019 e opera da Parigi, Boston e Montreal. Afferma di collaborare con partner industriali e accademici, tra cui Sanofi, Cytiva, la University of Massachusetts, il Vision Institute di Parigi e il Paris Brain Institute. La prova immediata per l’azienda sarà verificare se i suoi progetti computazionali possano produrre sistemi di somministrazione e carichi genetici che reggano alla verifica sperimentale e diventino asset che altri sviluppatori di farmaci vorranno portare avanti.

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